Internet, Fibra Ottica in arrivo! Speriamo…
Una volta tanto siamo arrivati molto prima degli altri. Mentre l’Italia discute e polemizza sugli 800 milioni che dovevano servire a portare la banda larga in tutta la penisola e che invece sono stati dirottati altrove, la Ciociaria la sua rete in fibre ottiche ce l’ha già. Funziona da oltre un anno. Grazie alla lungimiranza dell’Università di Cassino e del senatore di An Oreste Tofani che all’epoca ottenne 4 milioni di euro grazie ad un emendamento alla finanziaria.
Settantadue cavi di fibra ottica stesi lungo ottantuno km, ovvero una rete di 5 mila km sono una rarità nel panorama nazionale. «La rete interna tra le sedi universitarie funziona alla perfezione – racconta il neo Rettore Ciro Attaianese che da prorettore ha seguito personalmente la nascita e lo sviluppo del progetto Unicasnet – E tra poco grazie alla rete Adisu erogherà i suoi servizi anche a Sora e Frosinone dove non ha uffici». Ma il futuro è appena cominciato. Intanto, a quanto risulta, l’ateneo sta stringendo un accordo con un colosso della telefonia che consentirà la “chiusura dell’anello”. Fino ad oggi infatti i cavi collegano Cassino, Atina, Sora e Frosinone, ma l’obiettivo è quello di creare un anello tornando a Cassino lungo un’altra direttrice. Tra l’altro a costo zero: l’ateneo offrirà al privato la possibilità di usare i cavi già stesi e in cambio avrà manutenzione garantita per i prossimi 5 anni.
«Già oggi tutti gli studenti sono dotati tutti di una password che gli consente di accedere a internet con un collegamento wi-fi all’interno delle sedi universitarie. A fine novembre – racconta Attaianese – lanceremo un social network di ateneo per creare una vera e propria community degli studenti. Una specie di twitter (il social network per mandare messaggi fino a 140 caratteri contemporaneamente a tutti gli iscritti a un gruppo) che consentirà ad esempio ai professori di inviare messaggi in tempo reale ai propri studenti. Pensiamo anche ad una “netzine” (un magazine in rete creato dagli stessi studenti)».
Ci vorrà più tempo invece per aprire la rete a fibra ottica ai privati o alle aziende della provincia. «Noi non siamo un provider di servizi internet – spiega il Rettore – Servirebbero accordi con aziende interessate a fare collegamenti tra la rete e gli eventuali clienti finali. Ma se ci saranno privati interessati siamo disponibili a discuterne».
In teoria quando partì l’appalto dell’Università di Cassino anche Provincia e i due Consorzi industriali si dissero interessati a collaborare al progetto. «Noi abbiamo realizzato il Piano telematico provinciale – spiega Attaianese – probabilmente il primo in Italia». La realtà è che poi i progetti hanno avuto velocità molto diverse. L’Ateneo è arrivato al traguardo, gli altri enti sono ancora al palo oppure appena partiti. Il Consorzio industriale del Lazio meridionale ha bandito una gara per la copertura “wireless” (senza fili, ndr) dell’area industriale appoggiandosi poi alla rete di Unicasnet. Ci sono poi altri due progetti per portare, ma sempre senza posa di cavi, la banda larga al distretto del marmo e verso la val Comino.
Niente altro. Un peccato. Attaianese ha sempre detto che un simile progetto poteva e doveva crescere come una costruzione di mattoncini Lego: «Ogni scatola consente di costruire un castello, ma altre scatole servono a realizzare un castello più grande perché sono assolutamente compatibili. Questo bisognerebbe fare: fissare regole su base regionale o provinciale e poi lasciare ai singoli enti la possibilità di realizzare pezzi di rete».
L’intero progetto è costato 4,2 milioni di euro. «Ed è una vera rivoluzione. Stiamo ripensando e sconvolgendo tutti i nostri servizi – racconta – Ad esempio ci consentirà di sviluppare una piattaforma e-learnig. Non il semplice video che ti consente di raggiungere gli studenti a casa. No, stiamo per acquistare un software per la creazione di aule virtuali». Un po’ come avviene per i giochi l’ateneo potrà mettere in collegamento contemporaneo fino a mille studenti con un professore che farà realmente lezione in modo interattivo. Ed è solo l’inizio. «Con la rete a fibra ottica abbiamo lo strumento, sarà la fantasia a riempirlo di contenuti».
Un gioiello che in Italia non ha nessuna università. «Bari e Pisa ad esempio hanno una piccola rete con poche fibre – dice il Rettore – Ma è una scommessa per l’intera provincia se si pensa alle opportunità che la rete può offrire alle aziende».
via Il Messaggero


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