Influenza A, a Cassino bimbi portati al pronto soccorso.
Influenza A, da sabato scorso c’è stato un affollamento al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cassino di genitori con i figli che avvertivano i primi sintomi di febbre. Test preventivi e tamponi faringei per una decina di bambini: tutti rimandati a casa tranne due per i quali è stato necessario il ricovero in pediatria. Hanno dieci e tredici anni e vivono nel cassinate.
«Non sono gravi – spiegano dal nosocomio – ma è necessario tenerli sotto osservazione».
Da tutti gli ospedali però invitano i pazienti a rivolgersi ai medici di famiglia anziché affollare i Pronto Soccorso. Questi primi ricoveri proprio nel primo giorno delle vaccinazioni contro l’influenza A: malgrado i timori per il virus sono stati in pochi a recarsi presso la Asl nei vari distretti. La prima in assoluto, ieri mattina, è stata Ilenia, 35 anni, all’ottavo mese di gravidanza, anche lei, ironia della sorte, operatore sanitario visto che è odontoiatra in una clinica privata. Ilenia è arrivata in via Armando Fabi verso le 11 con suo marito, anche lui odontoiatria il quale, pur volendo, non ha potuto vaccinarsi perché non rientrava nelle categorie a rischio. Nemmeno gli operatori sanitari però si sono messi in fila per le vaccinazioni: essendo infatti i vaccini in confezioni da dieci da utilizzare nel giro di poche ore, dovranno essere organizzati dei turni in base alla loro disponibilità per poter procedere alle prime tornate. Nel frattempo si prendono le prenotazioni ma non tutti comunque sono propensi: ieri mattina, per esempio, è anche accaduto che qualche medico si sia recato negli uffici dell’igiene pubblica per le vaccinazioni dell’influenza stagionale e abbia scelto di non vaccinarsi, invece, per l’H1N1. Presso l’ufficio materno infantile, addirittura, nessuna mamma ha portato a vaccinare i suoi bimbi, visto che è ancora da stilare un piano organizzativo (questo avverrà tra qualche giorno) con i pediatri di libera scelta. Insomma ieri mattina, alla fine, nella prima giornata di vaccinazioni, l’ufficio di igiene pubblica si è tramutato più che altro in box informazioni.
Per i tanti cittadini preoccupati che hanno affollato i centralini per avere informazioni sull’influenza e sulle modalità di vaccinazione o per gli anziani che in qualche caso si sono recati anche personalmente a chiedere se potevano vaccinarsi. Il loro turno però scatterà tra qualche giorno. Una coppia settantenne, per esempio, con il marito con patologie polmonari riconosciute, ieri mattina si è sentita rispondere di ripassare la prossima settimana. I vaccini, infatti, questa settimana sono a disposizione solo per i bambini con età maggiore ai 6 mesi ed inferiore ai 17 anni che presentino patologie a rischio, per operatori sanitari, quindi medici, infermieri ed ausiliari e per le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Il fatto che però, a circa dieci giorni dal 15 novembre, fatidica data indicata come inizio della stagione influenzale, siano in molti a chiedere e ad informarsi, getta luce sia su quante siano le perplessità e quanti ancora i dubbi in circolo tra la gente nonché sui ritardi dell’arrivo del vaccino per tutte le fasce indicate come a rischio. La terza tranche, per esempio, che riguarderà gli ultra65enni con patologie, partirà proprio intorno al 15 novembre.
via Il Messaggero
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