Atinablog

Il blog del comune di Atina.

Chiliamacisegua sul problema del canile di Cassino.

Cassino:“Ci fate o ci siete?“

Chiliamacisegua interroga Lorsignori che continuano a giocare a rimpiattino, magari di notte, magari di mattino presto (che non ha l’oro in bocca , ma il bronzo), per celare un comportamento disdicevole, contrario alle Leggi, alle Ordinanze Contingibili in vigore, alle disposizione dell’On Francesca Martini che si sfiata per richiamare al rispetto dello Stato, gli eletti dal popolo, quelli che appunto dovrebbero essere per antonomasia i servitori dello Stato.

La domanda è: “Ci fate o ci siete? “

Chiliamacisegua supporta, divulga, diffonde questa storiaccia, l’ennesima che si fa beffa di Misericordia e Legge.

In quel di Cassino, vicino a Frosinone, in territorio ciociaro ben noto in quanto a civiltà dimostrata nei confronti della vita:

Sindaci dalla pistola o fucile facile, avvelenamenti vigliacchi di povere bestie. Indifferenza, solitudine emarginazione della pietà. Nonché umanità.

E le deportazioni, come viaggio premio ai cani dei Sindaci offerti dai Sindaci stessi, tutori legali del loro benessere!

Gli effetti collaterali,  spiacevole e deprecabile fatalità, quelli che rientrano nel novero della fatalità ovviamente sono messi in conto, tollerati come in questo caso: cani, numero quattro, morti per sbranamento, stante le condizioni dell’accalappiamento e del viaggio, effettuati da veri artisti del mestiere.

E che dire del Capitano Perretta che si è prestato, reduce dal Corpo di Polizia Ecozoofila AUD ( un corpo che a quanto pare non possedeva tutti i requisiti per essere considerato dipendente delle Istituzioni, ma ravvisabile ad una Associazione privata e nulla più) al sequestro, coadiuvando il Sindaco, nella missione “Puliza cagneria varia” di Cassino?

Da che parte risbuca?

Vuole ripetere il disastro del sequestro di Ripalimosani?

http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/24/pensiamo-a-loro-ai-sopravvissuti/

Ancora lo stanno cercando i volontari, per ringraziarlo della sua solerzia, della sua professionalità canaglia e per.. togliergli definitivamente la divisa  onirica e virtuale che indossa.

Ah, il complesso della divisa, divina protesi, come il fucile, dell’uomo che non deve chiedere mai! Nemmeno dove si trovano la Legge e la creanza.

Che non si fa per risolvere il problema randagismo!

Il fai da te,  insomma, per far sparire il noioso, assillante problema dei randagi, affamati, malati e non tollerati.

Dalla vista dell’occhio umano.

Umano?

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.org

LETTERA APERTA AL SINDACO DI CASSINO E ALL’ASSESSORE PETRILLO

Che fine hanno fatto i cani del rifugio D’Ambrosio di Cassino? Dove sono stati deportati? In quale canile del Sud sono stati ammassati, senza nemmeno preavvertire ASL e famiglia D’Ambrosio?

Le due anziane signore che si occupano da anni dei cani abbandonati nel Comune di Cassino e non solo, che da anni suppliscono alle mancanze dell’amministrazione comunale, questa mattina hanno trovato le porte del rifugio divelte, le catene tagliate e 50 cani spariti nel nulla. Unici testimoni involontari del fatto, gli operai del vicino depuratore che hanno visto un camioncino caricare in tutta fretta questi poveri animali, la cui unica colpa è di essere nati in un comune che non li ha mai tollerati, che non li ha mai sfamati, che non ha mai creato un canile a norma, che non ha mai fatto controlli sul territorio per contrastare il randagismo, che non conosce nemmeno le più elementari norme vigenti in materia di tutela animale.

Autorità presenti presunte Carabinieri e addetti del Comune e l’ASL, come mai non è stata chiamata ad assistere alla deportazione di massa? Forse avrebbe intralciato questa orribile pratica? Sono stati chiamati solo nane, perché i cani randagi a Cassino sono un problema. E come è stato risolto?

canilecassino1

Nessuna comunicazione scritta alle due anziane persone che da anni si occupano di questi cani, che si battono senza ricevere ascolto dal Comune affinchè venga costruita una struttura idonea, affinchè vengano corrisposti dei pasti e cure veterinarie come succede in tutti i canili della civile Italia.

Siamo indignate per quello che è successo. Siamo profondamente avvilite perché da circa tre anni utilizziamo il nostro tempo libero, le nostre risorse, le nostre macchine, i nostri soldi per dare una speranza di vita migliore a questi cani. In tre anni (dati alla mano, basta verificare le banche dati dell’ASL di Cassino e Pontecorvo) abbiamo ridato dignità, curato, salvato da morte sicura e dato una famiglia vera a più di 300 cani tutti provenienti da questo rifugio, tutti trovati sul territorio, tutti figli di una sottocultura che non sterilizza le femmine e abbandona in strada o nei cassonetti i cuccioli non desiderati. Abbiamo viaggiato di notte in estate per non fare soffrire loro il caldo, ci siamo alzate all’alba per fare le staffette fino a Milano, abbiamo caricato le nostre macchine di croccantini e scatole di cibo raccolto con le raccolte alimentari per sfamarli, abbiamo fatto notte per mettere gli annunci e gli appelli in rete, tutto il mondo del volontariato nazionale conosce la situazione di questo canile. Abbiamo aperto un sito internet, abbiamo lanciato al mondo un grido di dolore e grazie a tutto questo tanti cani, di cui possiamo portare foto e testimonianze, ora vivono una vita serena in una città del nord, amati e rispettati come si meritano.

canilecassino2Dopo tutto questo impegno e tanta dedizione, veniamo a sapere che quei poveri 50 cani rimasti che aspettavano nel limbo di essere “traghettati” a vita migliore, ora hanno un muro e un box, sbattuti senza alcun inserimento in qualche canile – si dice – in provincia di Benevento, nel profondo sud dove i canili lager sono una certezza, in attesa di morire, di marcire di finire la loro esistenza, lontano dagli occhi di chi può raccontare.

canilecassino3Noi ora pretendiamo delle risposte, vogliamo vedere il provvedimento con cui il Sindaco ha “ordinato” questa deportazione carbonara, vogliamo sapere che fine hanno fatto, chi si occuperà di loro, se mai vedranno la luce e se mai ci sarà qualcuno che penserà alla loro adozione. Vogliamo indirizzo di questo canile perché laggiù ci precipiteremo in tanti a fare foto, controlli e mostrare al mondo intero che fine hanno fatto. Vogliamo nomi e cognomi di chi si occuperà del loro benessere, della loro salute, del loro futuro.
Il mondo del volontariato nazionale è pronto per una grande manifestazione contro chi ha ordinato tale orribile “mattanza”.

canilecassino4

RASSEGNA STAMPA

http://www.petpassion.tv/blog/area/?p=5240

Cassino: cani deportati in un canile lager!

E’ una notizia delle ultimissime ore e sta mobilitando tutto il mondo del volontariato laziale, e’ la notizia di una vera e propria imboscata in un rifugio di Cassino gestito da una famiglia amorevole e sostenuto dalla beneficenza e dalla buona volonta’ delle associazioni. I cani, che nel rifugio soggiornavano felici, sono stati rapiti nella notte e deportati in un canile lager probabilmente nei dintorni di Benevento.

STORIA DEL TERRITORIO

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=11368&stile=6&highLight=1

Qualche assaggio dell’Interrogazione Parlamentare presentata dall’On Barbara Manucci

……………………….

le destinazioni degli animali accalappiati nella provincia di Frosinone sono varie: Canile Marsicano di Lecce dei Marsi, SIAC con sede legale a Frosolone (Isernia), Centro Cinofilo del Fucino di Collelongo (sede legale a Trasacco);
le convenzioni stipulate dai Comuni della provincia di Frosinone con le strutture abruzzesi e molisane spesso non chiariscono chi debba prestare le cure sanitarie, nemmeno quelle obbligatorie come sterilizzazione, sverminazione, vaccinazioni. La Asl di Frosinone per legge, infatti, non può effettuare prestazioni sanitarie fuori Regione, mentre le aziende sanitarie locali abruzzesi e molisane forniscono prestazioni solo ai cani accalappiati sul territorio di competenza;
nella provincia di Frosinone non esiste un canile sanitario che possa offrire stalli per i cani per effettuare le prestazioni obbligatorie previste dalla legge;
i Comuni associati nell’Unione delle Cinquecittà e Cassino stanno trasferendo i cani già da circa due anni in Abruzzo senza che nessuno sappia il numero esatto;
altri Comuni della provincia di Frosinone che hanno stipulato convenzioni fuori Regione sono Cassino, S. Elia Fiumerapido, Monte S. Giovanni, Sora, Boville, Alatri, Anagni, Castel Liri, Isola Liri, Ferentino;

………………………………..

RICHIESTE IN ZONA

http://www.firmiamo.it/caniledicassino

di Mauro Lorini

Al fine di togliere dalla strada i cani randagi, evitare il pericolo di aggressioni che questi possano arrecare, che persone incivili facciano loro del male, affinché chi volesse abbandonare il proprio fido possa invece lasciarlo in un luogo pulito e assistito.

CHIEDIAMO AL SINDACO DI CASSINO  che si faccia promotore di questa volontà cittadina, più volte sollecitata anche dalle associazioni animaliste della zona.

VOGLIAMO UN CANILE COMUNALE

VIDEO

http://www.youtube.com/watch?v=__Brk7SY-m0

Guardate in quali condizioni viene condotto il canile di Cassino

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2009/06/20/un-canile-lager-in-via-agnone/

Cassino (Fr) giugno 2009

Un canile-lager in via Agnone

http://iltempo.ilsole24ore.com/frosinone/2009/06/22/1039096-canile_rischia_chiusura.shtml

Cassino. Quello di Via Agnone che attualmente ospita circa sessanta randagi è stata oggetto di ispezione da parte dell’Asl

La struttura non sarebbe idonea dal punto di vista igienico e gestionale

http://www.ultimissime.net/Cronaca/CASSINO-La-Lapa-gestira

CASSINO – La Lapa gestirà il canile di via Agnone

http://www.marinofardelli.it/attivitamministrativa.htm

di Marino Fardelli

ESIGENZA DI UN CANILE COMUNALE A CASSINO

I consiglieri comunali del Pd con una nota portano l’attenzione della politica verso la richiesta di istituire finalmente a Cassino anche un canile comunale. La proposta, ricordano i consiglieri di opposizione, è stata già per tre anni consecutivi in sede di approvazione di bilancio e di presentazione di emendamenti ad esso, presentata dai consiglieri di opposizione ma sempre bocciata dalla maggioranza che governo il Comune di Cassino. “Pensiamo, commentano Fardelli, Perna, Di Zazzo, Vittorelli, Marrocco e Lullo, considerato che molti cittadini hanno espresso la volontà di veder realizzato a Cassino un canile comunale, visto che all’interno della Città e nelle periferie sono diversi gli animali (i cani per lo più) abbandonati e che vagano per Cassino costituendo in alcuni casi anche pericolo per i passanti e i cittadini, pensiamo che sia giunto da parte di chi governa la Città di sedersi attorno ad un tavolo e pensare la realizzazione di un canile comunale”. Inoltre, sintetizzano i consiglieri del Pd, “chiediamo, sin da ora di inserire nel programma triennale delle opere pubbliche l’inserimento della costruzione di un canile comunale (Casa degli animali) permettendo anche ai privati di occuparsi della gestione e manutenzione, pensando altresì anche ad una opportunità per qualche ragazzo o ragazza di trovarmi impiego”. “La situazione del randagismo a Cassino deve essere affrontata, affermano Fardelli, Perna, Di Zazzo, Vittorelli, Marrocco e Lullo. Il Comune non può permettersi ogni anno di impegnare somme da destinare ad un servizio (accalappiacani, a seguito di segnalazioni di privati cittadini) pagando somme molto alte. Il servizio, una volta completato il canile, può essere garantito dal Comune di Cassino verso gli altri Comuni della Provincia”

Cassino, 28 luglio 2009

COME VIENE AMMINISTRATA LA GIUSTIZIA IN ZONA

http://www.atinablog.it/cronaca/animali-frosinone-e-la-giustizia-che-ci-azzecca/

http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/18/frosinone-e-la-giustizia-che-ci-azzecca/

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