Terremoto, Aggiornamenti dalla zona interessata dallo sciame sismico in Ciociaria.
Lo sciame sismico, anche se sembra aver concesso una tregua riguardo all’intensità, va avanti, non si placa. Ieri altre due scosse sono state avvertite dalla popolazione: la prima 4.45 (magnitudo 2.1), la seconda alle 14.14 (magnitudo 2). L’INGV, ne ha comunque rilevate una ventina cosiddette “strumentali” con l’epicentro sempre nella stessa area di Campoli Appennino. Tra la popolazione continuano a serpeggiare paura e apprensione, mentre i comuni interessati dal fenomeno, una ventina, restano in allerta. L’altra notte molte famiglie nel sorano e nella Valle di Comino (in particolare a Campoli, Pescosolido, Arpino e Gallinaro) hanno dormito nelle auto, altri invece sono rimasti svegli all’aperto, ciò si è ripetuto anche la notte appena superata.
Non mancano le polemiche; una signora di Campoli racconta:
«Anche noi, come tanti altri, abbiamo deciso di dormire in macchina, anche se non riposeremo bene. Qui abbiamo paura, le scosse non finiscono. Avrebbero potuto sistemare alcune tende, attrezzare qualche area dove la popolazione, in particolare gli anziani, avrebbe trovato assistenza. Così, invece, ciascuno deve cavarsela da solo, come può, e sperare che non accada nulla».
un altro ancora:
«In giro non si vede nessuno, ogni tanto passa e ripassa un mezzo della protezione civile, poi nulla più. Quelli che abitano a ridosso dell’epicentro, sono andati a dormire tutti nei pressi del campo sportivo, una zona isolata e poco illuminata. Ci sentiamo abbandonati».
Stesse polemiche anche a Pescosolido: alcune famiglie si erano ritrovate nel piazzale della scuola in centro.
«Siamo soli, senza un minimo di assistenza. E poi non passa nessuno, forze dell’ordine o protezione civile, per verificare la situazione o se qualcuno ha bisogno di assistenza. E tante famiglie stanno dormendo fuori di casa».
Poi c’è il caso sollevato da Raffaele, papà di Leonide, donna di 39 anni diversamente abile:
«Ha gravi problemi alle gambe e guardi in che condizioni deve passare la notte: in auto, ferma, non può muoversi e neanche allungarsi. Noi abbiamo paura e considerato che era intuibile che molti avrebbero trascorso la notte in macchina sarebbe stato opportuno prevedere servizi di assistenza, anche per casi come quello di mia figlia. Non ci sono zone attrezzate, siamo soli, abbandonati per strada».
Inoltre la Prefettura di Frosinone ha ”richiamato” i sindaci e gli amministratori dei comuni della Ciociaria ad adeguarsi per non farsi trovare impreparati in casi necessità. «Di recente abbiamo sollecitato di nuovo, ancora una volta, attraverso una lettera, i Comuni a dotarsi di Piano di Protezione Civile. Più di questo non possiamo fare», hanno spiegato dalla Prefettura.
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