Atinablog

Il blog del comune di Atina.

Atina, Lettera Anonima (parte 1).

Qualche giorno fa ad Atina è stata fatta trovare una lettera anonima, eccola qua divisa in due post.

Egregio Ingegnere DE LUCA. Lei si ritiene un attento giornalista ma mi creda: nei suoi articoli non ho trovato niente di concreto sulle malefatte dei nostri governanti e questo significa due cose: o Lei non si informa, o ha paura di loro. Per questo mi permetto di fornirLe alcune notizie che ho raccolto tra la gente; mi deve credere, è veramente arrabbiata e stufa di questa Amministrazione incapace e che pensa solo ai propri interessi. Ecco la storia come ho potuto ricostruirla.

In un antico paese della provincia di Frosinone, fondato circa 4500 anni fa dal dio Saturno, e chiamata POTENTE dai Romani conquistatori, un bel giorno un gruppo tra imprenditori, dottori e ingegneri decisero di appropriarsi del governo della città per soddisfare la loro sete di danaro e di potere. A capo di questi c’era un avido feudatario di nome Silvio Mancini, che aveva il proprio castello alla Ferriera. Nessuno, purtroppo, aveva ancora compreso che non valeva neanche un unghia di suo padre, quel dottor Armando che ha creato dal nulla la città di Pontemelfa.

Tutti gli chiedevano di diventare il padrone di Atina, ma lui dopo aver riunito i suoi fidati consiglieri (l’avv. Monti Francesco, l’avv. Visocchi Filippo, l’avv. Catenacci Valerio, l’avv. Michelangelo Cancellara, il dott. Volante Fabio e udite udite, il prode Rolando Amata che doveva garantire un salvacondotto al figlio) si alzò e disse: Cari signori, non è opportuna la mia candidatura, sarei troppo esposto, meglio scegliere una persona che ne capisce poco di politica e cht possiamo manovrare a nostro piacimento.
Allora intervenne Cancellara che suggerì il nome del dotto Lancia Fausto, persona ambiziosa e senza palle, facilmente manovrabile. Infatti non si doveva ripetere quanto era successo con Lino Cerri che poi non si è fatto più gestire.
Allora intervenne l’avv. Monti e chiese cosa bisognava fare proprio con Cerri? L’ing. Mancini sorrise e disse: basta fargli credere che lo appoggeremo alla Provincia e dopo che ci avrà dato i suoi voti lo scarichiamo e alla Provincia ci mandiamo il figlio di Rolando Amata, che farà finta di farci opposizione, ed invece …… !!!!!!

Cosi le truppe si armarono e sconfissero un manipolo di mercenari guidati dal palazzinaro Giandomenico Bastianelli, tutto fumo e niente arrosto. Alla sinistra dello schieramento c’era l’avv. Bartolomucci, ma con lui problemi non c’erano, bastava promettergli libero movimento per l’asilo Beatrìce. Il problema poteva essere il dott. Giannandrea Mario, ma da solo dove poteva andare?
Cosi fu e in una serena serata primaverile i nostri prodi occuparono il trono di Palazzo Cantelmi. All’inizio tutto sembrava filare per il meglio, con poche mosse si liberarono degli avversari più scomodi, ma a qualcuno degli irriducibili bisognava dare una lezione esemplare, così che nessuno si sarebbe mai sognato di opporsi al nuovo feudatario Faustone Lancia.

Per prima cosa bisognava neutralizzare Lino Cerri. Gli avevano promesso sostegno alla Provincia, in cambio dei voti, ma alla prima occasione lo tradirono dando i voti all’avv. Amata Andrea.
Poi fu la volta di Bastianelli Vittorio e Patini Patrizia che in cambio dei voti, l’avv. Cancellara Michelangelo li aveva barattati con Lello “il capuano” che gestisce il Vicolo. Sorrideva dietro le finestre di Palazzo Cantelmi il vice-sindaco quando i suoi servitori (le guardie comunali Caputo Alfonso e Tamburro Vincenzo, prima operaio e in poco tempo promosso generale) sequestrarono gli arredi dei due poveri sventurati, colpevoli di essersi opposti al capuano.

Infine toccò a Visocchi Leonardo e all’ing. Giannandrea Carlo, espulsi dal Jazz per fare posto al nuovo presidente, Marcelli Bruno, compagno di merende di Faustone Lancia e dell’assessore a vita Di Paolo Fortunato, che ha come unico incarico quello di giullare di corte, organizzatore di concerti e musichieri.

Alla prima riunione segreta, a cui parteciparono solo i fedelissimi, l’esercito di Faustone Lancia si spartì il bottino:

1. A Faustone Lancia andava la gestione del Festival Jazz, insieme al maestro (non si sa di cosa) Di Paolo Fortunato e di Marcelli Bruno che doveva fare contemporaneamente il presidente e le delibere del Jazz. L’incasso era cosi assicurato, tutto in casa, finalmente, senza nessun” che li avrebbe controllati.

2. All’avv. Cancellara Michelangelo, meglio conosciuto come il Vescovo, andava la seconda poltrona di Palazzo Cantelmi, e cosa importante, veniva investito della carica ufficiosa di Sindaco del centro storico. Faustone Lancia non voleva saperne dell’ Atina alta, troppi cacacazzi, meglio Pontemelfa dove si ragiona di più. Ma il Vescovo non si accontenta, chiede ed ottiene la carica di assessore al Patrimonio, un incarico che gli spetta di diritto visto che in poco tempo:

  • compra diverse case nel paese assieme al fido Notargiacomo Mario e di Carletto “botta a muro”, da tempo in panchina in attesa di contare qualcosa. Lo scopo è quello di acquistare a poco prezzo, e vendere… a caro prezzo.
  • Restaura il suo palazzo in via Planca realizzando un piano abusivo con ampio balcone. Chi se ne frega se il vicino lo denuncia, tanto comanda lui: basta mettersi d’accordo sul prezzo e il gioco è fatto.
  • Compra una villa in località Pozzello, per fare concorrenza ai Di Paolo e ai Maiese. Si inventa un nuovo accesso in piena curva sulla strada provinciale e solo lui sa se ha chiesto le necessarie autorizzazioni.

Non contento, da ambizioso com’è, rivela ai lecchini che lo attorniano, che la prossima volta sarà lui il nuovo sindaco di Atina, altro che Faustone senza palle. E per tenersi buoni i cittadini, dispensa promesse a tutto spiano, da buon pinocchio qual è!

3. Iafrate Gianluca, assessore alla manutenzione. Da quando c’è lui il paese è sempre più sporco e l’erba è sempre più alta. Le strade sono piene di buche e per tapparle ha usato le pietre al posto della breccia Quando gli chiedi di tappare qualche buca con l’asfalto, lui risponde che non ci sono soldi. Ma per finanziare il festival Jazz di Marcelli Bruno i soldi ci sono, oppure per pagare i dirigenti del Comune che stanno sempre seduti e sono sempre scortesi i soldi ci sono.
Anzi approfitto un attimo dell’occasione per ricordare che il buon Faustone controllasse quanta gente lavora veramente nel suo muuicipio, visto che spesso e volentieri molti suoi scudieri si dimenticano di andare a lavorare e preferiscono altre mestieri e la cosa peggiore è che gli assessori queste cose le sanno e non intervengono perché ognuno di loro ha il proprio leccaculo (scusate l’espressione colorita). Tornando a Iafrate non ha trovato di meglio che dare la fornitura per clorare l’acqua ad un suo amico che usa il cloro annacquato e così l’acqua è sempre più inquinata. Poveri noi che dobbiamo berla!

4. All’avv. Catenacci Valerio è stato dato l’assessorato ai lavori pubblici, ma lui che ha altre mire ha delegato l’imprenditore Notargiacomo Mario che manovra a piacimento appoggiato dall’oculista Volante Fabio. Così il buon Mario controlla tutti i lavori, decide quali deve fare e quali non gli interessano e può dare ai suoi amici. Anzi per stare tranquillo ha fatto assumere un Ingegnere, amico suo, di Mancini Silvio e di Amata Marco, così controlla tutto senza problemi. Ma possibile che nessuno controlla come è entrato questo tizio, se ha fatto un concorso o è entrato …. dalla finestra? Caro Faustone, ma i soldi di questo tizio non era meglio spenderli per rattoppare qualche buca o per mantenere pulite le strade? Il revisore dei conti che cosa fa? Dorme!!! Il ragioniere cosa fa? Dorme!!! Il segretario comunale cosa fa? Dorme due volte!!!
Tornando al buon Valerio, avvocato rampante al servizio del feudatario delle Ferriere, gli viene comandato di gestire anche l’immondizia. E lui cosa si inventa? Un mega appalto da assegnare ad un amico abruzzese, collegato al buon Silvio che, secondo voci insistenti, ha già acquistato i mezzi del servizio N.U. parcheggiati nella sua tenuta. Tanto meglio, pensa il buon Valerio, chi se ne frega se ai cittadini toccherà pagare l’immondizia come l’oro, sono cavoli loro. Una indiscrezione: sempre voci bene informate dicono che l’anno prossimo, se l’appalto darà i frutti sperati, ai cittadini toccherà sborsare circa 400.000 euri … alla faccia!!!

5. Per concludere voglio ricordare tra i vassalli alla corte di Faustone, il buon Tavolieri Ivan che, dopo aver aperto la palestra con Lino Cerri, ha poi messo le mani sulla Proloco e ha sperperato quasi mille euri per costruire una piazza parcheggio a Piè delle Piagge a servizio del bar dell’imprenditore Tortolani Paolo.

6. Ci sono poi i tre ex scudieri di Lino Cerri che alla prima occasione, sono passati al nemico, tradendo la causa: l’assessore Nardone Mauro, che fa come le banderuole, il geom. Coppola, il nome non mi viene e l’altro consigliere a vita Iannucelli Onorio che si fa vedere solo quando c’è il Folk.

7. Ieri ho saputo dal giornale della scuola elementare. Il disegno di Faustone e della sua gang è chiaro. Far passare la scuola come insicura per spostarla a Ponte Melfa. Così nel centro storico non è rimasto nulla. Prima metà Comune, poi l’ospedale, ora la scuola. ln cambio il saggio Cancellara cosa ottiene? Dieci dipendenti del ministero delle Belle Arti che ogni tanto scenderanno al bar a prendere il caffè. Bella consolazione per un paese in agonia. VERGOGNATEVI.

E la minoranza cosa fa? Di Amata Andrea abbiamo già parlato, entra di buon diritto nella maggioranza e non mi stupirei che a breve diventi assessore. Che fine ha fatto l’orgoglio Rolandiano, da pannelliano convinto a servo del potere.
Non classificato per il capogruppo imprenditore Bastianelli Giandomenico, a cui la politica non dona, figuriamoci come aspirante sindaco.
lnfine bocciatura sonora anche per il dotto Giannandrea Mario, che nulla ha fatto come vice-sindaco con la precedente amministrazione, nulla sta facendo come consigliere di opposizione e nulla farà come consigliere provinciale, all’ombra del suo avversario Amata.
Come vede, Ingegnere De Luca la situazione di Atina è a dir poco catastrofica. Se Atina non si sveglia a breve non ci resteranno neanche gli occhi per piangere.
Faustone Lancia ha fallito tutti gli obiettivi programmati in campagna elettorale, e se ha ancora un briciolo di dignità, dovrebbe dimettersi e lasciare a qualcuno più capace il compito di guidare il nostro paese verso il futuro. Un futuro che vede sicuramente il dotto Lancia relegato ad essere ricordato come il PEGGIORE SINDACO che Atina ha mai avuto.
Lo so che non scriverà nulla di quello’ che ho detto, ma forse è meglio così. Gli Atinesi non meritano nulla, sono senza palle!!!!! !!!! !!

FIRMATO: La coscienza atinese.



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1. ramarangasenzatanga - 7 ottobre 2009 - 11:08

Ma se, come dice walter-ego, da un punto di vista meramente economico tutti devono,possono,anzi pretendono di pensare ai propri interessi, ma per quale cavolo motivo stiamo quì a dissertare ?

2. Il Cavalier Mascarato - 6 ottobre 2009 - 21:52

vedo che ormai si cerca di difendere l’indifendibile…

“Il problema dei centri storici che si svuotano non riguarda soltanto Atina”

si ok, peccato che ad Atina in 40 anni ci hanno tolto tutto, manca solo che ci tolgano la Posta, la Biblioteca e pure il Cimitero…

“Per quanto riguarda gli ipotetici palazzinari che vorrebbero investire nel centro storico, non solo è una opportunità rara da cogliere ma personalmente anche io non vedo per niente conveniente da un punto di vista economico. Poi ognuno con i suoi soldi fa quello che gli pare e investe dove vuole e pensa soprattutto ai suoi interessi.”

Se non ricordo male, l’anno scorso ci fu la proposta di un imprenditore che voleva acquistare/affittare il Convento. Sicuramente avrebbe fruttato molti, ma molti soldi alle casse comunali; soldi che si sarebbero potuti usare per risanare i debiti del comune e/o destinati ad interventi di manutenzione o altro (interesse di tutti). Invece adesso ci sono 4 gatti che lavorano e spendono 10euro nei bar del Centro Storico.
Poi… perchè questi palazzinari vorrebbero costruire adesso e non lo hanno fatto 3 o 4 anni fa? Non è perchè adesso fanno parte dell’amministrazione e possono mettere le mani su carte e cartine!? (interesse di pochi)
Che fine ha fatto il Piano Regolatore????? Non si è sentito più parlare di lui…

E poi che cavolo centra il Cento Commerciale???????

E l’appalto dell’immodizia dato all’amico??? È possibile che sul sito del comune non c’è il bando???

3. erpes - 6 ottobre 2009 - 21:26

DITEMI VOI CHI E’ L’UOMO GIUSTO QUI’ AD ATINA…………..MAH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

4. anita - 6 ottobre 2009 - 17:45

1) la lettera anonima ha colpito nel segno, narra la gestazione e il parto a tavolino del Sindaco Lancia, tra una cerchia di amici che a loro volta hanno numerose famiglie alle spalle benefattori e cortigiani, dipinge icasticamente la situazione di intrecci e spartizioni, riflette il sentimento popolare; è la prima di una serie di scosse (D’Alema). La maggioranza trema: molti elettori, quelli sinceri e casti, di Atina E’ e di Risorgimento Atinate, si battono il petto, stanno raddrizzando i loro sentieri, storcono il naso sull’andamento gestionale e politico. E’ lecito immaginare che la giunta Lancia possa cadere come il primo Cerri, ma non ci sarà Lancia II, a meno che non si voglia continuare nella restaurazione in corso e nel tradimento dei chierici. Sulle opposizioni che dire, se si volge lo sguardo al passato, non hanno mai contato in sistemi maggioritari, hanno fatto solo rumore o finta di opporsi. Le decisioni amministrative possono essere bloccate o modificate se a livello di enti superiori i colori politici sono diversi o se funzionari integerrimi applicano la legge e non la interpretano, se giudici intervengono a seguito di denunce sulle malefatte, etc o infine se monta una forte protesta popolare che……. ;

2) tataranga pretende risposte, anzi tutti, ma la generazione degli anni 60 che attualmete governa non è stata abituata al dibattito, anzi mai in giovine età uno di loro si è posto il problema di sindacare un atto delle passate amministrazioni, giusto o sbagliato che fosse, erano latitanti;

3) La scuola elementare è la Waterloo di tutti coloro che ritengono che la soluzione dell’Ostello sia una scelta abnorme, non di coloro, tra cui la maggioranza consiliare, che pensano che un Ostello dall’oggi al domani sia diventato un perfetto istituto scolastico.

5. walter-ego - 6 ottobre 2009 - 17:42

Questa storia del muro ancora non mi è chiara. Il problema dei centri storici che si svuotano non riguarda soltanto Atina, ma molti comuni. Per quanto riguarda gli ipotetici palazzinari che vorrebbero investire nel centro storico, non solo è una opportunità rara da cogliere ma personalmente anche io non vedo per niente conveniente da un punto di vista economico. Poi ognuno con i suoi soldi fa quello che gli pare e investe dove vuole e pensa soprattutto ai suoi interessi. Vorrei conoscere il benefattore che impegna i suoi soldi per gli interessi degli altri. Se molte persone(certamente non ricche e nemmeno palazzinari) non avessero investito i propri risparmi per farsi una casa nelle zone di ponte melfa, settignano o san marciano adesso non avremmo un centro commerciale di riferimento per tutta la Valle che ultimamente poi non se la passa troppo bene.
Certo se si chiude la porta anche a chi vuole costruire e non distruggere o sottrarre qualcosa, allora sto muro esiste davvero.

6. Il Cavalier Mascarato - 6 ottobre 2009 - 14:22

Infatti, qui la chiusura mentale l’hanno avuta sempre i nostri amministratori ed è stato dimostrato in molte occasione, stanno lì solo per interessi personali… se un muro c’è stato, e ripeto se, sono stati loro i primi artefici, non certo le persone di Atina… e adesso c’è qualcuno che cerca di riportare a galla questa storia del “muro”, sempre per interessi personali ovviamente.

Cosa devono fare i cittadini con un manipolo di amministratori palazzinari che vorrebbero cementificare Atina Centro Storico, costruire palazzi e appartamenti (zona Porta S. Maria e zona Casette popolari) per venderli a chi?????? alle dieci persone che passano l’estate ad Atina???? qui ci sono ben altri problemi e i soldi potrebbero essere investiti in altro modo per l’interesse di tutti e non di pochi…

Vergogna!!!Vergogna!!!Vergogna!!!

7. ramarangasenzatanga - 6 ottobre 2009 - 10:58

Non mi sembra il caso di parlare di chiusura mentale. E poi, a chi ti riferisci ?
Quando da quarant’anni un centro storico viene spogliato sistematicamente di tutto ciò che lo rende vivo e dici che non è un attacco ai suoi cittadini ,dovresti anche spiegare qual’è , di grazia,il favore che ci stanno facendo e se questa spoliazione ci porterà un futuro più roseo.

8. walter-ego - 5 ottobre 2009 - 14:40

Non capisco perchè viene visto come un attacco ai cittadini della “città” di Atina.
Poi il muro chi lo ha costruito?
Una chiusura c’è ma mi sembra mentale, se si alzasse lo sguardo oltre magari.

9. ramarangasenzatanga - 5 ottobre 2009 - 09:32

Sbagliatissimo l’esempio della scuola di Cassino.
A Cassino un trasferimento da una via ad un’altra via non viene visto come un attacco ai cittadini.
Ad Atina sì, e con molte ragioni. Quì è stato costruito un muro che per tante ragioni non siamo più in grado di saltare e che ancora molti contribuiscono a farlo diventare più alto.
Se devo mettere un voto al Sindaco, si merita un bel 2 in condotta per la velocità con cui ha effettuato il trasferimento.

10. Woz - 4 ottobre 2009 - 19:20

ma infatti io non ti ho parlato del “furto”… ho detto e lo ripeto:

spiegami perchè a maggio la scuola era sicura e a settembre non lo è stata più??? cosa è cambiato di così importante nella struttura dello stabile nel giro di qualche mese…
se a maggio la scuola fosse stata dichiarata inagibile, durante l’estate si sarebbero potuti fare dei lavori di consolidamento della struttura per renderla di nuovo agibile con l’inizio dell’anno scolastico…

o meglio, i bambini lì non ci dovevano proprio entrare…

11. walter-ego - 4 ottobre 2009 - 18:40

Forse la scuola andava chiusa prima, ma non bisogna vederlo come un furto al centro storico a favore di Ponte Melfa, un sindaco deve pensare a tutelare tutti soprattutto i bambini.
Non credo che se a Cassino chiudono una scuola in via y e la spostano a 2 km in via z la gente stia a guardare la sua collocazione ma guarda all’edificio se è sicuro o no.
Vabbè allora 8-.

12. Woz - 4 ottobre 2009 - 12:08

voto 8… ma de che????? ma siamo scemi????

rispetto quello che hai scritto ma non lo condivido…
ti ricordo che il sindaco è un nostro dipendente, è pagato con i nostri soldi, dovrebbe risolvere i problemi di tutti cittadini e salvaguardare gli interessi di tutta la popolazione, non solo dei compagni di merende… se non è in grado di svolgere il suo dovere se ne può anche andare a casa, nessuno lo costringe a rimanere li dov’è…

spiegami perchè a maggio la scuola era sicura e a settembre non lo è stata più??? cosa è cambiato di così importante nella struttura dello stabile nel giro di qualche mese…

se a maggio la scuola fosse stata dichiarata inagibile, durante l’estate si sarebbero potuti fare dei lavori di consolidamento della struttura per renderla di nuovo agibile con l’inizio dell’anno scolastico…

come può essere credibile il sindaco di un paese che del centro storico non ne vuol sapere…

ma smettiamola con queste manie di riverenza verso persone che non hanno nulla di straordinario, anzi…

e per concludere: voto 10 con medaglia al valor civile per aver avuto il coraggio di presentarsi alla processione del patrono.

13. walter-ego - 4 ottobre 2009 - 10:42

Voto 8 al sindaco Lancia per aver trasferito in una settimana un’intera scuola da un edificio insicuro ad uno più sicuro.
In un Paese normale il trasloco di una scuola ad una distanza di 2 km da un posto insicuro ad uno sicuro sarebbe stato accettato senza problemi.
Sono pochi i paesi che hanno a disposizione edifici di riserva in condizioni struttrali logistiche e accessorie migliori di quelli ordinari.
Sono altrettanto pochi i comuni che dispongono di una bella scuola come quella dell’ostello.
Sembrano assurde altre interpretazioni.

14. ramarangasenzatanga - 3 ottobre 2009 - 13:00

Come un caccia che, durante la guerra , terrorizzava con le trombe di Gerico, così si abbatte sulla città di Atina (questa sì una città e non Ponte Melfa come scrive l’Anonimo !) la lettera anonima. A quelli che subivano le bombe non interessava il nome del pilota quanto gli effetti e dove cadeva la bomba e tutti speravano in un punto della città molto lontano da loro, infischiandosene se in quel punto lontano c’erano altre persone.
Riguardo l’anonimato, a tutti quelli che storcono il naso, ricordo che è stata appena varata una vergognosa legge che difende l’anonimato dei grandi esportatori/evasori di denaro e di tasse.
Il fall out della lettera riguarda tutti, e tutti dovremmo pretendere delle risposte.
Da elettore di questa maggioranza dico inoltre che il caso della scuola chiusa sarà la loro Waterloo e non ci sarà nessun Congresso di Vienna che rimetterà tutto a posto.

15. Il Cavalier Mascarato - 3 ottobre 2009 - 11:39

Ma che Puaes’!!!!!!

A legger tutte queste cose non mi meraviglio affatto, anzi sono sempre più convinto che Atina per colpa di queste persone così, è e resterà sempre un paesino di cacca!!!
Ma cosa ci si poteva aspettare da un manipolo di persone seguaci del nostro premier editore-imprenditore!!!
tutto per il potere, POTERE!!
ma andate a fancu**!!!
Se vi ritenete amministratori degni di ricoprire la vostra carica, abbiate almeno il buon senso di dimettervi!!
Siamo tutti bravi a metterci in ghingheri per la festa del patrono, ma ricordatevi che un giorno… un giorno passerete sotto il severo giudizio del nostro San Marco che vi giudicherà per le vostre malefatte!!!

Cari amministrasoldi, non tirate troppo la corda, non dimenticate cosa il popolo ha fatto ad Atina negli anni 70!!!

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