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Il WWF denucia: Degrado per il fiume Melfa.

Le gole del Fiume Melfa rappresentano un paesaggio tra i più caratteristici ed affascinanti del Lazio meridionale. Le acque di questo fiume, che nasce nella Val Canneto, nota località del versante laziale del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, dopo aver attraversato la Valle di Comino si incanalano all’interno di una lunghissima e sinuosa forra, sviluppatasi per effetto dell’erosione dell’acqua lungo antiche faglie del complesso sistema orografico del massiccio di Monte Cairo. Nel tempo le acque del fiume, copiose d’inverno e dopo lo scioglimento delle nevi, hanno scavato la roccia e smussato gli spigoli dei grandi massi e ciottoli trasportati, creando forme e ambienti di grande valore sia ecologico che estetico. Per questi motivi, oltre che per la notevole, ma ancora in gran parte sconosciuta, biodiversità presente, già da molti anni si susseguono le proposte di istituzione di una specifica area protetta. Attualmente queste gole sono comunque comprese in un Sito di Importanza Comunitaria e una Zona di Protezione Speciale, aree che rappresentano i nodi della Rete ecologica europea Natura 2000.

Per la sua bellezza è stato inserito tra i siti di interesse comunitario, ma viene usato come una discarica

Nonostante ciò, le gole del Fiume Melfa continuano a essere utilizzate come discarica abusiva, sia da parte di singoli cittadini che vogliono sbarazzarsi di elettrodomestici, materassi o altri vecchi oggetti ingombranti, sia da parte di gommisti, ditte edili, carrozzieri o altri produttori e rivenditori di ogni tipo di materiali, anche tossici, i quali per non pagare lo smaltimento in discarica degli scarti di produzione o dei rifiuti raccolti preferiscono scaricarli lungo le ripide sponde del fiume. Questo comportamento è stato ripetutamente denunciato agli amministratori competenti e alle forze dell’ordine, anche dai volontari locali del Wwf, ma senza successo. Purtroppo, oltre al problema dei rifiuti, il Melfa sconta anche una forte riduzione della portata dell’acqua, per effetto della quasi totale captazione per usi potabili delle sorgenti e della presenza di sbarramenti e derivazioni per fini idroelettrici e agricoli lungo il suo corso. Questo determina un disseccamento del fiume per alcuni mesi dell’anno, in particolare in tarda primavera e in estate, con conseguenze negative sulla vitalità di piante e animali acquatici. Negli ultimi anni sono state organizzate varie giornate pubbliche di pulizia e manifestazioni di sensibilizzazione e promozione dell’istituzione del parco che, seppure non hanno prodotto i risultati sperati, hanno sicuramente determinato un miglioramento rispetto al passato. Una maggiore attenzione, in termini di vigilanza, da parte degli enti locali e delle forze di polizia e, in termini di uso sostenibile della risorsa acqua, da parte delle società che la utilizzano (Enel, Acea, Consorzio di bonifica, ecc.), permetterebbe di recuperare un patrimonio naturalistico e paesaggistico che in altre regioni d’Italia verrebbe gelosamente conservato e rispettosamente valorizzato

Riccardo Copiz (Wwf Lazio)

via il Corriere.it

ne parlano anche qui

e qui c’è il dossier del sito fiumemelfa.it.



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1. sreale - 7 ottobre 2009 - 22:23

Finalmente qualcuno che nota il grave degrado ambientale del fiume Melfa

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