Provincia di Frosinone, aumentano gli studenti disabili, diminuiscono i docenti di sostegno.
Cresce il numero di studenti disabili nelle scuole della provincia, ma diminuiscono gli incarichi sul sostegno. L’aumento non è di quelli che fanno parlare di boom, ma è comunque apprezzabile. L’anno scorso gli allievi diversamente abili erano 141 nella scuola di infanzia, 694 alla primaria, 634 in quella di primo grado, 617 in quella di secondo grado, a fronte degli attuali, rispettivamente 129, 697, 636, e 673. Sintetizzando, nel 2008-2009 nella provincia si contavano 2.086 allievi disabili, contro i 2.135 attuali, ovvero l’aumento è pari a 49 unità. A non crescere, però, è il numero delle supplenze annuali di docenti specializzati nel sostegno.
Nel 2008-2009, infatti, i contratti a tempo determinato, tra primo e secondo grado erano 286, contro i 261 attuali. Affiancare ai docenti curriculari quelli di sostegno in classe ha lo scopo di promuovere una didattica differenziata in base alle esigenze dell’utenza. Per chi è diversamente abile, inoltre, la figura del docente di sostegno è particolarmente utile, in quanto permette di confinare un deficit fisico o psichico nell’ambito della disabilità senza farlo sconfinare nell’handicap. L’handicap, infatti, è di natura sociale e non un fattore oggettivo. Esemplifichiamo il discorso: una persona che ha una gamba fratturata è momentaneamente disabile, diventa una persona con handicap quando si trova di fronte a una barriera architettonica, come una scala, che rende la sua disabilità un problema.
All’interno della scuola italiana la figura dell’insegnante di sostegno è coerente con i dettami costituzionali, in particolare con l’articolo tre della Carta che recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
fonte: Il Tempo
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