Sora, ieri mattina stava per buttarsi dalla finestra dell’anticamera del primo cittadino.
Una signora di Sora (da 20 anni in attesa d’una casa popolare) ieri mattina poco prima delle 11 ha tentato di buttarsi dalla finestra del comune antistante la stanza del sindaco, a salvare l’indigente disperata e sventare il tentato suicidio è stato il vicesindaco Gabriella Paolacci. Con tempismo e freddezza la Paolacci, assessore alle politiche produttive, ha prima trattenuto e poi tirato giù dalla finestra Giuseppina I., quindi ha tranquillizzato la 50enne signora sposata con figli promettendogli che il Comune di Sora contribuirà a pagargli l’affitto della casa privata dove vive in via Roccatani, impegnandosi anche a individuare per lei un alloggio d’edilizia popolare al più presto. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che al momento del tentato suicidio erano già all’interno del palazzo comunale di corso Volsci a causa dell’ennesima protesta messa in atto in Comune dall’architetto Pasquale M. Il noto professionista sorano – salito sul tetto del palazzo comunale venerdì scorso per protestare contro il Comune di Sora che gli ha messo sottosequestro per vincoli paesaggistici un suo cantiere – ieri mattina è tornato alla carica occupando la sala consiliare. In breve carabinieri, polizia e vigili della municipale sono saliti in Comune chiamati dal sindaco. Ma mentre l’architetto spiegava le proprie ragioni all’assessore all’urbanistica Loreto Alati contemporaneamente la signora è salita in Comune. Entrata nella stanza antistante quella del sindaco la donna ha tentato di buttarsi dalla finestra che dà sul centrale corso Volsci.
Il dramma della disperazione non si è tramutato in tragedia solo grazie alla prontezza del vicesindaco Paolacci «brava – come hanno riferito i carabinieri presenti in Comune ieri agli ordini del maresciallo Giovanni Sicignano – a rendersi conto di ciò che stava accadendo, l’assessore è stato capace di far scendere la signora dal davanzale della finestra e di calmarla». Due i motivi del gesto disperato: “La mancanza di soldi per pagare l’affitto a cui si è unita la rabbia per aver fatto da 20 anni domanda per una casa popolare”, spiega il dirigente del comune di Sora ai servizi sociali Alberto Santucci. «Al tempo della domanda per la casa Ater – conclude il dottor Santucci – l’aiutammo nel fare un ricorso. Purtroppo da allora a Sora non sono stati costruiti alloggi popolari, ogni tanto c’è qualche disponibilità di abitazioni abbandonate, ma i casi sono pochi. L’amministrazione comunale è subentrata quest’anno all’Ater, i servizi sociali hanno già segnalato all’ufficio preposto il caso di questa signora che vive in una casa antigienica di due camere e un bagno, paga un affitto minimo e non ha i soldi per poterselo permettere».
via Il Messaggero
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