Canile degli orrori scoperto dai carabinieri a Pofi.
Il blitz degli uomini agli ordini del capitano Pietro Dimiccoli è scattato ieri mattina all’alba in una casa di campagna alla periferia di Pofi. L’inchiesta è stata avviata a seguito di alcune segnalazioni. Strani movimenti che erano stati visti nei pressi di quel caseggiato e che avevano insospettito più di qualcuno. Quando i militari hanno fatto irruzione nella struttura, si sono trovati davanti una scena raccapricciante: sessantatrè cani sistemati alla meno peggio erano gli «ospiti» di quell’abitazione. Gli animali vivevano in mezzo ad escrementi e sudiciume. Non c’era angolo di quella casa che non avesse fatto da «cuccia» a qualche cane. Impossile entrare in quell’abitazione e non provare un senso di nausea e disgusto. Ad accudirli, se così si può dire, P.C una donna di 54 anni che si è presentata ai carabinieri mostrando un chihuahua. All’interno dello stabile, dicevamo, sono stati trovati 63 cani di varie razze e taglie, dei quali 51 adulti e 12 cuccioli. Tutti come già evidenziato, vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie. Gli animali, sottoposti alle prime cure, sono stati al momento affidati ad adeguate strutture site nell’ambito di questa Provincia. La donna che è stata giudicata capace di intendere e di volere si è giustificata dicendo che lei amava gli animali e che viveva per per loro. Ecco perchè li accoglieva tutti nella sua abitazione. Dichiarazioni che agli occhi degli investigatori sono risultate poco credibili. Forte il sospetto, infatti, che la 53enne avesse messo in piedi una sorta di smercio clandestino dei cani. Nello specifico lei si preoccupava di farli accoppiare e poi li rivendeva. Non a caso gli animali non sono stati trovati malnutriti. C’erano esemplari di pastore tedesco e e di boxer che sul mercato avrebbero potutto fruttare parecchi soldi. Sulla vicenda sono ancora aperte le indagini da parte dei carabinieri. Sono tante le domande che al momento restano senza risposta. A cominciare dal fatto che quei cani non erano dei meticci randagi. Erano bestie di razza con le quali la «padrona» poteva guadagnare molto bene. Ma come si procurava questi animali? Dove li aveva presi ? Possible che nessuno sapesse nulla? Per avere tutte queste risposte bisognerà aspettare la conclusione delle indagini. Per il momento la donna è stata denunciata con l’accusa di maltrattamenti sugli animali. Intanto è stata predisposta la bonifica dell’abitazione e di tutta la zona adiacente. Ciò per evitare che possano scoppiare delle epidemie. La cinquantatreenne viveva in consizioni davvero disumane. La perquisizione domiciliare è stata autorizzata dalla procura della Repubblica ed eseguita con l’ausilio di medici veterinari Asl del capoluogo.
via Il Tempo
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