Valle di Comino, troppi morti e poche nascite.
Annus horribilis il 2008 per il saldo nati/morti in Valcomino: nella maggior parte dei paesi, praticamente in tutti, i morti sono più del doppio dei nati e a San Biagio, il paese più piccolo della Valcomino con i suoi 500 abitanti, l’anno scorso non è nato nemmeno un bambino.
Dati veramente impressionanti che, sebbene confermino un trend negativo che si registra da anni, sono peggiorati nel corso del 2008, con una prospettiva davvero catastrofica per il futuro.
Iniziando la nostra analisi da Atina, che è un po’ il capoluogo della Valcomino, si rimane basiti dai dati: nel 2008 sono nati 34 bambini, ma sono morte ben 66 persone. Mai prima d’ora Atina aveva fatto registrare un saldo così pesante, tanto che lo scorso anno, addirittura, c’era stato un incremento, anche se minimo (tre unità) di nati rispetto ai morti.
Altro dato impressionante è quello di Alvito, altro paese con più di tremila abitanti: 25 nati e 54 decessi.
A Settefrati, addirittura, il numero dei morti nel corso del 2008 è stato il triplo di quello dei nati: 4 contro 16.
Anche a Gallinaro la situazione non è migliore: a fronte di otto nascite, si sono però registrati ben 19 decessi. Unico dato non propriamente negativo è quello che riguarda Villa Latina: qui ci si trova di fronte ad un sostanziale pareggio, con dodici nascite e quindici decessi. Ma con i dati di Picinisco, si torna allo sconforto: 19 decessi contro solo cinque nascite, praticamente per ogni bimbo nato sono morte quattro persone!
Con i dati di Casalattico, si torna alla cosiddetta media del “doppio”: nove decessi e quattro sole nascite.
Ci sono poi i dati altamente negativi relativi a San Donato e Casalvieri: nel primo paese quattordici nascite e trentadue decessi, nel secondo 18 bimbi nati contro 42 decessi.
Infine il dato più agghiacciante è quello relativo a San Biagio Saracinisco: zero nascite nel corso del 2008 e quattro decessi.
Facile immaginare che tra una decina di anni, se questo trend dovesse confermarsi, come probabile (ma è anche probabile che peggiori, considerato anche il flusso migratorio giovanile) la Valcomino perderà il 25% della sua popolazione, e tra trenta anni alcuni paesi come San Biagio, Casalattico e Settefrati scompariranno del tutto, mentre gli altri perderanno il 75 per cento della popolazione.
La classe politica locale, impegnata negli inciuci alla comunità montana e a difendere i piccoli orticelli di casa intorno al campanile, sembra non rendersi conto della gravità situazione, proprio come quei dotti bizantini che, con i Turchi fuori dalle mura di Costantinopoli, continuavano a discutere sul sesso degli angeli.
via CiociariaOggi
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1. mario massa - 28 gennaio 2009 - 14:19
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2. italo - 28 gennaio 2009 - 12:40
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3. linnominato - 28 gennaio 2009 - 09:55
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4. italo - 27 gennaio 2009 - 20:09
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5. italo - 27 gennaio 2009 - 18:54
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6. linnominato - 27 gennaio 2009 - 18:36
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7. italo - 27 gennaio 2009 - 18:07
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8. mario - 27 gennaio 2009 - 16:23
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9. linnominato - 27 gennaio 2009 - 14:51
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10. mario massa - 27 gennaio 2009 - 12:17
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11. italo - 26 gennaio 2009 - 17:53
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12. mario massa - 26 gennaio 2009 - 17:34
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13. Paolo B. - 26 gennaio 2009 - 16:55
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14. italo - 26 gennaio 2009 - 16:25
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15. mario massa - 26 gennaio 2009 - 15:37
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16. mario massa - 26 gennaio 2009 - 15:35
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17. Paolo B. - 26 gennaio 2009 - 15:14
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18. mario massa - 25 gennaio 2009 - 19:36
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19. linnominato - 25 gennaio 2009 - 18:23
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20. malatempora - 25 gennaio 2009 - 16:26
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21. mario massa - 25 gennaio 2009 - 14:32
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22. mario massa - 25 gennaio 2009 - 14:06
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23. malatempora - 25 gennaio 2009 - 11:31
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24. malatempora - 25 gennaio 2009 - 11:07
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25. FrancescoP - 24 gennaio 2009 - 19:19
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26. mario massa - 24 gennaio 2009 - 16:06
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27. FrancescoP - 24 gennaio 2009 - 14:57
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28. italo - 24 gennaio 2009 - 14:25
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29. FrancescoP - 24 gennaio 2009 - 10:24
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30. malatempora - 23 gennaio 2009 - 20:45
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31. farns - 23 gennaio 2009 - 20:33
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32. italo - 23 gennaio 2009 - 19:24
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33. FrancescoP - 23 gennaio 2009 - 16:58
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34. italo - 23 gennaio 2009 - 15:42
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35. italo - 23 gennaio 2009 - 15:28
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36. italo - 23 gennaio 2009 - 15:18
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37. malatempora - 23 gennaio 2009 - 08:30
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38. FrancescoP - 22 gennaio 2009 - 13:48
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39. Amministratore - 21 gennaio 2009 - 23:17
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40. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 23:14
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41. italo - 21 gennaio 2009 - 23:08
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42. farns - 21 gennaio 2009 - 22:55
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43. Amministratore - 21 gennaio 2009 - 22:28
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44. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 21:22
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45. farns - 21 gennaio 2009 - 20:55
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46. Iv@n@ - 21 gennaio 2009 - 20:44
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47. Alfonso - 21 gennaio 2009 - 19:19
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48. italo - 21 gennaio 2009 - 17:54
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49. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 16:45
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,Non vorrei aver sbagliato ma facendo un piccolo conto siamo più o meno vicini al livello nazionale di consumo di terra. Per un paese che perde abitanti ,con un basso tasso di industrializzazione e con uno storico tasso di emigrazione non è male !
(continua)
Riporto la tabella della dinamica demografica di Atina dal 2002 al 2007 con i saldi naturali ed i saldi migratori.
PopGEN s. nat, s. mig, s. tot Pop DIC anni
4480 -26 65 39 4519 2007
4470 -6 16 10 4480 2006
4486 -20 4 -16 4470 2005
4533 -2 -45 -47 4486 2004
4535 -31 29 -2 4533 2003
4488 -2 49 47 4535 2002
INCREMENTO TOTALE
2007-2002
SALDO NATURALE -87
SALDO MIGRATORIO 118
SALDO TOTALE 31
Si osserva una vistosa e costante diminuzione delle nascite, compensata, in parte, da nuova immigrazione che , solo negli ultimi due anni, sembra invertire, anche se di poco, la tendenza.
Grazie Italo.
Spero e prego che questo piano venga bocciato.
Non mi interessa cosa potrà provocare una bocciatura, ma dobbiamo salvaguardare la nostra Valle da una cementificazione a tappeto e senza criterio, purtroppo già in parte realizzata negli anni scorsi.
Vergognamoci tutti e almeno da questo blog facciamoci sentire pesantemente.
Ecco i dati di Atina:
Superficie: 29,8 chilometri quadrati.
Popolazione al 1991: 4.692 abitanti -
Popolazione al 2001: 4.484 abitanti
PREVISIONE ABITANTI al 2020 (FONTE ptpg PROVINCIA PIANO NUCCI )
STIMA MINIMA 4460
STIMA MASSIMA 4680
Addetti: 1.676 , pari al 37,38% del numero complessivo di abitanti del comune di Atina.
Indice di Vecchiaia (2007)
185,7
Numero Famiglie (2001)
1.549
Numero Abitazioni (2001)
2.408
N. abitazioni in più= 859
Consumo di suolo medio mq per abitante:
1954 92
1978 358
1998 463
1.L’arch. Nucci non ha redatto il PRG di Atina, bensì il Piano Territoriale Provinciale Generale della Provincia di Frosinone;
2.L’arch. Nucci, nel PTPG ha dato previsioni credibili;
3.Potrebbe.
4.Non lo so.
Italo ti faccio qualche domanda e attendo risposte chiare e precise.
1) L’architetto Nucci è quello, quindi ,che ha redatto il P.R.G. di Atina?
2) Lo stesso Nucci, pur sapendo che non ci sarà nei prossimi decenni un aumento di popolazione, ha concepito un P.R.G. al ” contrario”?
3) E’ possibile che non venga accettato dalla Provincia e quindi perderemo altro tempo e denaro?
4) Essendo stata falsificata la realtà, come mai l’amministrazione è così certa che il Piano passi in provincia senza intoppi?
X MarioM
Il calcolo rigoroso sarebbe complesso, perchè influenzato da molte variabili aleatorie.
Comunque semplificando il discorso, il calcolo si fa in base alla dinamica demografica ( di almeno 2-3 decenni) che è data, per ogni anno, dal “saldo naturale” nati meno morti” e dal saldo migratorio “iscritti meno cancellati”.
Per quanto riguarda la previsione si va a vedere anche l’indice di vecchiaia (popolazione maggiore di 65 anni diviso la popolazione con meno di 15 anni) e l’indice di fertilità, contando quante donne fertili ci sono in una popolazione, correggendo la stima con tutte le considerazioni socio-economiche e culturali di cui parlavamo prima.
Per quanto riguarda la domanda di lavoro, si fa un discorso di scolarizzazione e di dinamica della forza lavoro: % addetti e attivi nei vari settori produttivi.
Questi dati li puoi trovare sul sito:
http://www.istat.it
dove si trovano anche i dati sulla previsione futura (ottimistica e pessimistica) a livelli più aggregati.
La stessa previsione è stata calcolata per ogni comune della Provincia di Frosinone dall’arch. Camillo Nucci, redattore del Piano Territoriale Provinciale Generale, già approvato ed operante. Quindi non si scappa.
DA TUTTI I DATI SOVRAESPOSTI, LA POPOLAZIONE DOVREBBE DIMINUIRE E NON AUMENTARE
Lo stesso Piano Provinciale e il Piano Regionale che sono “sovraordinati” al piano comunale, cioè devono essere rispettati, RACCOMANDANO di non sprecare il bene SUOLO, risorsa non rinnovabile, e di preferire il riuso dell’esistente.
SONO STATO CHIARO?
caro italo
ormai sul piano abbiamo, tutti coloro che intervengono sul blog espresso, i nostri punti di vista; tu anzi hai dato qualcosa in più riuscendo a leggerlo tra le pieghe.
in definitiva: confermi che si tratta di un piano all’insegna dell’espansione?
come fare per modificarlo quando non c’è alcuna volontà politica (l’attuale maggioranza, composta anche dai tuoi rappresentanti non batte ciglio, convinta del lavoro ben fatto)? quando la cittadina “somno vinoque sepulto” è in altre cose affacendata?
ecco cosa significava l’uno a zero di qualche giorno fa.
capovolgere il risultato è fatica vana?
alla fine non resta che sperare nelle autorità sovracomunali o in qualche pronuncia di Tar?
PS
arguto l’innominato, l’intento era, è e sarà quello di concetrare tutto in pianura.
Il P.R.G. è stato redatto da un architetto di Roma?
Se sì, probabilmente è stato consigliato da chi ha interesse a costruire “grattacieli”, prevedendo l’aumento della popolazione.
Anche perchè quei pochi grattacieli esistenti ad Atina Inferiore sotto tutti già occupati e superaffollati…………..gli appartamenti del centro storico sono tutti abitati e non c’è un buco libero……………i villini delle contrade pullulano di persone, e d’estate i concittadini che stanno all’estero tornano per tre-quattro mesi……………
……..favole e favole dal finale: e vivono in pochi felici e contenti.
Caro Italo, spiegaci in base a quali parametri un urbanista o un architetto che redige un Piano regolatore prevede un aumento di abitanti, di turisti o di insediamenti industriali o artigianali.
Non è vero che ci sono poche nascite!
Chi l’ha detto?
Il preliminare di piano di Atina prevede, tra dieci anni un fortissimo aumento della popolazione.
Andando ad esaminare la tabellina delle SOLO le zone(di espansione) “Ci”, sono previsti 159.763 metri cubi che dovrebbero ospitare almeno 1500 nuovi abitanti in 10 anni .
Per non parlare delle altre zone.
Uomini di poca fede!
Urge una precisazione. Il film di Spike Lee è tratto da un romanzo di McBride e lo stesso autore ha affermato nel convegno “Cinema e Storia “che il partigiano traditore è un personaggio di pura fantasia. Sui fatti di Sant’Anna di Stazzena parlano chiaro gli atti processuali e l’ex procuratore militare di La Spezia, Marco De Paolis.
Sono contrario sia alla censura di Stato che all’oppressione e persecuzione psicologica nei confronti di chi documenta alcuni fatti storici in libri o film.
Mi fido di più dei libri, che delle rappresentazioni cinematografiche anche se in entrambi non si può trovare tutta la verità, e difficilmente la si troverà.
Non si tratta di conoscere se c’è stata la resistenza ma sapere tutto quello che ha fatto, anche se scomodo.
Se non c’è nulla da nascondere perchè non si vuole che si parli di quei fatti.
Ma mo v’ n’ set’ it’ p’ farfall’!
Ti è sfuggito quello che ha detto Spike Lee sul suo film ?
Non confondere la censura di stato con la critica.
E Gianpaolo Pansa non può parlare dei suoi libri nelle università……..
…e Miracolo a Sant’Anna…….
A parte cuore che fa rima con amore non vedo nulla di grave. Il tema è delicato ma l’arte non ha il compito di essere delicata. L’arte entra a gamba tesa e non ci deve essere un arbitro che fischia il rigore. Nei nostri ricordi ci sono ancora le censure alla “Dolce vita”, al “Decamerone” per arrivare agli strali di Emilio Fede contro “Gomorra”.
In Italia è vietato proiettare il film “Il leone del deserto” perchè narra della resistenza libica contro gli italiani.
In Italia è vietata la visione del documentario “Italian Legacy” sui crimini di guerra italiani.
Vorrei fare una considerazione sul tema della denatalità.
Prendendo come riferimento il commento di Mario io penso che la denatalità è solo un segno dei nostri tempi e quindi va presa come un risultato della società moderna occidentale; infatti in altri paesi c’è il problema opposto.
Se il problema lo vediamo circoscritto tra i confini italiani abbiamo un’idea distorta e discriminatoria.
In fondo la popolazione europea, tra qualche decennio, sarà composta da più etnie integrate totalmente, a svantaggio di una presenza indigena.
Ecco il testo della canzone “Il pettirosso” di Paoli
«Aveva gli occhi come un pettirosso
era una donna di undici anni e mezzo
si alzò la gonna per saltare il fosso
aveva addosso un vestitino rosso.
Mentre passava in mezzo a quel giardino
di settant’anni incontrò un bambino
voleva ancora afferrare tutto
e non sapeva cos’è bello e cos’è brutto
e l’afferrò con cattiveria
lei si trovò le gambe in aria
lui che cercava cosa fare
c’era paura e c’era male.
E il male lo afferrò proprio nel cuore
come succede con il primo amore
e lei allora lo prese tra le braccia
con le manine gli accarezzò la faccia
così per sempre si addormentò per riposare
come un bambino stanco di giocare”
Si può cantare di pedofilia? Come la vedete? Questione delicatissima. La solleva ora un brano di Gino Paoli: nel nuovo cd «Storie», nel brano «Il pettirosso» canta di una bambina di 11 anni stuprata da un 70enne che poi muore e la piccola prova pietà. Segue un diluvio di polemiche. La Commissione parlamentare sull’infanzia presieduta da Alessandra Mussolini con voto unanime ha convocato il cantante. Che non intende rispondere all’invito.
Alessandra Mussolini ha detto: il testo invia “messaggi” che possono «essere molto devastanti. Per il pedofilo non c’è perdono. La nostra non è censura ma le istituzioni devono ascoltare». Di “perdono”, però, la canzone non parla. Ad Avvenire il cantante ha spiegato: la bambina «davanti al vecchio pazzo che dopo la violenza le muore sotto gli occhi, esercita quella pietas cristiana di cui invece la società nella sua spasmodica ricerca del mostro ha perso traccia».
A questo punto entra in gioco la libertà di espressione: è legittimo che un cantante debba rispondere a una commissione parlamentare? Cioè che debba rispondere al potere politico? Secondo questo criterio, Nabokov avrebbe potuto pubblicare il romanzo Lolita? E Kubrick avrebbe potuto girarci su un film? Il tema è delicato.
All’interno del disagio sociale vogliamo considerare il cosiddetto mercato mercato del lavoro?
Negli ultimi 20 anni di “rivoluzione liberista” l’80% dei lavoratori a tempo parziale, ergo sottooccupate, sono donne a cui viene chiesto spesso di evitare gravidanze per evitare possibili licenziamenti !
Quale canzone ?
Avete letto le parole della canzone di Gino Paoli?
Che ne pensate?
Mario, se hai bisogno di un padrino, sono ai tuoi comandi.
Fammi sapere l’ora, perchè il giorno l’ha stabilito il tuo avversario.
Che ridere!!!!!
Credo che fino a dieci anni fa valeva la prima, ora senza dubbio la seconda.
MARIO MASSA: ti sfido pubblicamente a duello luendì pomeriggio nella biblioteca di Atina. Scegli tu l’arma!
La denatalità rappresenta un segno di modernità come ritengono le istituzioni oppure è segno di regressione dovuta alla povertà e al disagio sociale ?
malatempora fraintende sempre. E’ proprio una mala mens
Io parlavo dei preti e forse Malatempora ha frainteso.
Comunque la chiesa per gli agnostici serve solo per fare feste e “panard’” per battesimi, cresime e matrimoni.
Io invidio chi crede senza l’angoscia del dubbio.
Infatti c’era Qualcuno che diceva “Beato chi crede senza vedere”.
Non capisco cosa c’entri il mio esser celibe in tutto questo. Per ora lo sono, chissà in futuro, non sono ancora tanto vecchio:))))))
La sostanza non cambia: siete voi che usate la chiesa a vostro uso e consumo, io e altri cattolici come me NO.
Italo, allora Francesco è celibe! Mi era venuto il dubbio, ma ora che la cosa è certa…
Vi racconto un episodio accaduto qualche anno fa: un insegnante di scuola elementare, in un incontro con i genitori, si lamentò con loro perchè gli alunni continuavano a diminuire con la conseguente chiusura di aule; in particolare si rivolse alle mamme rimproverandole per la scarsa disposizione al sacrificio e invitandole a fare più figli.
Non ricordo se qualche genitore ebbe il coraggio di ricordare alla maestra che lei non si era neanche sposata, ma sull’accaduto si chiacchierò parecchio. La morale che se ne trae è che spesso “si predica bene e si razzola male” come, purtroppo, ha fatto per secoli la Chiesa e continua a fare.
Il divorzio e l’aborto non l’hanno voluto né la Chiesa né la Democrazia Cristiana, ma il popolo italiano.
Se la Chiesa avesse parlato più all’anima che al corpo, se si fosse impicciata di meno degli affari dello Stato forse l’Italia oggi avrebbe meno conflitti sociali e culturali.
TROMBATE!! TROMBATE!! TROMBATE!!
certo pero’ dal piacere al mettere al mondo dei figli ci vuole un bel coraggio, i figli costano ed oggi non c’e’ certezza nel domani, sinceramente penso che ci voglia piu’ di 1000euro unatantum, con questa cifra ci compri giusto la carrozzina, io pagata 800euro per la cronaca, uno nella vita spera di dare il massimo ai figli e non di fare patire loro quello che e’ mancato a noi e poi se si pensa che anceh lo studio ha dei costi elevati non lo so………..
beh Italo,ho vissuto in G.B. e di certo non e’ che stanno meglio, nel senso loro hanno molte nascite ma il fatto e che le mamme sono baby cioe’ ragazzine di 13/14anni e poi lo stato sociale e’ diverso, ma anche le malattie dato che un posto della G.B. proprio nel periodo i cui ci ho vissuto era stato considerato quello con il piu’ alto tasso di malati di AIDS a livello quasi mondiale se si escludono zone dell’Africa, poi c’e il fattore culturale, li a 16anni i genitori ti danno un calcio nel sedere e ti buttano fuori di casa, da noi si vive in famiglia fino ed oltre i 30 cosa che rende difficile emanciparsi, insomma i fattori sono tanti ma direi che sono quasi tutti riconducibili per prima cosa al fattore economico
Francesco, non vorrei entrare in un altra ginepraio, però una cosa te la devo dire:
BASTEREBBE ABOLIRE IL CELIBATO!
Italo scusa, ma questa chiesa quando vi fa comodo dovrebbe entrare nei meriti dello stato, quando si affanna contro l’aborto la ritenete impicciona e da tenere a bada. la Chiesa parla e predica, che altro può fare, scusa.
Sui partiti hai ragione: basta dire che siamo stati governati per un 40nnio dalla DC e come risultato abbiamo il divorzio e l’aborto, bella porcheria!
O come quei politici attuali che si definiscono ‘cattolici’ e sono i primi maiali del mondo…
continua…
Poi. ha ragione Maria, ci sono anche problemi di natura socio-culturali legati specialmente al nuovo ruolo della donna nel lavoro e nella società.
continua…
A livello locale invece, sin dagli anni 60 del secolo scorso, (anni del boom economico sic.) dipende dall’aver impostato lo sviluppo della Penisola in senso longitudinale, lungo l’A1, svuotando le aree interne, con conseguente abbandono dei centri storici e delle campagne.
Il problema vero è che, specialmente dalla chiesa cattolica e dai partiti a lei vicini, si parla tanto della difesa della famiglia e della procreazione e poi in concreto non si fa niente per aiutare i giovani a formare una famiglia e a mantenere i figli.
Andiamo a vedere invece che succede in altri paesi, come l’irlanda che ha la popolazione più giovane d’Europa, il Regno Unito, la Svezia, l’Olanda ecc..
Il problema della denatalità riguarda l’Italia nel suo insieme e non è legato solo alla disoccupazione; gli elementi di cui discutare sono molti e toccano non solo gli aspetti economici e sosiali, ma anche quelli legati all’educazione e a modelli di vita che rifuggono sacrifici e impegni.
Ci vorrebbe davvero una tavola rotonda per sviscerare l’argomento, ma basta guardarsi intorno e riflettere per capirne di più.
Dovremmo, come Atinablog, sponsorizzare una tavola rotonda su questo argomento, che ne pensate? Magari chiamiamo qualche esperto
San Biagio 379
ne abbiamo perso un altro!
Accidenti, impressionante. Bella idea, amministratore:)
Dall’ISTAT risulta una realtà ancora peggiore.
SAN BIAGIO SARACINISCO
GENNAIO 2008==== 380 ABITANTI
Daccordissimo con Francesco P. ed amministratore
Io amo il mio paese e vorrei arrivare alla pensione vivendoci e non tornandoci da un qualche paese lontano, ma sinceramente che hanno fatto e cosa stanno facendo i nostri amministratori per migliorare la valle sotto tutti i suoi punti di vista??
saro’ un maleducato ma l’unica risposta che mi viene in mente e’: un emerito CAZZO
altro che Grande Fratello e Isola dei Famosi, qui ci sono le basi per creare un reality show da urlo!!
“Valcomino Survivor”
Ne resterà solo uno!
Il vincitore? Lo saprete fra 50 anni!
Amici, la situazione è grave, e nessuno sembra rendersene conto. Ma è mai possibile che non si possa fare nulla? Qui stiamo andando verso l’estinzione, c’è poco da obiettare. Ho avuto un mancamento quando ho scritto il pezzo, perchè un sentimento di tristezza e angoscia si è impadronito della mia anima. E tutti fanno finta di niente.
Lo sapete che a San Donato, nella piazza principale del paese, sono nate come funghi DUE, ripeto DUE, agenzie di pompe funebri? Sapete che gli unici posti di lavoro creati a San Donato, sebbene occasionali, sono stati proprio quelli di aiuto becchino?
E la politica dorme. Bisognerebbe prima di tutto superare le divisioni della Valcomino, con un unico centro amministrativo, che diriga le politiche dei vari paesi. Che senso ha ancora avere un sindaco a San Biagio, uno a Casalattico, a Settefrati etc?
Il guaio è che di fronte a questi dati inoppognubili, tutti stanno zitti (parlo dei politici) e la Valcomino sta morendo giorno dopo giorno.
Come scrissi in un altro post Atina ormai e’ un posto per soli pensionati……..
Niente paura… ci sono immigrati a carrettate pronti a coprire i suddetti dislivelli!!!
Ed anche i posti di lavoro, purtroppo!
Ma perche avere figli ad Atina? Per mandargli a l’estero quando sono adulti? Bisogna riconocere che nella Valcomino non cè più abbastànsa lavoro per tutti, e la vita è sempre piu precaria. Poi cè anche il fatto che la Valcomino èra una magnifica regione, mà purtroppo è stata distrutta dalle brutte costruzioni nella valle , e questo non è stato più una seduzione per i turisti. Dunque hanno smarrito l’industria turistica. Peccàto, perche è una delle regioni più belle d’Italia.
Questo terribile invecchiamento della popolazione si riallaccia, caro Mario, al discorso che facevo sul Piano Regolatore.
Non c’è alcun bisogno di espansione edilizia.
C’è ivece bisogno di riqualificazione per una migliore salubrità del territorio e qualità della vita, nonché aiuti alle famiglie e ai giovani per incrementare le nascite.
Perché i comuni non mettono dei premi e dei vitalizi per ogni figlio che nasce?
Mi sono venuti i brividi nello scrivere questo pezzo.
Credo che dovremmo riflettere molto su questi dati.
scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
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