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Settefrati/San Biagio, vinta la battaglia contro Ato5.

Due comuni, una sola battaglia vinta: quella di essere riusciti a tirarsi fuori dal pantano dell’Ato5, dove tanti altri comuni vi stanno pagando un prezzo piuttosto salato. I comuni di Settefrati e San Biagio, appunto, così come Vicalvi, non si sono da tempo lasciati sfuggire l’occasione di approfittare di quella sorta di escamotage giuridico in base al famoso Decreto legislativo 152, che permette ai comuni con meno di mille abitanti di gestire in proprio le risorse idriche del territorio.
Così, il sindaco di Settefrati, Lorenzo Malizia, già dall’ottobre del 2006, diede avvio al processo di distacco dall’Ato5, che si è concluso felicemente pochi giorni fa. L’esempio di Settefrati fu seguito immediatamente dopo dall’ex sindaco di San Biagio, Paolillo, e portato a compimento dall’attuale primo cittadini sanbiagese, Dario Iaconelli, che ne fece una questione di principio quella di tornare in possesso delle proprie risorse idriche.
Sia Settefrati che San Biagio, manco a farlo apposta, sono due paesi ricchissimi di acqua: nel primo centro c’è l’importante sorgente di Canneto, mentre nel secondo ci sono ben cinque sorgenti.
“Sarebbe stato un delitto non poter usufruire della nostra acqua – ha commentato soddisfatto il sindaco di Settefrati Lorenzo Malizia – e sono anche molto contento per essere stato il primo sindaco della Valcomino a capire di uscire non appena possibile dall’Ato. Ora torneremo noi a gestire l’acqua, e siamo contentissimi.”
Altrettanto soddisfatto è il sindaco di San Biagio, Dario Iaconelli: “uscire dall’Ato5 era uno dei nostri punti cardine del programma elettorale, e ci siamo finalmente riusciti. Non posso nascondere la mia personale felicità e quella di tutta la mia amministrazione. Da oggi in poi torneremo alla gestione delle acque, visto il drammatico esito della gestione Ato5.”

via CiociariaOggi



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