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Tremonti:”La crisi è come un videogame”

PARIGI (8 gennaio) – «È come essere in un videogame: arriva un mostro, lo combatti, vinci. Quando ti stai rilassando, arriva un secondo mostro ancora più grande»: così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha cominciato il suo intervento nella prima tavola rotonda al forum “Nuovo mondo, nuovo capitalismo”. Tremonti, che ha parlato dopo Tony Blair, ex premier britannico e co-organizzatore del Forum insieme con il presidente francese Nicolas Sarkozy, ha aggiunto di aver «finora contato sette mostri» in questa crisi-videogame e che «negli ultimi anni la società si è trasformata in una debt society» con un «accesso al debito prodotto dalla tecnofinanza che ha fatto degenerare la struttura del capitalismo».

Consumi hanno tenuto. «Non abbiamo fatto la detassazione della tredicesima ma i consumi a dicembre hanno tenuto da soli. E poi c’è il bonus fiscale», ha sottolineato poi il ministro incontrando i giornalisti al termine del forum. Tremonti ha detto che ora il problema è quello di «monitorare attentamente il finanziamento della piccola e media impresa: le piccole banche e le cooperative popolari lo hanno aumentato, altri istituti lo hanno ridotto.  Serve una vigilanza e un’attenzione pubblica, perché ci sia la liquidità in grado di sostenere l’economia italiana».

Moratoria su prodotti tossici finanza. È soltanto un’ipotesi «filosofica e biblica» ma «bisogna porsi il problema di salvare il salvabile»: con questa premessa Tremonti ha lanciato poi l’ipotesi di separare «la parte buona della finanza globale da quella cattiva» e di eliminare la seconda anche attraverso una «moratoria lunghissima». Una delle strade per ottenere questo risultato, ha aggiunto Tremonti, «potrebbe consistere nel mettere questi prodotti cattivi in veicoli che durino magari 50 anni», così da toglierli dal mercato. «È un’ipotesi che
vale la pena di considerare dal punto di vista accademico – ha aggiunto Tremonti – che l’Italia intende discutere nell’ambito dei lavori di riforma del mercato finanziario globale come presidente del G8».

Tremonti ha presentato l’ipotesi della moratoria sui prodotti «tossici» come una ipotesi di scuola per sconfiggere i «mostri» della crisi finanziaria, come li aveva nel suo intervento al Forum. Se i provvedimenti fin qui adottati o in programma non dovessero bastare, il ministro ha spiegato che si dovrebbe pensare a risolvere «un problema di fiducia che non è delle famiglie né delle imprese, ma riguarda il mondo della finanza». In ogni caso, Tremonti ha precisato di «non vedere» tale ipotesi di moratoria necessaria per l’Italia.

«I derivati ammontano a 12,5 volte il Pil del mondo – ha spiegato – sono prodotti di cui si conosce l’ammontare ma non l’impatto concreto. Salvare tutto è una missione divina, salvare il salvabile è una missione umana. È una tecnica biblica, separare il sabbatico, mettere le posizioni che non fanno parte dell’economia reale ma hanno un impatto forte, su veicoli che durano magari 50 anni, moratorie lunghe». Il motivo di fondo, ha aggiunto il ministro, è che «se carichi tutto il debito privato marcio sul debito pubblico potresti non farcela».

via Il Mattino.it

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1. mario massa - 11 gennaio 2009 - 14:59

Caro Italo, ho la netta sensazione che alla dx con la bandana queste problematiche non interessino proprio. Ora , quelli che si presentano come statalisti ci hanno detto per 30 anni che la soluzione di tutti i mali risiedeva nell”antistatalismo e nella liberta’ del mercato.
Anzi, si presentano come quelli più a sx in Europa.
Anzi, sembra che quello che è successo e che succederà non abbia colpevoli.
Stanno studiando per vedere a chi dare la colpa quando andremo di nuovo a votare.

2. italo - 10 gennaio 2009 - 22:18

Finalmente, da tutto il mondo, si riesce a capire il limite del sistema capitalistico che assieme al liberismo sembrava eterno ed onnipotente.

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