Atina, Centro storico in agonia, chiudono negozi e botteghe.
Le attività commerciali del centro storico del paese registrano la chiusura di un altro esercizio pubblico. Lo stillicidio dei negozi o delle botteghe che chiudono nel centro storico di Atina non accenna a fermarsi contribuendo a rendere la vita cittadina del borgo sempre più asfittica e meno vivibile.
All’inizio dell’anno le saracinesche sono rimaste chiuse per lo storico negozio di fiori Atinfleur ubicato di fronte all’ex ospedale. Lungo la via Vittorio Emanuele, dunque, la via principale del borgo, gli esercizi commerciali rimasti non superano la decina. Con questa ennesima chiusura la classe amministrativa del paese perde un’altra occasione per mettere in pratica le promesse elargite a piene mani durante la campagna elettorale di un anno fa anche perché, insieme ai negozi continua la diaspora dei servizi al pubblico, con l’ultimo esempio l’imminente trasloco della postazione del 118 che finora, stoicamente, resisteva all’interno dell’ex ospedale. E così oltre a vedere il triste spettacolo delle botteghe chiuse, ora al cittadino del centro storico si affianca anche quello dei molti edifici pubblici chiusi per mancanza di attività. Il monumentale complesso dell’ex convento dei Frati minori, nonostante sia stato restaurato e abbellito, non viene restituito all’uso pubblico; stessa sorte capiterà al cubo che ospitava l’ex ospedale.
Mentre sull’edificio ex asilo Beatrice, una secolare disputa tra privati e amministrazione lo stringe in un abbraccio che non lascia intravederne la fine. In uno scenario dove l’incertezza nelle decisioni e l’apatia nel prendere di petto le situazioni è il comune denominatore, non ci si stupisce che la gente che vive l’antico borgo abbia rinunciato a sperare anche perché lo spopolamento del centro storico è stato causato soprattutto dai rinvii a risolvere il problema che le varie amministrazioni (cioè loro concittadini) promettevano anno dopo anno.
via Il Tempo
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1. malatempora - 26 gennaio 2009 - 17:15
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2. mario - 26 gennaio 2009 - 15:09
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3. Alfonso - 23 gennaio 2009 - 18:33
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4. italo - 23 gennaio 2009 - 16:36
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5. mario - 23 gennaio 2009 - 14:10
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6. farns - 23 gennaio 2009 - 10:26
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7. avv. - 23 gennaio 2009 - 10:13
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8. farns - 22 gennaio 2009 - 21:20
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9. farns - 22 gennaio 2009 - 20:27
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10. avv. - 22 gennaio 2009 - 17:53
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11. patpat - 22 gennaio 2009 - 17:39
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12. avv. - 22 gennaio 2009 - 15:04
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,Il Cardarelli cerca nel paese nativo la possibilità di poter tornare indietro nel tempo, o di fermare il tempo; cerca l’essenza del suo essere nelle voci di un passato che non ci sono più e quelle attuali sono ‘altre’, non gli appartengono.
Il verso “”Qui tutto è fermo, incantato nel mio ricordo, anche il vento.” evidezia la volontà del poeta di superare l’angoscia per il tempo che passa cristallizzandola nella staticità del ricordo.
l’articolo di fondo mi fa ricordare alcuni versi del Cardarelli
Quante volte, o paese mio nativo, in te venni a cercare ciò che più mi appartiene e ciò che ho perso, quel vento antico, quelle antiche voci…….
Un paese di spettri, dove nulla è mutato fuor che i vivi che usurpano il posto dei morti.
Qui tutto è fermo, incantato nel mio ricordo, anche il vento.
questi versi li imparai a memoria tanti anni fa perchè scritti sull’antologia di italiano del liceo.
erano e/o sono attuali?
desiderei un commento poetico, al di là delle considerazioni socio economiche fin qui svolte.
E strano ,nella Valcomino quando cè un problema è sempre colpa della chiesa, del comune, della politica ecc..ecc.. Mà gli individui non anno nessuna colpa, cosa facciamo noi per ameliorare il sistema? Poco, per non dire niente. Nella Valcomino cè uno spirito fascista del epoca del Duce, non cè assolutamente nessuna solidarietà. Per avanzare bene nel futuro ci vuole solidarietà e spirito di iniziativa, bisogna cancellàre l’egoismo.
Caro MarioS il panettone prima si fa a fettine e poi si vorrebbe ricucire.
su proposta del Ministro delle Infrastrutture il Governo poche ore fa ha approvato un decreto di modifica al Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico- rischio frana relativa ai comuni di Atina e Piedimonte San Germano (Frosinone), Celano (L’Aquila) e Pozzilli (Isernia) e adottata dalla Comunità di bacino dei fiumi Liri- Garigliano e Volturno
Penso che sia un decreto importante per il nostro territorio, pr sistemarlo.
hai risposto gia dicendo che non sei l’ex vice sindaco la domanda era per lui………….
il riferimento era sulla tua “giusta” considerazione, le porole: Le attività/enti/iniziative che funzionano vanno coltivate, migliorate ed implementate, non distrutte…sono state scritte da te nel tuo intervento, e percio’ sarebbe stato interessante sempre se eri lui sapere come mai i fatti non coincidevano con il pensiero, come detto mi riferivo ad una persona in particolare e di certo non avrei avuto problemi a confrontarmi con una persona quando le cose che dico posso dimostrarle con i fatti……….
Farns…il tuo intervento mi sembra molto fuorviante. A parte che questo è un blog…e come tu non sai chi son io…io non so chi sei tu, ma neanche me lo chiedo!
Non ho mai ricoperto cariche da vice-sindaco, quindi stai sbagliando persona. E ti consiglierei di evitare riferimenti molto ad personam.
Poi…fai nomi di persone: ma chi è Vittorio? Si presentava per un aiuto, ma dove? All’Asilo Beatrice? Al Comune?
Considera che stiamo parlando di tutt’altro…
stralcio di un articolo preso dall’ansa, voi avete mai sentito i politici nostri pronunciare queste parole??
Su quello che sta diventando un dramma per molte famiglie, è intervenuto oggi ai Comuni il premier Gordon Brown: “Ogni lavoro perso, ogni persona dichiarata in esubero è motivo di dispiacere e tristezza per tutti noi. Forse non riusciremo ad aiutare le persone a tenere il lavoro attuale, ma aiuteremo le persone a trovarne un altro”.
Non so chi e’ l’avv.
Ma se si trattasse dell’ex vice sindaco di Atina, posso solo dedurlo dal fatto della risposta sull’asilo mi viene da fare una domanda
Le attività/enti/iniziative che funzionano vanno coltivate, migliorate ed implementate, non distrutte… e quando Vittorio si presentava per un aiuto cosa facevate?
Aggiungo … e non mi si venga a dire che l’Asilo Beatrice non ha funzionato (o meglio la Ludoteca che all’interno si svolgeva) perchè c’erano (o ci sono) dispute sulla proprietà … non scherziamo.
Andiamo a trovare altrove le cause dello sfascio.
Le attività/enti/iniziative che funzionano vanno coltivate, migliorate ed implementate, non distrutte…
Comincio il mio commento comunicando la data del ripristino della ludoteca: 3 febbraio 2009 (così come si evince da una precisazione di amministratore). Sarà vero? Se si, di certo saranno molti a vantarsi della riapertura dimenticando le fasi precedenti che hanno privato tante famiglie di usufruire del servizio. L’avv. ha perfettamente ragione quando dice che i dispettucci non servono a nulla, specialmente in questo piccolo borgo medievale. Per esempio, vedi lo sfratto del suolo esterno delle Cannardizie in Piazza Marconi effettuato ai danni di una economia locale. Nel PRG , tra l’altro, si mette in evidenza lo sviluppo sociale ed economico sottoforma associativa, quasi a conferma di una necessità….pensa te! All’atto pratico, però, si boicotta qualsiasi attività non gradita, giustificando le scelte con un muro di omertà sulla vicenda.
Se era lecita prima, con tasse pagate e concessioni, domando a voi lettori, come mai al cambio di gestione amministrativa il permesso è stato revocato?
LEGGO TESTUALMENTE:
“Mentre sull’edificio ex asilo Beatrice, una secolare disputa tra privati e amministrazione lo stringe in un abbraccio che non lascia intravederne la fine”.
A parte che non esiste alcuna disputa tra privati e pubblica amministrazione, in quanto – devo dedurre che l’autore dell’articolo si riferisca alla proprietà dell’immobile – la sede dell’immobile è di proprietà dell’Ente eretto dai fondatori, quindi nè di un privato, nè del Comune…..dicevo….e ritorno ad un tema in voga sul blog…l’ASILO BEATRICE era perfettmente funzionante, ed in linea con il proprio statuto e i propri fini istituzionali, fin quando qualcuno ha ben pensato di ELIMINARE UN SERVIZIO GRATUITO e che funzionava…non dico altro perchè in altra sede ho già detto.
L’Antico Borgo ha tutte le potenzialità per rinascere…basta stare con i piedi a terra, collaborare e lasciar perdere le vendette o le faide o i dispettucci………………
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