Atinablog

Il blog del comune di Atina.

Attualità, La grande beffa della Social Card.

Mancano i 120 euro di accredito su oltre un terzo delle tessere distribuite ai cittadini. Si dice: morire di vergogna. “Avevo il Dixan in mano, anche una confezione di orzo e una scatola di tonno ma mi è venuto un presentimento: vuoi vedere che non funziona? Allora ho preso la tessera e ho chiesto alla commessa di digitare i numeri, io non vedo bene. Non era stata caricata. Avevo i soldi stretti nell’altra mano, già tutti contati, e glieli ho dati e così è finita. Non l’ho più usata”. Maria Pia, 67 anni, è fuggita via dal supermercato di Viareggio rossa in viso, e meno male che non c’era nessuno in fila. Comunque in quel supermercato non ci tornerà più.

La tessera di Tremonti è di un bel azzurro sereno. Come il cielo di Forza Italia, quello di una volta. Un tricolore ondulato la attraversa da sinistra a destra e sembra la scia delle mitiche frecce. “E’ anonima naturalmente per non creare imbarazzo”, commentò Silvio Berlusconi il giorno dell’inaugurazione della campagna dei 40 euro mensili ai bisognosi d’Italia.

Anonima. Infatti ieri, supermercato Sma di Roma, commessa indaffarata alla cassa, signore anziano in fila: “Ha per caso la social card?”. Il no è asciutto e risentito. “Scusi, ma era per capire come pagava”.
Lusy Montemarian non ha pagato, anzi è scoppiata in un pianto dirotto quando le hanno comunicato, come fa il medico alla famiglia del congiunto morente, che non ce l’aveva fatta. Un pianto raccolto da una microtelecamera di “Mi manda Raitre” e unito ad altri pietosi casi. Un mattone sull’altro, e un altro ancora. Alla fine si edifica questo incredibile muro della vergogna che attraversa la penisola e la trafigge senza colpa.

La Social Card, il circuito Mastercard. Protagonisti di una favola. Una strisciata e via. La pensionata indigente che alla cassa del panificio, come la donna chic di via Condotti, apre il borsello, non tocca i soldi sporchi, ma sfila la carta di credito. Un secondo magnetico. Se la carta è piena. Se è vuota – e lo sono un terzo delle circa 500 mila distribuite – la pensionata deve restituire il pane e ritirare l’umiliazione pubblica.

Era il 19 giugno, era estate, e il ministro Giulio Tremonti annunciava una vecchia novità: la carta di credito per i poveri. Vecchia perché l’aveva pensata Vincenzo Visco, nell’arcaico ’97: sconti sulla spesa, sugli affitti, sui beni di prima necessità. Vecchia perché l’aveva apprezzata Ermanno Gorrieri, comandate partigiano, fondatore del movimento Cristiano Sociali. Gorrieri è morto nel 2004. Nel 2008 è Tremonti a presenziare e presentare la svolta: una manovrina da 450 milioni di euro, 200 coperti dall’Eni, 50 dall’Enel, altri dalla Robin Tax. Togliere ai ricchi, dare ai poveri: 40 euro al mese, 80 euro accreditati ogni due mesi. Per un anno intero. Quattro mesi di annunci, di serrata organizzazione. Pronti. Si parte il primo dicembre. Attenzione: chi conserva 15 mila euro, in banca o alla posta, pensionato o disoccupato, non ha diritto alla carta di credito dello Stato.

Sono in 520 mila a dicembre a chiedere la social card, pensionati con reddito dai 6 mila euro agli 8 mila, coppie di anziani, famiglie con figli a carico, non oltre i tre anni però. Con una sola casa di proprietà, un’automobile e un’utenza elettrica attiva. In fila, per ore, davanti ai 9 mila uffici postali. Perché chi completava le pratiche entro il 31 dicembre, aveva diritto a 120 euro (ottobre, novembre e appunto dicembre) di partenza. Una corsa verso il nulla. Perché il 30 dicembre, con ottimismo natalizio, l’Inps – che doveva accertare il reddito – dichiarava di aver ricaricato 330 mila tessere. Le altre erano vuote.

Migliaia di italiani si sono ritrovati in mano una patacca. Una carta azzurra, di plastica, con il retro magnetico, il numero, il logo giallo e rosso della Mastercard. Belle, eccome. E di valore: si stima costi almeno 50 centesimi l’una, più 1 euro per la ricarica bimestrale, più il 2 per cento per le spese del circuito bancario. Uno scherzetto da 8 milioni e 500mila di euro, a pieno regime. Una lotteria per il mezzo milione di italiani che, soltanto alla cassa e davanti al commesso, saprà se la sua carta annonaria è buona oppure è uno scherzo del destino, se può permettere di fare la spese oppure di annunciare la propria povertà a tutti.

Duecentomila tessere vagano scoperte di tasca in tasca, sospese o respinte. Duecentomila italiani, forse di più, le possiedono senza poterle utilizzare. Alcuni (pochi) lo sanno. Altri, molti altri, che non sanno, vanno incontro alla sciagura.

Ci vuole del metodo per ideare una così lunga e inutile fatica. Prima fila: farsi certificare la povertà, la disgrazia assoluta. Seimila euro all’anno. In fila, naturalmente per vedersi attestata dal patronato la sospirata povertà. Poi l’Inps, le Poste, sempre in fila, sempre allo stesso modo. Infine, coraggio, andare al supermercato ed esibirla questa maledetta povertà. E poi, duecentomila volte finora, vederla svergognata: “La tessera non è carica”. Ma ha letto bene?

Per la social card un poveretto di Catania è ricoverato (coma farmacologico) in ospedale a seguito di furiosa lite, recita un dispaccio dell’Ansa del 3 gennaio scorso, generata “dalla discussione per l’ottenimento della social card”. Giovanni Spatola, imbianchino di 47 anni, si è costituito ai carabinieri confessando di aver fracassato il cranio del conoscente con una chiave inglese. Chi dei due doveva ottenere la social card? A Verona boom di ritiri. Il dato, riferisce la direzione delle Poste, è connesso alla presenza nel luogo di molti istituti religiosi. Trecento tra suore e frati si sono presentati all’incasso. Nullatenenti. Perciò potevano. A Castelletto di Brenzone, minuscolo villaggio sul lago di Garda, ne sono state elargite più di cinquanta. Come mai? Lì ha sede l’istituto delle piccole suore della Sacra Famiglia. Amen.

“Disagi e umiliazioni di ogni genere. Accreditategli questi benedetti quaranta euro sulle pensioni, così risparmierete dei soldi anche voi”, ha consigliato Pierluigi Bersani ieri alla Camera al ministro dell’Economia. “E’ la truffa del secolo, un flop, il più grande bluff tremontiano”, dice Franco Laratta, il deputato calabrese del Partito democratico mentre raccoglie le firme per un’interpellanza urgente sulla precoce agonia di questa tesserina azzurrissima, molto patriottica con quel fascio tricolore.

via Repubblica.it



Lascia un commento »

Trackback | RSS 2.0

1. Paolo B. - 22 gennaio 2009 - 16:25

Giusto scusa:
è un’articolo di Panorama del 27/12/2008.

http://blog.panorama.it/mondo/2008/12/27/terreni-coltivabili-corsa-alloro-che-cresce/#condividi

2. mario massa - 22 gennaio 2009 - 16:07

Tutto giusto,ma per una mia curiosità dovresti citare le fonti del virgolettato.

3. Paolo B. - 22 gennaio 2009 - 15:54

Parlavo dei riflessi innegabili che l’economia USA ha sul mondo, sia di quelli speculativi che di quelli positivi.
La crisi attuale parte da lì e da lì deve ripartire tutto.
Il prossimo riflesso positivo forse sarà l’energia verde, se anche la metà di quanto programmato verrà realizzato sarà un grande rivoluzione che avrà effetti propulsivi in tutto il mondo.

Sull’agricoltura africana alcuni stati:Arabia Saudita,Cina,Corea del Sud,Emirati stanno correndo ad acquisire in Afirca e in Asia milioni di ettari per il loro fabbisogno alimentare, espropriando gli agricoltori locali del loro lavoro, lasciandoli solo qualche briciola.

“Nei prossimi 50 anni la Repubblica Popolare investirà 5 miliardi di dollari nell’agricoltura in Africa, dove ha siglato una trentina di accordi che prevedono l’accesso a terreni fertili in cambio di strade, sistemi di irrigazione, formazione e tecnologia. Il dragone, che conta il 40 per cento dei contadini del mondo, ha solo il 9 per cento di terre coltivabili.”

Mentre l’Europa è di una debolezza indecifrabile….

4. mario massa - 22 gennaio 2009 - 14:36

L’interpretazione della storia ebraica parte dal presupposto che il popolo ebraico, negli ultimi 2000 anni, è stato teso alla legittima riconquista della sua terra occupata in modo violento, ieri dai romani oggi dai palestinesi. Ogni deviazione da questa interpretazione era considerata come forma di antisemitismo.
Negli ultimi anni, con sempre più convinzione, nelle università israeliane si studia questa storia in modo più critico e laico e sono in aumento ricerche archeologiche e storiche che contraddicono la vulgata religiosa.

A detta di molti studiosi israeliani il peccato originale di Israele è la pretesa di presentarsi sempre come lo stato degli ebrei di tutto il mondo, non come una repubblica di tutti i suoi cittadini.

5. italo - 22 gennaio 2009 - 13:22

Penso che PaoloB lo diceva in senso ironico.
Un altro atto imperialistico e forse più grave è la progressiva eliminazione, nel terzo mondo, della biodiversità, con l’introduzione in quei paesi di sementi selezionate e brevettate.

6. mario massa - 22 gennaio 2009 - 12:42

Uno dei luoghi comuni più duri a morire è quello che, come dice PaoloB, “se sta bene lei (l’America) stiamo bene tutti”
Un piccolo esempio ma che può essere valido per tutta l’economia USA e per i riflessi che ha sul mondo.
Per tanti motivi, dovuti anche al clima, il tallone d’Achille degli USA è sempre stata l’agricoltura. Per farla breve.
Gli USA spingono ed aiutano gli agricoltori africani verso la monocoltura. Gli agricoltori africani di miglio immettono sul mercato africano un prodotto a prezzi più bassi di quello americano (primo esportatore in Africa), contribuendo al fallimento degli agricoltori americani. Questi chiedono aiuti e risarcimenti allo stato centrale,prontamente accordati.Il mercato africano del miglio viene inondato,a prezzi inferiori di quello africano, riducendo sul lastrico quelli africani.
Risultato : il prodotto USA riconquista un ambito mercato mettendo in crisi un’economia basata sulla monocoltura, suggerita e finanziata dagli Usa , mettendo sul lastrico migliaia di agricoltori e con la desertificazione che avanza sempre più.

7. italo - 22 gennaio 2009 - 12:14

(continua)
In Israele è proprio la forma stato che è sbagliata, perché culla di diverse religioni.
Allora, più che rivendicare, due popoli, due stati, bisognerebbe creare un territorio aperto a tutti e governato direttamente dalle Nazioni Unite.
Potrebbe diventare un esperimento da allargare a tutto il pianeta, facendo scomparire tutte le frontiere.

8. italo - 22 gennaio 2009 - 11:55

E intanto in quella terra degli avi altri popoli , per secoli, si erano insediati e vivevano in pace.

Anche gli indiani d’America hanno sempre rivendicato la loro terra.

La questione di fondo è che non si guarda al mondo come un unico paese e alcuni non riescono ad integrarsi, per queste benedette religioni, come sanno fare, invece, quasi tutti, specialmente le terze generazioni degli italiani, che non sanno nemmeno più dove si trova l’Italia.

9. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 23:12

Perchè, storicamente, quella era la loro terra di origine, per giunta sempre rivendicata.

10. italo - 21 gennaio 2009 - 22:28

Questo è il punto.
Non si può insediare un intero popolo in una colonia.
Si sa che fine hanno fatto le colonie.
Perché non hanno scelto una grande prateria negli States dove gli indiani non esistono più?

11. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 19:59

Hahaha che simpaticoni!:)
E’ ovvio che la mia era constatazione storica, nulla più. Ma gli ebrei avevano diritto ad una patria, c’è poco da fare. Gli inglesi misero loro a disposizione quella terra, non immaginando mai la polveriera che ne sarebbe derivata.

12. italo - 21 gennaio 2009 - 18:32

(continua)

Anch’io rivendico la situazione del 0070.

Atina era una bella cittadina di tutto rispetto e a Melfa c’erano un sacco di trote, conosciute perfino a Roma.

In America c’erano gli indiani che non sapevano né di essere indiani né di essere in America e gli aborigeni vivevano beati.

13. italo - 21 gennaio 2009 - 18:09

Quindi, caro Francesco, è proprio l’ideologia della terra promessa che rivendicano dal dal 70dc.!

Ti sembra sensato?

Comunque, stringendosi un pò, c’entrano tutti.

Però non devono essere prepotenti, sapendo di essersi insediati in uno stato straniero.

Devono rispettare chi li ha ospitati, ringraziarli e vivere in santa pace.

La chiesa cattolica perdona tutti, specialmente per quelli che ha sempre perseguitato.

14. Paolo B. - 21 gennaio 2009 - 17:45

Credo che il problema sia proprio l’ONU che non solo è inutile ma anche dannoso, le sue risoluzioni non producono veri effetti.

Come il diritto internazionale non prevedendo un vero apparato sanzionatorio non produce effetti, un diritto senza sanzioni rimane solo sulla carta e non produce effetti vincolanti.

Diventa un organo di partecipazione ma non di
soluzione, si ascoltano i vari Stati e poi con veti e controveti si bloccano i veri interventi.

Tanto vale lasciare il tutto a negoziati bilaterali tra i vari Stati e a volte tra Stati e gruppi terroristici…Che già ci sono….

Sembra che il nuovo presidente degli USA confermi il disimpegno programmato da Bush senza accelerazioni, e come in economia si avvii ad una fase protezionista pensando solo all’America, perchè se sta bene lei stiamo bene tutti.

15. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 16:53

Non sono d’accordo con te, Italo. Israele è uno stato in continuo pericolo, e deve difendersi. Che poi abusino della loro forza, concordo.
Non vogliono però sottomettere nessuno e, se stanno lì, è perchè anch’essi necessitavano di una patria, che non avevano più dal 70dc.
Mario, io sono d’accordo con te nello stigmatizzare alcuni comportamenti di Fini e di altri: sembrano ossessionati da una furia riparatrice per le loro colpe, perdendo quasi il senno.
A me, personalmente, paiono ridicoli. Io, da buon cattolico conservatore, non ho nessuna colpa da farmi perdonare, ci ha pensato il papa anni fa:)

16. italo - 21 gennaio 2009 - 16:27

Caro Francesco, il tuo è un ragionamento razzista. Qui non si tratta di dire se si sta con un popolo o contro un popolo.
Si tratta di capire gli errori che si fanno, a prescindere da di li fa e quando.
Ieri li faceva Hitler e Mussolini, o gli spagnoli e gli inglesi nei confronti degli indigeni, oggi li sta facendo chi comanda in Israele.

17. mario massa - 21 gennaio 2009 - 16:22

Lo sai quali sono i risultati della dimostrazione di forza ?
Vivere in un continuo stato di guerra significa avere l’alibi di non rispettare le risoluzioni internazionali e mantenere la società palestinese in uno stato di arretratezza e odio perenne verso Israele e spingerli sempre più fra le braccia di Hamas e il fondamentalsmo, vero grande successo politico militare di Israele e Usa, iniziato con la criminalizzazione di Arafat e il suo isolamento internazionale.
La visione e il giudizio su fatti della storia che cambiano tu la chiami ambivalenza ? Affari tuoi.
Parliamo dell’opportunismo della dx. Prima antisemita, adesso mettono la kippah; prima statalisti , poi antistatalisti, adesso di nuovo statalisti con venature marxiste; prima fascisti saloini, adesso antisaloini; prima antiamericani fascisti adesso inneggianti la libertà regalataci dagli americani. Come vedi ce ne sarebbe per tutti.

18. italo - 21 gennaio 2009 - 16:20

E così si armano, anche con la bomba atomica e vogliono sottoporre i popoli che da secoli vivono in quel posto.
O vogliamo fare il discorso che siccome quella è la terra promessa al popolo eletto, è giusto che facciano così?

19. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 15:41

UHauhuha grande Mario! Io lo adoro, a quest’uomo, ma lui non vuole il caffè con me…
Malatempora hai sbagliato, non si chiamano così per quella ragione…
Io concordo sul fatto che Israele ha le sue colpe, ma lo giustifico pienamente, perchè se non agisse così sarebbe già sparito dalla faccia della terra nel 1948, nel 1967 e nel 1973.
Il problema, Mario, è che tu ti soffermi troppo su articoli di giornale e prese di posizione isolate, e per nulla su quella che è la vera ragione di Israele a mostrare i muscoli.
Ma, il problema da me sollevato (repetita iuvant) era un altro: l’ambivalenza della sinsitra nei confronti di Israele.

20. mario massa - 21 gennaio 2009 - 15:23

E’ mai possibile che imposti tutto sulla demagogia e sul tuo spiccato ideologismo. Su questo bolg nessuno ti ha mai detto che Israele deve sparire, che i palestinesi hanno sempre ragione, che gli USA non sono una democrazia ,etc. etc.Ma santo Iddio, quando sulle TV scorrono certe immagini, a cosa pensi ? Alla sx che è ondivaga, agli Usa che ti piacciono sempre e comunque, a Dalema ? Ma pensi veramente che le risposte si trovino nei tuoi esami universitari di qualche decennio fa ? Non pensi che nell’articolo di un giornalista o di un libro più recente ci si possa trovare, non dico la verità, ma almeno la scintilla che accende un dubbio.. Parli di Giano ma del dio vedi solo il profilo dx. Lungi da me dire che gli israeliani che stanno sul confine si meritano i Qassam o che non vivano nel terrore,ma la realtà è che dal 2000 al 20 Gennaio 2009 i morti causati dai razzi sono stati 10, mentre nello stesso periodo i morti palestinesi sono 6308. Sbaglio o la tua Santa Romana Chiesa ha messo in risalto ciò. A che cosa servono i tuoi voti universitari se rimani chiuso nel tuo gretto mondo ideologico. Qualche giorno fa il consiglio di sicurezza dell’ONU ha chiesto con 14 voti favorevoli e l’astenzione degli Usa, il cessate il fuoco.
Lo struzzo ha messo la testa sotto la sabbia.
Se ti faccio un elenco dei casi in cui gli Usa se ne sono fregati della democrazia non basterebbe un foglio di Excel, e tu ancora pensi allo spidocchiamento della seconda guerra mondiale.

21. malatempora - 21 gennaio 2009 - 11:38

Si chiamano kassham per ricordare una strage compiuta dagli Israeliani e da questi insabbiata.
Contadini palestinesi, compresi donne e bambini, messi in fila e uccisi a colpi di fucile.
Ma non ti soffermi mai a riflettere sui continui insediamenti israeliani durante i quali i palestinesi vengono brutalmente allontanati dalle loro case?

22. mario massa - 21 gennaio 2009 - 11:14

Caro Francesco, gettare questi guanti di sfida da un blog è alquanto ridicolo ! Ma non sai che basta un clic e ti si apre il mondo !? Ti spiegano anche come si costruisce una bomba atomica. A risentirci.

23. italo - 21 gennaio 2009 - 10:23

Caro FrancescoP, sono i fascisti in contraddizione.
Prima appoggiano chi porta gli ebrei ai forni crematoi e poi vanno al muro del pianto.
In Italia, il problema è stato sempre il rapporto tra la comunità ebraica e i fascisti, non certo con la sinistra.
Molti ebrei italiani sono stati comunisti. Anche Marx era ebreo.
Il fatto è che la destra è stata sempre maestra nel mistificare i fatti e la storia, appropinquandosi, molte volte, anche delle simbologie altrui (es. la bandiera nera degli anarchici).
Si devono analizzare i fatti per quelli che sono, senza pregiudizi, senza parteggiare, a priori, né per l’una né per l’altra parte.
Il discorso attuale è capire se è vero che gli israeliani stanno facendo una politica di oppressione, imperialista e colonizzatrice nei confronti dei palestinesi,

24. FrancescoP - 21 gennaio 2009 - 09:45

Mario Massa: di questa problematica, se permetti, ne so anche più di te, perchè (mi si perdoni la presunzione) ho sostenuto due esami in merito:
Israele e Palestina (Storia contemporanea), con il prof Caredda (voto 30e lode/30) e Storia del Medio Oriente, con la professoressa Isastia (voto 30/30).
Questo non per essere presuntuoso, ma solo per contestare la tua presunzione a giudicare sempre e comunque quello che uno sa e non sa.
Tu Mario, solo perchè hai letto qualche sporadica pagina di qualche sporadico autore ti senti autorizzato a conoscere così bene le problematiche di cui parliamo da additare qualcuno a sapiente o ignorante? Pecchi di immodestia e, se permetti, di spocchiosità. Ma io ti perdono, altrimenti che papa sarei?:)))
Ripeto: parla con i coloni israeliani bombardati dai Kassham, parla con i cittadini israeliani vicini alla striscia di Gaza, altrettanto bombardati dai Kassham (a proposito, ti sfido, sai perchè si chiamano così?), parla con la gente che vive nel nord Israele, attaccati sempre con i Kassham dalle basi Hezbollah del Libano. Ecco, con questi dovresti parlare prima di farcirti la bocca con tante belle parole dette da chi non ha sulla testa i missili.
Con questo non voglio difendere Israele, che ha le sue colpe, ma che comunque deve sopravvivere, e la sopravvivenza genera estrema necessità.
Ma il punto era un altro, e continuate a non rispondere: la vostra AMBIGUITA’ rispetto alla nazione ebraica. Siete come un Giano Bifronte, lo ripeto: ebrei sacri per ricordare i crimini del nazifascismo, assassini quando si difendono dagli arabi. Fino a quando non spiegherete questa contraddizione, non avrete credibilità.
Ti consiglio uno dei testi che usai per un esame al riguardo: “Il conflitto israelo-palestinese”, di James Gelvin, edito da Einaudi, dal quale potrai capire molte cose, che non sono affatto semplici o riduttive come si tenta di fare.
E veniamo a Obama: anche qui toni trionfalistici nella sinistra italiana. Non capisco il perchè. Anche tu Mario, da buon sinistrorso, non hai saputo resistere all’osanna corale nei confronti di questo presidente. Per me che non sono di sinistra, non cambia nulla, perchè sono stato sempre un grande ammiratore della democrazia americana che, è bene non dimenticarlo, ci ha liberati dai nazisti, ci ha sfamati e ci ha spidocchiati. Ma soprattutto ci ha tenuto al riparo dal comunismo sovietico.
Quindi per me, o reagan o Obama, non cambia nulla, perchè gli Stati Uniti sono a prova di instabilità e sono comunque una grande nazione democratica. Non faccio come la sinistra che brucia le bandiere americane quando arriva Bush in Italia e le sventola quando vince Obama.
Io, e molti come me, siamo COERENTI.

25. italo - 20 gennaio 2009 - 23:56

Caro FrancescoP, criticare gli avversari non mi diverte, perché è molto semplice, è ovvio, è propagandistico.
Per quanto riguarda la guerra, sono contro la guerra, senza se e senza ma.
D’Alema ha sbagliato. È stato violato l’art. 11 della Costituzione che recita”L’Italia ripudia la guerra..”.
Per il Medio Oriente, tutto è nato da una spartizione del mondo a tavolino, e le cose a tavolino vengono sempre male, perché ci scappa sempre un bicchiere di troppo.
La regola deve essere, l’internazionalismo e l’autodeterminazione dei popoli.
Anche nelle tavole della legge ebraica c’è scritto:Non uccidere.

26. mario massa - 20 gennaio 2009 - 21:51

Ho avuto la conferma che di questa problematica non ne sai quasi niente. Quelli su cui cadono i razzi non sono coloni. Io non ho mai difeso Dalema per i fatti di Serbia. Anzi ! La sx italiana non ha mai detto che Israele deve sparire. Fino al 1967 era la sx mondiale a difendere Israele, non certo quelli che adesso mettono la kippah. Fu la guerra a cambiare un po tutto, ma non nel senso ideologico e disinformato da te applicato.
Per certi versi la mia formazione culturale e politica è iniziata con la lettura dei “I dannati della terra” (penso che nemmeno lo conosci e nemmeno lo hai letto) e l’ebreo David Grossman me lo riconferma quando scrive : L’offensiva di Gaza non ha permesso nessun passo verso il superamento di questi ostacoli. Al contrario i morti e la devastazione causati da Israele ci garantiscono che un’altra generazione di palestinesi crescerà nell’odio e nella sete di vendetta….Arriverà il giorno in cui cercheremo di curare le ferite che abbiamo procurato oggi.”

Hai sentito il discorso di Obama ?
Sono finiti 20 anni di ideologismo religioso applicato alla politica iperliberista , guerrafondaia e bugiarda.
In seguito giudicheremo ma non sarà attraverso l’antiamericanismo, che a te fa molto comodo.

27. FrancescoP - 20 gennaio 2009 - 20:39

Mario tu sei bravissimo a schivare i miei fendenti. Non rispondi però mai alle mie questioni: la sinistra italiana è o non è ondivaga a seconda del personaggio, e non giudica invece la nomenklatura delle nazioni? Vuoi forse negare che esista un problema a sinistra riguardo Israele e la Palestina? Non puoi soffermarti solo qualche voce fuori dal coro. Allora parliamo con i coloni ebrei che si vedono piovere addosso i non tanto pacifici Kassham addosso…Israele deve sopravvivere, ma per voi è il male assoluto quando si tratta della Palestina, mentre il Bene assoluto quando si devono ricordare i mali del fascismo…Inoltre, anche D’Alema diede il permesso di bombardare la Serbia, giusto per fare un esempio.
Come per le altre problematiche che ho sollevato.
Malatempora, io sono semplicemente abituato a ragionare in termini chiari: quando il popolo italiano vota o Prodi o Berlusconi, IO non esprimo giudizi a riguardo, contrariamente a quanto fanno molti a sinistra sul popolo italiano che, come ho detto, recitano ‘Osanna, osanna o crucifige, crucifige’ a seconda di chi ha vinto.

28. mario massa - 20 gennaio 2009 - 18:37

Ma perchè ti ostini ad essere così banale ed ideologico ? Hai mai letto qualche articolo dell’ebrea Hamira Haas sul quotidiano israeliano Ha’Haretz; hai mai letto gli ebrei Grossman, Yehoshua oppure l’ebreo USA Chomskj; hai mai letto l’ebreo Gideon Levy che su un quotidiano israeliano scrive: Provare vergogna e senso di colpa (per quello che sta succedendo a Gaza) non è tradimento; è semplicemente umanità. E’ un paradosso che io debba ricordarlo al cristiano Francesco !
Chiami antisemiti e antisionisti anche quelli che ho nominato sopra ?
E poi ti ricordo, visto che non lo sai, che l’antisionismo è un cavallo di battaglia della destra religiosa.
Lo sai che Bush rischia l’incriminazione per delitti contro l’umanità ?
Dove eri quando quelli che tu difendi bloccarono una risoluzione ONU contro il bombardamento di Halabja ?
Dove eri quando quelli che tu difendi bloccarono una risoluzione ONU contro Pol Pot per il genocidio della minoranza vietnamita in Cambogia ?
Allora il governo americano salvò il culo a Saddam Hussein e a Pol Pot. Anche allora chi era favorevole alle risoluzioni veniva etichettato come antiamericano.

29. malatempora - 20 gennaio 2009 - 17:04

“Per voi il popolo italiano è ’saggio e maturo’ quando vota Prodi, ‘barbaro e incivile’ quando elegge Berlusconi.
Inutile che vi celiate dietro tante belle parole, ma siete fatti così. :) ))”
Per te è il contrario. Giusto?
Noi siamo fatti così.
E tu come sei fatto?

30. FrancescoP - 20 gennaio 2009 - 16:16

io antiamericano non credo proprio:)
vedo che vi ostinate a non capire: Mario, quelli di sinistra come te li conosco bene. Siete pro Israele quando si tratta di dare addosso al fascismo , ostinatamente antisionisti per difendere la Palestina. Poi: siete filoamericani quando saltano fuori i Clinton e gli Obama, (vedi Weltroni), antiimperialisti a stelle e strisce quando è il turno di un Reagan o di un Bush. Lodate Tony Blair e Zapatero, e inveite contro Tatcher e Aznar.
Per voi il popolo italiano è ‘saggio e maturo’ quando vota Prodi, ‘barbaro e incivile’ quando elegge Berlusconi.
Inutile che vi celiate dietro tante belle parole, ma siete fatti così. :) ))

31. italo - 20 gennaio 2009 - 14:46

Oh Francesco, non mi far dire cose che non ho detto.
Ho detto che è stata una rivoluzione aver votato un nero, anche se di madre bianca, considerato che fino all’altro ieri c’era una forte componente razzista.
Ho aggiunto che sono molto scettico sulla politica che farà il nuovo presidente e ho accennato ad alcuni temi caldi in campo.
Mario ha evidenziato una certa rottura nei riguardi del maccartismo che considerava i comunisti fuorilegge e che è stato figlio della cultura imperante negli States che giustiziò i nostri connazionali Sacco e Vanzetti.

32. mario massa - 20 gennaio 2009 - 14:39

Analisi pietosa ! Te la suoni e te la canti.
Ma pensi veramente che la sx e il mondo (te lo sei dimenticato ?) plaude ad Obama perchè nero ? E se anche fosse cosi, non sarebbe un atto d’amore verso gli USA che hanno avuto il coraggio di eleggere l’unico senatore, per di più nero,che aveva votato contro la guerra in Iraq ? Oppure è per questo motivo che stai diventando antiamericano ?
Le categorie razziali le usi tu e la destra becera italiana.
Nessuna persona intelligente crede al ruolo salvifico di Obama.
Infatti , quella che tu ami e che non cambia mai, in questi ultimi mesi sta contribuendo ad aumentare il numero degli iscritti al KKK.

33. FrancescoP - 20 gennaio 2009 - 13:49

Hahaha…non credo, illustre Mario.
La sinistra italiana, anche l’estrema, s’è ubriacata per Obama, solo per il fatto che è mezzo nero, o di colore, per essere politically correct.
Concordo sul fatto che è un avvenimento storico, nulla quaestio, ma da qui ad immaginare un Obama salvifico urbi et orbi no, mi pare troppo.
Ancora: anche Colin Powell e Condoleeza Rice sono di colore, o neri (per essere politically uncorrect), però, come ‘servi’ di Bush, sono stati sempre nel mirino della sinistra italiana. Ed ecco spiegata un’altra contraddizione.
Infine, solo gli sciocchi possono pensare che un presidente mezzo nero o mezzo di colore possa cambiare dal profondo lo stato americano che, bene o male, è stato sempre uguale. Kennedy insegna.

34. mario massa - 20 gennaio 2009 - 13:06

Che domanda stupida !!!!!!!!!!!!!

35. FrancescoP - 20 gennaio 2009 - 12:22

Sì ok, ma io mi riferivo all’intervento di Italo, che parla di ‘Rivoluzione’…non capisco, sinceramente, tutto l’entusiasmo della sinistra italiana per Obama…che credono che l’America diventi comunista:))?

36. mario massa - 20 gennaio 2009 - 11:39

Ma veramente, nel mio intervento ho nominato due bianchi americani.
Uno è il cantante bianco americano Pete Seeger che ha lottato per le sue idee di libertà e democrazia, l’altro è il senatore bianco americano McCarthy, simbolo dell’AMERICA PIÙ ARRETRATA E PER NIENTE DEMOCRATICA.
La canzone cantata è di un’altro bianco americano, Woody Guthrie, che si è fatto qualche anno di galera grazie al senatore bianco americano McCarthy. Dimmi dove stà il mio antiamericanismo. Non è certo grazie a quelli come il senatore McCarthy che alla Casa Bianca abita ora un cittadino di colore!

37. FrancescoP - 20 gennaio 2009 - 10:14

Onestamente, a voi di sinistra, non vi capisco proprio: basta un po’di pigmento melaninico per farvi dimenticare anni di antiamericanismo?

38. italo - 19 gennaio 2009 - 23:36

La grande prova sarà la Palestina.

Mi ricordo, circa un secolo fa quando venne ad Atina Ruggiero Orlando. Parlando del suo lavoro, tra una portata r’ faffuochi’ e n’avta r’ fasciuor, disse: ” Il grande problema dell’America è la questione razziale”.

E’ incontestabile che è stata una rivoluzione.

Ora però dobbiamo vedere le sue scelte in politica estera e sul piano sociale.

Speriamo che non succeda come per Kennedy e i missili di Cuba.

39. mario massa - 19 gennaio 2009 - 21:49

Pausa.
A Washington, Pete Seeger ha cantato per il presidente una canzone proibita dal maccartismo.
La storia non è finita.

40. italo - 19 gennaio 2009 - 20:57

I nobili hanno fatto sempre l’elemosina, ma a questi non riesce.

41. farns - 19 gennaio 2009 - 20:49

L’altra settimana una mia parente l’ha usata ed ha funzionato perfettamente come altre persone di mia conoscenza coincidenze??

beh cmq si sa per mandare a pieni regimi una cosa nuova ci vuole sempre un po di tempo.

Di' la tua »





Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,
scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
Lo staff di Atinablog.it si riserva il diritto di moderare i commenti qualora questo invito non venga colto.

Ogni opinione espressa nei commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L’utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Atinablog.it ed i suoi collaboratori manlevati ed indenni da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.