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Il blog del comune di Atina.

Atina, P.U.G.C. – Stralcio del Documento Preliminare.

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Ecco lo Stralcio del Documento Preliminare del Piano Urbanistico Generale Comunale di Atina, gentilmente pubblicato sul sito di Atina Libera. Si spera, al più presto, che l’Amministrazione fornisca a noi cittadini la documentazione integrale via web. Come gia detto qualche tempo fa, questo sito vi offre la più totale collaborazione.

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1.2.1. – La Città Storica

Valorizzazione del centro storico di Atina nella sua configurazione nucleare originaria, appare fondamentale per il rilancio del Comune di Atina verso una nuova prosperità economica e sociale. Dal punto di vista operativo detta valorizzazione è subordinata ad un’analisi dettagliata dei contesti territoriali e a rilievo critico delle risorse e delle aspettative locali, allo scoopo di impostare una politica di qualità diffusa capace di risolvere i fattori di crisi.

Nella fattispecie sarà necessario:

  1. riconoscere, tutelare e promuovere l’identità locale quale bene culturale e potenziale, anche economico, di sviluppo locale;
  2. inserire la gestione delle risorse culturali nelle strategie economiche e metterle a sistema con i principali fattori produttivi e di crescita del territorio;
  3. qualificare il rapporto pubblico — privato per sviluppare la qualità della fruizione, le prospettive di valorizzazione compatibile, la partecipazione imprenditoriale e la cooperazione delle istituzioni sovracomunali.
  4. Rendere fruibili i beni culturali, soprattutto i beni archeologici esistenti, agevolandone l’integrazione alla realtà contemporanea, rendendoli parte del sistema “produttivo” e del benessere locale.

Le principali azioni, relative al rilancio del Centro Storico di Atina, da ridefinire strategicamente una volta approvato il PUCG, dovranno riguardare i seguenti settori e ambiti di intervento:

1.2.1 .a – Commercio e attività varie di servizi

Obiettivi operativi:

  1. Potenziamento dell’attuale offerta commerciale mediante la sua valorizzazione, il suo consolidamento e la sua riqualificazione. Nella fattispecie si dovranno eseguire azioni finalizzate alla promozione di nuove attività commerciali, di nuovi pubblici esercizi, di attività di servizio alla residenza e al target giovanile, utilizzando laddove possibile contenitori esistenti e/o inutilizzati e promuovendo interventi di qualificazione del commercio su area pubblica (mercati settimanali, antiquariato ecc.) e dei luoghi ad esso deputati;
  2. Adeguamento dell’offerta alle diverse esigenze di consumo e di servizio avanzate dai residenti, e dai soggetti che frequentano il Centro Storico e potenziamento quali-quantitativo dell’offerta riferita al commercio di qualità (esercizi specializzati), ai pubblici esercizi (miglioramento del mix di proposta trabofferta di spazi pubblici e relativa immagine degli spazi esterni), all’artigianato (con incentivazione per l’attivazione o anche il semplice “mantenimento” di esercizi tradizionali e per la creazione di vie o poli dei mestieri) alla ricettività ed ai servizi.
  3. Promozione di una rete commerciale e di servizio, mediante iniziative di “visual merchandising” concertate (ad esempio: piano insegne, vetrine, accessi ai punti vendita “armonizzati” e di favorevole impatto visivo, e così via);
  4. Promozione di nuove attività ricettive nel Centro Storico mediante riuso anche puntuale e/o frazionato di singole stanze o singoli immobili inutilizzati (ad es. albergo diffuso) ò nelle aree immediatamente adiacenti (Colle, Pozzello ecc.);
  5. Verifica di fattibilità per la eventuale realizzazione di un Centro Commerciale Naturale all’interno dell’impianto nucleare utilizzando la normativa emanata di recente dalla Regione Lazio — Ass.to alle Attività Produttive. Determinare la rinascita di un “sentimento comune per operare tutti insieme al fine di cercare di eliminare o almeno ridurre progressivamente i punti di debolezza, operando contestualmente per una valorizzazione dei punti di forza e di eccellenza;
  6. Stimolare la progettualità dei soggetti privati , come ad es. la creazione di un “Consorzio per la rinascita del Centro Storico di Atina”, quale organismo di coesione e unione delle diverse realtà commerciali presenti;
  7. Ricreare all’interno delle categorie più svantaggiate (ad es. gli anziani) il senso di comodità e di benessere del vivere quotidiano mediante l’introduzione di nuove tecniche e modalità di vendita che ne favoriscano l’accesso al servizio (ad es. servizio spesa a domicilio utilizzando il tempo libero dei giovani studenti universitari non residenti ma domiciliati ad Atina per lo studio);
  8. Ricreare un’identità e imprenditorialità commerciale rinnovata mediante la creazione di un sistema che analizzi la domanda urbana non solo di specifici prodotti ma anche di servizi, desideri etc. e adeguando contestualmente l’offerta e rilanciando l’immagine presso i cittadini di collaborazione con i soggetti istituzionali, sia pubblici che privati;
  9. intraprendere una serie di azioni volte a consolidare e ad aumentare il numero degli operatori “illuminati”;
  10. definire accordi di programma con altre associazioni, imprenditori etc. per concertazione e coordinamento iniziative;
  11. creare e gestire strumenti di rete;
  12. chiedere, ottenere e gestire risorse in rete;
  13. rafforzare l’assetto dei servizi presenti con nuovi inserimenti che completino la gamma merceologica dell’offerta commerciale e dei servizi artigianali e, più in generale sostenere l’innovazione degli esercizi in direzione di un impegno più deciso per il miglioramento della competitività e della soddisfazione della clientela.

1.2.1.b – Infrastrutture e arredo urbano

Obiettivi operativi:

  1. recupero e valorizzazione dell’identità storica del paese con iniziative volte a potenziare il senso di appartenenza ai luoghi della collettività dei residenti, degli utilizzatori e visitatori;
  2. incentivazione degli interventi per la messa in valore dell’antica cinta muraria (tratti visibili), delle piazze e dei vicoli medioevali, così come le azioni per il recupero degli edifici monumentali che mirano a ridare enfasi alla leggibilità dell’impianto urbanistico antico e ad agevolare la rinascita di un sentimento forte di partecipazione alla storia dei luoghi;
  3. Riqualificazione e Recupero di contenitori culturali e di spazi pregiati dal punto di vista storico-architettonico che vanno visti nella nuova ottica di contenitori di funzioni e servizi sia gia insediati che insediabili, poiché è noto che qualsiasi bene tende a degradarsi se non utilizzato o se mal utilizzato;
  4. Miglioramento dell’arredo urbano mediante l’attivazione di progetti misti pubblico-privato, che considerino congiuntamente le esigenze di qualificazione del suolo pubblico, degli affacci e degli edifici circostanti e delle funzioni insediate o insediabili, anche mediante la realizzazione di apposite convenzioni con le società di gestione dei servizi a rete (ltalcogim, enel, telecom ecc.);
  5. Aumento della qualità illuminotecnica degli spazi urbani pregiati e degli scorci monumentali e storici al fine di rendere maggiormente suggestiva la visita alla città anche nelle ore serali, soprattutto durante la stagione estiva o in occasione di eventi particolari (ad es. Atina Jazz, apertura delle cantine, ecc);
  6. miglioramento del fascino storico in generale (appeal), anche in connessione con il miglioramento delle iniziative infrastrutturali, e strutturali (ad.es miglioramento della fruibilità dei parcheggi e/o della viabilità pedonale di accesso da questi alle parti storiche monumentali).
  7. Promozione e sviluppo anche mediante interventi di valorizzazione e risanamento di aree, complessi e singoli immobili, anche degradati, o parzialmente distrutti ma puntualmente censiti.

Ai fini del raggiungimento degli obiettivi mediante le azioni indicate sarà necessario una volta divenuto efficace il PUCG procedere in tempi brevi ad un piano attuativo (PUOC, ecc.) di Riqualificazione del Centro Storico.

1.2.1.c – Attività culturali e di promozione turistica

Obiettivi operativi:

  1. Riconoscimento, tutela e promozione dell’identità locale quale bene culturale e potenziale, anche economico, di sviluppo reale;
  2. Potenziamento della visibilità e miglioramento della fruibilità di tutti i beni archeologici culturali e naturali ivi compresi i percorsi turistici tematici di cui all’ari. 39 delle NTA del PTGP. in un sistema organizzativo unitario, in modo tale da renderli parte del sistema “produttivo” e del benessere locale.
  3. Potenziamento delle infrastrutture per l’accoglienza turistica (riuso immobili, realizzazione “albergo diffuso”, riqualificazione ex carcere ecc.);
  4. Inserimento della gestione delle risorse culturali nelle strategie economiche locali e territoriali, e conseguente messa a sistema insieme agli altri principali fattori produttivi e di crescita del territorio;
  5. Miglioramento qualitativo del rapporto pubblico – privato finalizzato allo sviluppo della qualità della fruizione, delle prospettive di valorizzazione compatibile, della partecipazione imprenditoriale e della cooperazione delle istituzioni sovracomunali;
  6. Riqualificazione della funzione residenziale mediante reimmissione nel Circuito immobiliare di parte degli immobili inutilizzati per le stagioni fredde a causa dell’assenza dei proprietari residenti all’esteroutilizzando le potenzialità derivanti dalla imminente attività universitaria (locazione a studenti e/o domande temporanee per city users);
  7. Individuazione di spazi polifunzionali da destinare ad iniziative culturali e di promozione turistica;
  8. Creazione di un calendario coordinato di iniziative culturale, di animazione urbana di promozione turistica e commerciale comprendenti anche giornate di orari prolungati o di aperture straordinarie nei negozi, cioè di periodi o giornate nelle quali il paese si presenti al meglio delle proprie potenzialità ai residenti e ai visitatori.

1.2.1.d – Attività di agevolazione e incentivazione

Obiettivi operativi:

  1. Favorire ed incentivare attività strategiche di sostegno all’imprenditoria del Centro Storico in collaborazione con banche e agenzie immobiliari;
  2. Favorire l’ammodernamento, la messa a norma e il miglioramento della qualità estetica dei locali sede della singola attività imprenditoriale;
  3. Promuovere una “riorganizzazione estetica” degli affacci e degli altri elementi disomogenei, incoerenti e scarsamente attraenti;
  4. Incrementare il “valore” delle attività esistenti;
  5. Sostenere l’investimento per il recupero delle funzioni (riuso immobili) e costituzione di budget per contributi e finanziamenti ad iniziative promozionali e di comunicazione;
  6. Innescare, se possibile (verificare) processi di qualificazione di un centro commerciale naturale favorendo ed incentivando l’inserimento di nuove attività a completamento dell’offerta commerciale presente anche mediante la predisposizione di strumenti e meccanismi di fiscalità agevolata;

1.2.1.e – Attività di formazione

Obiettivi operativi:

  1. Valorizzare il ruolo sociale, culturale e la qualità della vita della città nell’interesse dei frequentatori, dei residenti, dei turisti e delle attività economiche che vi operano in una logica di sostenibilità;
  2. Rilanciare il ruolo del Centro Storico e delle P.M.I. commerciali, turistiche e dei servizi attraverso una strategia di sviluppo del territorio, di incentivazione economica e di evoluzione equilibrata tra le tipologie distributive in una strategia complessiva di “progetto della città”;
  3. Promuovere la realizzazione di un” Piano di Valorizzazione del Commercio” e concorrere agli incentivi delle leggi regionali di settore per realizzare “politiche attive” a livello locale attraverso progetti di valorizzazione commerciale, di riqualificazione urbana e della rete distributiva dei centri storici limitrofi e accomunati ad Atina per affinità culturale storica ed economica, predisponendo i relativi programmi di intervento;
  4. Incentivare la realizzazione di un “centro commerciale naturale” come elemento strategico per la crescita e l’associazionismo della P.M.I., attuando un programma strutturato di formazione;
  5. Sostenere l’innovazione tecnologica, organizzativa e gestionale della P.M.I., attraverso la formazione degli operatori.

1.2.1.f – Mobilità e viabilità

Obiettivi operativi:

Miglioramento delle condizioni di accessibilità, mediante risposte soddisfacenti alla domanda di mobilità, coordinando le esigenze delle quattro componenti fondamentali del traffico che sono:

  1. La Circolazione dei pedoni (miglioramento della mobilità pedonale con regolamentazione degli itinerari e delle aree pedonali);
  2. Il Movimento di veicoli motorizzati privati (riorganizzazione/miglioramento degli spostamenti privati con definizione dello schema di circolazione e delle precedenze tra strade);
  3. La sosta di veicoli motorizzati, e, nella fattispecie, la riorganizzazione e il miglioramento della sosta delle vetture private con definizione delle strade e/o aree destinate a parcheggio e, nel caso di crescita elevata di traffico veicolare, del suo eventuale sistema di tariffazione e/o di limitazione temporale;
  4. Il Movimento di veicoli per il trasporto collettivo pubblico;
  5. Miglioramento della sicurezza stradale soprattutto in prossimità negli snodi di accesso al Centro Storico;
  6. Riduzione degli inquinamenti atmosferico ed acustico incentivazione al risparmio energetico;

3.7.4 – Articolazione del territorio comunale – disposizioni generali

Il territorio Comunale è suddiviso, in relazione ai contenuti, ai differenti ambiti ed alle diverse modalità d’intervento nelle seguenti zone territoriali omogenee:

Zone A suddivise in:

  1. Sottozona A1 – Insediamento Storico;
  2. Sottozone A2 – Ampliamento organico dell’insediamento storico;

Zone B suddivise in:

  1. Sottozona Bl – Area urbanizzata caratterizzata da edilizia pìanificata di media densità edilizia;
  2. Sottozone B2 – Centri abitati contigui alla zona B1 caratterizzati da edilizia spontanea a bassa densità edilizia;
  3. Sottozone B3 – Centri abitati isolati caratterizzati da edilizia spontanea a bassa densità edilizia;

Zone C suddivise in:

  1. Sottozone C1 – Aree urbane da destinare a nuovi complessi insediativi di tipo semiintensivo;
  2. Sottozona C2 – Aree periferiche inedificate da destinare a insediamenti residenziali estensivi);
  3. Sottozona CT – Aree inedificate da destinare a insediamenti turistici;

Zone D suddivise in:

  1. Sottozona D1 – Area di completamento degli insediamenti produttivi esistenti;
  2. Sottozone D2 – Aree per nuovi insediamenti artigianali;
  3. Sottozone D3 – Area per nuovi insediamenti artigianali – commerciali – direzionali - logistici;

Zone E suddivise in:

  1. Sottozona E1 – Aree Agricole del Paesaggio Agrario di Continuità;
  2. Sottozona E2 – Aree Agricole del Paesaggio Agrario di Vatore;
  3. Sottozona E3 – Aree Agricole del Paesaggio Naturale di Continuità;
  4. Sottozona E4 – Aree Agricole del Paesaggio Naturale;
  5. Sottozona E5 – Nuclei rurali sparsi

Zone F suddivise in:

  1. Sottozona F1 – Aree ed attrezzature pubbliche di interesse collettivo (art. 3 DM 1444/1 968);
  2. Sottozona F2 – Aree ed attrezzature pubbliche di interesse generale (art. 5 DM 1444/1 968);
  3. Sottozona F3 – Parchi Urbani attrezzati;
  4. Sottozona F4 – Aree ed attrezzature per Servizi Strategici di interesse Provinciale (AIS):

Sono state inoltre individuate le seguenti altre zone:

  1. Zone VC – Vincolo Cimiteriale;
  2. Zone VS – Vincolo Stradale;
  3. Zone VE – Vincolo di Elettrodotto;
  4. Zone VR – Vincolo di Rispetto;

3.7.5 – Zone A

Le disposizioni di cui al presente titolo si applicano alle aree destinate ad usi residenziali, classificate come Zona Territoriale Omogenea di tipo A ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 16 aprile 1968, n. 97.

La zona A è composta dalle seguenti sottozone:

  1. Sottozona A1 (Insediamento Storico);
  2. Sottozone A2 (Ampliamento organico dell’insediamento storico)

3.7.5.a Sottozona A1 – disposizioni particolari

La zona A1 è costituita dal nucleo storico di antica formazione individuato e perimetrato come bene tipizzato dal PTPR approvato dalla Regione Lazio. All‘interno della Zona A1 sono consentiti esclusivamente i seguenti interventi elencati al comma i dell’art. 3 del DPR 06.06.2001 n. 380:

  1. “interventi di manutenzione ordinaria”, definiti come gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
  2. “interventi di manutenzione straordinaria”, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;
  3. “interventi di restauro e di risanamento conservativo”, gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementI tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Sono altresì consentiti previo rilascio di Autorizzazione Paesaggistica i seguenti interventi di cui al Comma 1 del DPR n. 380/20001:

  1. interventi di ristrutturazione edilizia, nei soli casi di totale demolizione e ricostruzione;
  2. nuove costruzioni e ampliamenti al di fuori della sagoma esistente compresi interventi pertinenziali inferiori a 20%.
  3. installazioni di torri, tralicci e ripetitori per la telecomunicazione con l’esclusione delle antenne televisive e paraboliche per le singole utenze;
  4. interventi pertinenziali superiori a120%; interventi di strutturazione urbanistica.

Con riferimento ai soli immobili parzialmente e/o totalmente distrutti a causa degli eventi bellici, e per i quali è possibile documentarne la preesistente appartenenza al nucleo urbano storico originario, nonché la preesistente valenza architettonica artistica e monumentale, è consentito, esclusivamente dopo l’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica, procedere, nel rispetto delle seguenti prescrizioni, alla ricostruzione del volume originario, mediante i seguenti interventi elencati al comma 1 dell’art. 3 del DPR 06.06.2001 n. 380:

e.1) Costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto alla lettera e.6);

seguenti interventi elencati al comma i dell’art. 3 del DPR 06.06.2001 n. 380:

e.6) Interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;

E’ altresi’ consentito, per le aree e gli spazi inedificati, procedere, dopo l’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica, nel rispetto delle seguenti prescrizioni, alla realizzazione degli interventi elencati al comma 1 art. 3 del DPR 06.06.2001 n. 380.

  1. gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune;
  2. la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in area permanente di suolo inedificato;

Ai fini della migliore definizione estetica possibile dei manufatti, per tutti gli interventi ricadenti nella zona A si stabiliscono le seguenti prescrizioni:

Relativamente all’aspetto esteriore degli edifici si devono specificare i tipi, le forme, e i materiali da usarsi per le coperture, nei prospetti, nonché tutti quegli elementi secondari o accessori che contribuiscono alla definizione dell’immagine complessiva delle facciate quali: porte, finestre, imposte, ringhiere, pluviali, ecc.;

La coloritura dei manufatti edilizi deve sempre sottolineare , come regola generale, l’architettura della facciata, evidenziando quando presenti i piani di profondità e l’articolazione tra superfici di fondo ed elementi ‘aggettanti come decorativi, tenendo conto del valore cromatico di tutti gli elementi costituenti al fine di ottenere un armonico rappporto tra di essi; deve essere altresì valutata la coloritura nel caso di presenza dell’intorno edilizio e paesaggistico di edifici monumentali e storici o comunque gerarchicamente prevalenti, in modo da non alterare I’equilibrio dei valori architettonici presenti.

I progetti degli edifici di cui al punto 4. debbono contenere precise indicazioni sulle tinteggiature con specificazione sia dei materiali sia dei colori che si vogliono usare.

Gli edifici, i manufatti, ed i complessi in comproprietà rispondenti ad una precisa unità di disegno architettonico, nella coloritura delle facciate, dei rilievi, degli accessori e altri manufatti visibili, devono obbligatoriamente seguire i limiti del disegno architettonico e non quelli di proprietà.

In generale è fatto divieto di utilizzare rivestimenti quarzo plastici in qualunque tipo di edificio, è fatto obbligo di utilizzare colori a base di latte di calce per tutti i manufatti di interesse storico-monumentale ed estetico-tradizionale; per gli altri tipi di manufatti si consiglia l’uso di quest’ultimo materiale e si consente l’uso di colori.

Le superfici di fondo quando sono realizzate ad intonaco liscio debbono, in assenza di più specifiche indicazioni, essere colorate con i tradizionali colori che imitano i materiali nobili, sia litoidi, sia laterizi, pertanto con toni che vanno dal beige travertino, al giallo ed ai rossi delle tonalità delle terrecotte. Quando le superfici di fondo sono lavorate con intonaco ad imitazione di materiali litoidi o laterizi la coloritura deve essere effettuata con colori che imitino il materiale rappresentato. Quando le superfici di fondo sono composte in materiali litoidi o laterizi in vista, debbono essere ripulite e protette.

I rilievi, debbono in genere differenziarsi cromaticamente dalla superficie di fondo mediante colori che interpretino i materiali naturali. Se sono realizzati in intonaco, devono distinguersi cromaticamente dalle superfici di fondo, quando questa non sia a sua volta lavorata, imitando in generale il colore del travertino. Qualora una parte di detti rilievi sia eseguita con specifici materiali lapidei o in laterizio, la restante parte di essi deve essere tinteggiata con i colori di detti materiali. Vanno, inoltre, conservati e ripristinati i rilievi realizzati in “trompe l‘oeil’.

Le finiture accessorie quali portoni, finestre, ringhiere, pluviali. ecc. se non sono in legno, ma in ferro, debbono essere verniciate.

Per la detenninazione dei colori originali dei fabbricati monumentali, è obbligatoria l’analisi stratigrafica sull’intonaco e se possibile un’indagine iconografico storica.

7. Per i manufatti di interesse storico-monumentale di età medioevale, moderna e contemporanea, sono consentiti esclusivamente gli interventi di Restauro e Risanamento Conservativo, Manutenzione Ordinaria e straordinaria; per tali interventi costituiscono riferimento le seguenti ulteriori prescrizioni:

Gli interventi consentiti debbono tendere “alla conservazione di ogni parte dell’edificio che costituisca testimonianza storica, alla conservazione della inscindibile unità formale e strutturale dell’edificio, alla valorizzazione dei suoi caratteri architettonici, al ripristino di parti alterate ed all’eliminazione delle superfetazioni.

Pertanto debbono essere rispettati i caratteri di ogni singolo edificio, così come si è costituito nei tempo acquisendo la sua unità formale e costruttiva, con riferimento sia all’aspetto esterno, sia all’impianto strutturale e tipologico, sia agli elementi decorativi”.

In generale sono superfetazioni, indipendentemente dalla data in cui furono costruiti: i gabinetti pensili, le verande ed i ballatoi, gli elementi realizzati in tutto o in parte con strutture precarie o con materiali diversi dalla muratura.

c) il criterio per la scelta dei colori deve essere quello desunto da apposite analisi stratigrafiche e iconografiche, effettuate per i fondi di prospetto e per i rilievi. La coloritura degli esterni deve essere effettuata in conformità a quanto disposto al precedente comma 6

8. Per i manufatti d’interesse estetico tradizionale costituiscono riferimento le seguenti ulteriori prescrizioni:

  • i manti di copertura dei tetti debbono essere realizzati con coppi, coppi ed embrici o tegole alla marsigliese ovvero diversamente se ciò discende dai caratteri specifici dei manufatti tradizionali;
  • gli elementi di chiusura di vani esterni, quali porte, finestre, imposte, debbono essere realizzati in legno e verniciati, le imposte debbono essere “a persiane” o a sportelloni. In subordine per particolari aperture, specie per quelle di accesso ai locali di servizio, è consentito l’uso di metalli purché verniciati;
  • la tinteggiatura esterna deve essere effettuata in conformità a quanto disposto ai precedente comma 10. Nei territori contermini della zona A1 la fascia di rispetto dell’insediamento urbano storico deve essere mantenuta integra ed inedificabile per una profondità di metri 150.

9. Ai sensi dell’art. 43 delle NTA del PTPR, al fine di favorire il recupero del patrimonio edilizio legittimamente realizzato e ricadente nei territori contermini della zona Al e all’interno della fascia di rispetto di cui al punto 8, è consentito un aumento di volumetria ai soli fini igienico – sanitari, non superiore al 5 per cento e comunque non superiore a 50 mc.

3.7.5.b Zona A2 – disposizioni particolari

La zona A2 è costituita dagli agglomerati urbani, di recente formazione, che, esterni alla zona A1, risultano essa organici e complementari.

All’interno della Zona A 2 sono consentiti esclusivamente i seguenti interventi elencati al comma 1 dell’art. 3 del DPR 06.06.2001 n. 380:

  • “Interventi di manutenzione ordinaria”, definiti come gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
  • “Interventi di manutenzione straordinaria”, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;
  • “Interventi di restauro e di risanamento conservativo’, gli interventi edilizi rivolti a conservare organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio;

Sono altresì consentiti previo rilascio di Autorizzazione Paesaggistica i seguenti interventi di cui al Comma 1 del DPR n. 380/20001:

interventi di ristrutturazione edilizia, nei soli casi di totale demolizione e ricostruzione;

e.1) nuove costruzioni e ampliamenti al di fuori della sagoma esistente compresi interventi pertinenziali inferiori al 20%;

e.4) installazioni di torri, tralicci e ripetitori per la telecomunicazione con l’esclusione delle antenne televisive e paraboliche per le singole utenze;

e.6) interventi pertinenziali superiori al 20%;

interventi di strutturazione urbanistica.

4. All’interno della zona A2 è individuato l’insediamento identitario denominato “Colle”, caratterizzato da una struttura urbana di non recente formazione, che ha mantenuto la riconoscibilità delle tradizioni, dei processi e delle regole che hanno presieduto alla sua formazione, e costitutto da patrimonio edilizio, rete viaria e spazi edificati

5. All’interno della perimetrazione dell’insediamento denominato il Colle sono consentiti tutti gli interventi di cui al punto 1, lettere a,b,c, e limitatamente per le trasformazioni interne, gli interventi di cui al punto 1, lettera c;

6. Ai fini della migliore definizione estetica possibile dei manufatti, per tutti gli interventi ricadenti nella zona A2 stabiliscono le seguenti prescrizioni:

  • Relativamente all’aspetto esteriore degli edifici si devono specificare i tipi, le forme, e i materiali da usarsi nelle coperture, nei prospetti, nonché tutti quegli elementi secondari o accessori che contribuiscono alla definizione dell’immagine complessiva delle facciate quali: porte, finestre, imposte, ringhiere, pluviali, ecc.;
  • La coloritura dei manufatti edilizi deve sempre sottolineare , come regola generale, l’architettura della facciata, evidenziando quando presenti i piani di profondità e l’articolazione tra superfici di fondo ed elementi ‘aggettanti decorativi, tenendo conto del valore cromatico di tutti gli elementi costituenti al fine di ottenere un armonico rapporto tra di essi; deve essere altresì valutata la coloritura nel caso di presenza dell’intorno edilizio e paesaggistico di edifici monumentali e storici o comunque gerarchicamente prevalenti, in modo da non alterare l’equilibrio dei valori architettonici presenti.
  • progetti degli edifici di cui al punto 4. debbono contenere precise indicazioni sulle tinteggiature con specificazìone sia dei materiali sia dei colori che si vogliono usare.
  • Gli edifici, i manufatti, ed i complessi in comproprietà rispondenti ad una precisa unità di disegno architettonico, nella coloritura delle facciate, dei rilievi, degli accessori e altri manufatti visibili, devono obbligatoriamente seguire i limiti del disegno architettonico e non quelli di proprietà.
  • In generale è fatto divieto di utilizzare rivestimenti quarzo plastici in qualunque tipo di edificio, è fatto obbligo di utilizzare colori a base di latte dì calce per tutti i manufatti di interesse storico-monumentale ed estetico tradizionale; per gli altri tipi di manufatti si consiglia l’uso di quest’ultimo materiale e si consente l’uso di colori vinilici.
  • Le superfici di fondo quando sono realizzate ad intonaco liscio debbono, in assenza di più specifiche indicazioni, essere colorate con i tradizionali colori che imitano i materiali nobili, sia litoidi, sia laterizi, pertanto con toni che vanno dal beige travertino, al giallo ed ai rossi delle tonalità delle terrecotte. Quando le superfici di fondo sono lavorate con intonaco ad imitazione di materiali litoidi o laterizi la coloritura deve essere effettuata con colori che imitino il materiale rappresentato. Quando le superfici di fondo sono composte in materiali litoidi o laterizi in vista, debbono essere ripulite e protette.
  • I rilievi, debbono in genere differenziarsi cromaticamente dalla superficie di fondo mediante colori che interpretino i materiali naturali. Se sono realizzati in intonaco, devono distinguersi cromaticamente dalle superfici di fondo, quando questa non sia a sua volta lavorata, imitando in generale il colore del travertino. Qualora una parte di detti rilievi sia eseguita con specifici materiali lapidei o in laterizio, la restante-parte di essi deve essere tinteggiata con i colori di detti materiali. Vanno, inoltre, conservati e ripristinati i rilievi realizzati in “trompe l’oeil”.
  • Le finiture accessorie quali portoni, finestre, ringhiere, pluviali, ecc: se non sono in legno, ma in ferro, debbono essere verniciate.


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1. italo - 26 dicembre 2008 - 02:20

Innanzi tutto, colgo l’occasione per dare gli auguri alla redazione(Giuseppe) e a tutti i compagni di tastiera, Mario Massa, Paoletto Caira, Francesco Perrella, PaoloB, la signora Malatempora, l’Innominato, eiopago ecc. ecc.

È Natale e siamo più buoni.
Anche il papa oggi ha denunciato i guasti di questo sistema che ignora i più deboli.

Il discorso di Mario sulla decrescita è molto stimolante anche nei riguardi di uno strumento urbanistico.
Nicholas Georgescu-Roegen osserva che un accrescimento sempre maggiore del PIL è insostenibile per l’ecosistema globale.
La crescita fine a sé stessa porta alla distruzione delle risorse non rinnovabili e alla distruzione dell’umanità.
Per dimostrare ciò, molti studiosi applicano la seconda legge della termodinamica (l’entropia) anche al campo socio-economico.
Come sempre, esistono anche visioni reazionarie del problema. Esse vorrebbero mantenere il sottosviluppo per assicurare un elevato tenore di vita ai privilegiati e, allo stesso modo, evitare la distruzione del pianeta.
Comunque, oramai il PIL non è più l’indice di riferimento per misurare il benessere di un popolo e di una comunità: si tende a sostituirlo con altri indici (BEN, QUARS ecc.) che tengano conto della qualità della vita che non è fatta solo dell’abbondanza di merci messe a disposizione del consumatore. (continua).

2. mario massa - 24 dicembre 2008 - 15:58

Il testamento artistico e spirituale di Gauguin è un quadro che ha per titolo “Da dove veniamo?Cosa siamo?Dove andiamo?”
Non essendo un tecnico dico che un piano regolatore dovrebbe rispondere almeno alla seconda ed alla terza domanda e se un testamento registra la fine di una vita,il piano regolatore dovrebbe significare il futuro di una comunità e del suo territorio. Sono inoltre convinto che una politica del territorio ormai deve guardare,più che alle colate di cemento o ai parcheggi, a riprendere contatto con il pianeta attraverso la terra e toccare il problema della sostenibilità con il cambiare sistema culturale,economico ed industriale.Il nostro territorio ha bisogno di investimenti socialmente responsabili ,concentrati soprattutto sull’agricoltura e sul turismo.Viviamo in un mondo che sta esurendo le sue risorse ed in un futuro non molto lontano conteranno di più l’aria, l’acqua e la fertilità della terra. Abbiamo bisogno di piani territoriali che parlano anche di questo.Secondo molti economisti ed associazioni avremo un mercato in cui la crescita è più lenta ,i profitti piu lontani,i margini di guadagno più contenuti ma con una più equa distribuzione della richezza. E’ venuto il momento di cambiare passo,di invertire la rotta, anche perchè,come diceva Thomas Malthus,mirare alla massima espansione non è un’idea intelligente.

3. italo - 23 dicembre 2008 - 19:58

Vedo che su questo tema l’amministrazione è silente e non si muove una foglia nemmeno in altre direzioni.

La cosa è molto strana ma, ancora più strano è che anche GLI ALTRI GRUPPI di minoranza abbiano approvato un documento visto solo in maniera molto superficiale.

Tanto per ravvivare il dibattito, voglio fare una domanda al progettista, alla maggioranza e alle minoranze consiliari:
COS’E’ QUESTO SACCO DEL SACCO DI CUI TANTO SI PARLA IN GIRO? CHI SI VUOL METTERE A CONGELARE SOTTO LE QUATTRO GROTTE?
Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’architetto a disegnare quella macchia di colore in quel sito inospitale?
Io penso che tra le analisi, sia doveroso, anche se non obbligatorio, fornire la carta delle esposizioni e delle zone d’ombra.

4. italo - 22 dicembre 2008 - 15:08

Comunque, il discorso non è Berlusconi o Prodi. Ambedue, ma anche i precedenti governi non sono stati ancora capaci di sfornare una moderna legge urbanistica nazionale.
Ancora abbiamo quella del 1942!

Il mio discorso era un altro. Riguardava il Piano Regolatore di Atina.
Mi sembra che non c’è alcuna volontà di avviare un VERO dibattito DEMOCRATICO sul piano.
1) Ancora non si vede pubblicato sul sito questo documento completo (non è decoroso far presentare alla minoranza uno stralcio ricavato dal cartaceo);
2) Non è stata organizzata una commissione urbanistica di tecnici locali da affiancare al tecnico incaricato,per seguire l’iter del piano;
2) Non si sono organizzati incontri con la popolazione per illustrare il preliminare e raccogliere suggerimenti utili.

5. italo - 22 dicembre 2008 - 14:42

Mi sono pentito, appena dopo che l’ho scritto, Berlusconi non è degno nemmeno di essere nominato. Purtroppo non c’è possibilità di correggere il testo dopo l’invio.

6. Paolo B. - 22 dicembre 2008 - 12:14

La realtà:
La legge 24 Dicembre 2007, n. 244 chiamata finanziaria 2008 è stata approvata dal governo Prodi, poi manca il comma successivo che chiarisce meglio l’intento.

A me sembra una buona norma.

Si cerca sempre di inserire l’odiato Berlusconi ovunque. La ragione viene offuscata dall’odio cieco e …..

7. italo - 21 dicembre 2008 - 22:52

ANCHE BERLUSCONI INSERISCE ELEMENTI PEREQUATIVI NEL PIANO REGOLATORE, MA CON PREMIO DI MAGGIORE CUBATURA AI PROPRITARI COINVOLTI:

finanziaria 2008
COMMA 258.
Fino alla definizione della riforma organica del governo del territorio, in aggiunta alle aree necessarie per le superfici minime di spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e alle relative leggi regionali, negli strumenti urbanistici sono definiti ambiti la cui trasformazione è subordinata alla cessione gratuita da parte dei proprietari, singoli o in forma consortile, di aree o immobili da destinare a edilizia residenziale sociale, in rapporto al fabbisogno locale e in relazione all’entità e al valore della trasformazione. In tali ambiti è possibile prevedere, inoltre, l’eventuale fornitura di alloggi a canone calmierato, concordato e sociale.

8. italo - 21 dicembre 2008 - 22:34

DECRETO MINISTERIALE 2 APRILE 1968, N. 1444
Art. 2.
ZONE TERRITORIALI OMOGENEE
Sono considerate zone territoriali omogenee, ai sensi e per gli effetti dell’art.17 della legge 6-8-1967, n. 765:
A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;
B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondi`ria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a mc/mq 1,5;
C) le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino inedificate o nelle quali la edificazione preesistente non raggiunga i limiti di superficie e densità di cui alla precedente lettera B);
D) le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati;
E) le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui – fermo restando il carattere agricolo delle stesse – il frazionamento delle proprietà richieda insediamenti da considerare come zone C);
F) le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale.

9. italo - 18 dicembre 2008 - 11:34

PER QUANTO RIGUARDA IL PIANO, da una lettura veloce, già vedo un’incongruenza tra le zone omogenee elencate e quelle del DM.1444/68.

10. italo - 18 dicembre 2008 - 11:24

I MIEI INTERVENTI ERANO MIRATI PROPRIO A SOLLECITARE GLI AMMINISTRATORI A INTERVENIRE NEL BLOG. A DESTARLI DAL LORO TORPORE. INFATTI HO DETTO: “SCACCO MATTO ALLA MAGGIORANZA”

11. Paolo B. - 18 dicembre 2008 - 02:32

Nemmeno questo va bene …prima a si chiede tanto la pubblicazione e adesso è quasi una colpa, un atto abusivo..
se la maggioranza non si vede di chi è la colpa,
se la “nostra” presenza da fastidio possiamo togliere il disturbo.
Grazie.

Altro che benaltrismo………siamo proprio messi male.

12. Amministratore - 18 dicembre 2008 - 00:16

e che ne so! prima ne parlavano male, ora lo amano! :lol:

provvederò

l’avevo dimenticata.

13. italo - 17 dicembre 2008 - 23:34

Giusé questo blog è dominato dall’oppsizione, come mai?

Un consiglio: Metti il documento in allegato, magari in formato pdf.

Ti ho mandato anche la proposta di legge urbalnistica dell’INU. L’hai vista?

14. italo - 17 dicembre 2008 - 21:58

SCACCO MATTO ALLA MAGGIORANZA!

15. Amministratore - 17 dicembre 2008 - 19:52

un po’ di pazienza e lo sistemo

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