Sora e Isola sott’acqua.
Il Fibreno è esondato dopo trent’anni, Carnello in ginocchio. Oltre una centinaia di case allagate a Sora e Isola del Liri, dove i sindaci hanno chiesto lo stato di calamità e ieri è intervento anche l’esercito che ha portato sacchi di sabbia ai civili per trincerare le proprie abitazioni dall’acqua. Massima allerta tra tutte le forze dell’ordine che continuano a monitorare l’emergenza nel sorano. Una donna sul Lungofibreno e un sessantenne sotto il cavalcavia di via Madonna della Stella, sono rimasti intrappolati da acqua e fango e sono stati salvati da protezione civile e polizia stradale.
Sempre a Isola del Liri in via Magnene, zona Carnello, intervento d’urgenza della polizia per trarre in salvo un anziano cardiopatico rimasto in casa tra i mobili che gli galleggiavano intorno. Moria di animali da cortile nelle zone alluvionate. In tilt i centralini delle forze dell’ordine, e anche i passaggi a livello della ferrovia Avezzano-Sora-Roccasecca. Centinaia di interventi in tutto l’interland sorano di vigili del fuoco, protezione civile, Polizia Locale, polizia, carabinieri, militari del Cordenons e l’Ardis. «E’ la peggiore piena degli ultimi 30 anni», dice il sindaco di Isola del Liri Vincenzo Quadrini che ha ordinato la chiusura delle scuole per calamità naturale sino a sabato. Altrettanto ha fatto Cesidio Casinelli con una ordinanza che riguarda per ora solo le tre scuole di Carnello, media, elementare e asilo.
A Sora, dove il fiume Liri alle 11 di ieri è uscito dall’alveo in località Compre, zona periferica a nord della città fluviale, allagati il Tribunale e la scuola media Facchini. Ma l’emergenza maggiore è stata a Carnello. Dopo che alle 5 del mattino di ieri, un violento nubifragio ha fatto debordare il Fibreno nella frazione dove vivono 4mila abitanti – al confine tra Sora, Isola del Liri e Arpino. Allagata la Chiesa di S.Antonio e S.Restituta, tutte e tre le scuole di Carnello, il bar Gabriele, gli esercizi commerciali vicino al ponte e la Centrale Idroelettrica sul Fibreno. Danni pesanti a decine e decine di abitazioni. Inondate quasi tutte le case di via Lungofibreno, dalla falegnameria Baldassini sino all’indotto di Tremoletto. Finite la mattina sotto un metro d’acqua abbondante anche le case di via della Madonna della Stella. Anche qui il Fibreno nei pressi della centrale idroelettrica è straripato. Infuriati i residenti alluvionati che accusano: «L’ultima esondazione risale al 1978, ma i lavori fatti sulle sponde del fiume in tutto questo tempo si sono rivelati inutili. Le nostre case sono sottacqua. Il Fibreno non è stato messo in sicurezza. Chi ci ripagherà i danni?».
via Il Messaggero
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1. Amministratore - 13 dicembre 2008 - 00:46
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tempo al tempo, e un grazie a FrancescoP che mi “segnala” le notizie della valle
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2. italo - 12 dicembre 2008 - 18:09
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,Giusè, Dicevi che volevi chiudere e poi sforni 2, 3 articoli al giorno.
Gi eventi ci rincorrono.
PURTROPPO SOLO I DANNI FANNO NOTIZIA.
Speriamo che si ponga mano ad una seria analisi dei rischi e ad una pianificazione per prevenire i danni al territorio.
Non mi risulta che Melfa e Mollarino ancora abbiano fatto gravi danni, però non vedo che si stiano facendo opere preventive efficaci.
So di alcune scogliere eseguite recentemente sul Mollarino che il torrente ha sifonato e distrutte, per mancanza di fondazioni.
UNA SEGNALAZIONE che feci tempo fa al Comune di Atina è rimasta inascoltata e la ripeto su questo blog:
A valle del Ponte per l’Oboca, il Melfa sta erodendo la riva destra con pericolo per la strada SS.509 sovrastante.
A buoni indenditor poche parole.
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