Gallinaro, ancora nessuna notizia di Vanessa.
Il silenzio agghiacciante che circonda il rapimento di Vanessa Farina Riccione, la ragazza venezuelana di origini gallinaresi residente a Cabimas, è rotto solo dagli incessanti appelli per la sua liberazione dei suoi amici, soprattutto sul web, sul sito di Facebook, dove sono nati ben tre gruppi a sostegno della povera ragazza.
Il principale dei tre, ‘Unidos para encontrar a Vanessa Farina Riccione’, è retto da una sua amica e spesso la mamma della ragazza rapita scrive interventi per informare tutti su eventuali sviluppi, che comunque non ci sono.
Ciò che comunque risalta maggiormente leggendo gli interventi dei tanti iscritti al gruppo, è la grande fede religiosa dei ragazzi venezuelani, che stanno organizzando tante veglie notturne di preghiera in diverse città del Venezuela per implorare a Dio la liberazione della ragazza.
Ogni intervento, comunque, è farcito da invocazioni religiose e richieste di preghiere. Del resto, non è una novità che i popoli sudamericani sono molto religiosi.
Sul versante delle indagini, come detto, non ci sono novità. Niente di niente, e la polizia locale sembra purtroppo brancolare nel buio.
Un interrogativo, terribile, scuote tutti: perché tutto questo silenzio dei rapitori? Perché a distanza di un mese quasi dal sequestro di Vanessa non è arrivato nemmeno un flebile segnale alla famiglia? Si tratta di una strategia crudele dei malviventi? O, peggio, è successo qualcosa di grave alla sventurata giovane?
Purtroppo, allo stato attuale delle cose, ogni illazione è lecita. Il tutto è reso ancora più drammatico dal fatto che la polizia venezuelana sembra ormai incapace di affrontare questo genere di situazioni, visto il dilagare della delinquenza nel Venezuela, alla faccia del regime semi-dispotico di Hugo Chavez, da molti accusato di essere la rovina dello stato sudamericano.
via CiociariaOggi
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