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Emergenza maltempo in Ciociaria.

frana.jpgIn gergo la chiamano “emergenza operativa”, per i profani significa un bombardamento continuo di telefonate concitate da parte di persone che chiedono aiuto per questo o quel motivo, tutto comunque collegato alle 48 ore ininterrotte di pioggia che hanno colpito la Ciociaria. Succedeva all’interno della centrale operativa dei vigili del fuoco. Ieri mattina all’una era un delirio: sei persone al centralino con capoturno e vice che coordinavano i soccorsi su tutto il territorio provinciale smistando le unità a disposizione. A metà mattina le richieste di intervento arrivate dalla notte precedente erano circa 220 di cui circa la metà evase (risolte) o controllate, le altre in lista d’attesa. Per affrontare “l’emergenza” come la chiamano nella sala operativa del comando di via Monti Lepini sono state impegnate sul territorio 64 pompieri, con un media di una dozzina di mezzi simultaneamente fuori tra autopompe, jeep e mezzi di servizio. Le idrovore? Quelle a disposizione tutte impegnate; usate durante tutte le 24 ore. I vigili da soli hanno dovuto affrontare la fase più calda della giornata drammatica di ieri vale a dire la notte e le prime ore della mattinata. Le prime telefonate al comando sono arrivate dopo la mezzanotte, poi è cominciato il delirio con i centralini in tilt. Così tutti fuori i 32 pompieri in servizio nella notte che sono poi rimasti a dare man forte agli altrettanti colleghi che avrebbero dovuto sostituirli. Su Frosinone città solo per allagamenti di scantinati garage e negozi, circa 110 sono state le chiamate. Poi è arrivata intorno alle 10 l’esondazione del fiume Cosa ai lati di via Maria. Il rimorchio di un camion, parcheggiato a pochi metri dall’argine del fiume, è stato inghiottito dall’acqua. E’ stato necessario l’intervento di una gru per poterlo tirare fuori. La strada è rimasta paralizzata per circa un’ora e 5 sono stati i km di coda che si sono formati. Nel dettaglio gli interventi effettuati ieri nel capoluogo sono stati su via Ferrarelli e via Ciamarra, dove a causa dell’esondazione del fiume Cosa, diversi scantinati e garage sono stati invasi dalla melma. Poi su via Colle Cottorino, con diversi negozi allagati; stessa cosa accaduta su gran parte del tratto frusinate della Monti Lepini. Nemmeno la Camera di Commercio è stata risparmiata: completamente allagato il parcheggio sotterraneo. E poi ancora altri allegamenti su via Mastruccia e in via Verdi. Smottamenti e movimenti franosi su via America Latina, in zona San Liberatore e in via Pratillo. Ieri sera erano oltre trecento gli interventi dei vigili registrati sul libro mastro tra quelli fatti e quelli ancora da effettuare. La Prefettura raccomanda a tutti di usare l’auto, nelle prossime ore, solo se assolutamente necessario. Il comune chiede lo stato di calamità naturale.

via Il Messaggero



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