Disabili, quadro desolante in provincia.
Handicap su handicap per i disabili della provincia di Frosinone. Al disagio per la propria condizione fisica devono aggiungere le carenze che la Ciociaria annovera tra le cose che non vanno in questo territorio. La denuncia parte dal Coordinamento Provinciale delle Associazioni di volontariato che prende in esame, in particolare, l’attività di riabilitazione sanitaria. Il quadro che emerge dall’analisi del Coordinamento non è proprio confortante: “risultati operativi insoddisfacenti”, “liste di attesa eccessivamente lunghe, ritardi nel turn-over dei ricoveri” e Utr (Unità Territoriale di Riabilitazione) che sarebbero ovunque inadeguate. “In diversi servizi ambulatoriali della Asl di Frosinone – denunciano i volontari – i tempi di attesa superano i 10/12 mesi per prestazioni riabilitative anche di basso impegno e non risulta attivata alcuna modalità di integrazione operativa tra i vari servizi aziendali”. Di qui il ricorso, con ripercussioni pesanti sulla casse dell’azienda sanitaria, “al day-hospital riabilitativo utilizzato diffusamente per fruire di prestazioni di tipo ambulatoriale in strutture private accreditate”. Il livello di insoddisfazione dell’utenza e degli stessi operatori avrebbe raggiunto livelli mai registrati prima. “L’ex assessore regionale alla sanità, Battaglia, nel marzo dello scorso anno, in un confronto pubblico con questo Coordinamento – fanno sapere – si era impegnato ad approvare e finanziare un progetto di rilancio delle attività riabilitative con la ristrutturazione dei locali ad esse adibite presso la Asl di via Fabi, ivi compresa la riattivazione della piscina ed il potenziamento delle attività e del personale”. Ma, evidentemente questo settore della sanità continua ad essere penalizzato. “Non c’è nessuna sensibilità degli amministratori su questo tema a cominciare dal comune di Frosinone”, puntualizza Francesco Notarcola dell’Assoziazione Italiana Pazienti Anticoagulati e cardiopatici. “Da circa un anno, come comitato di quartiere di Colle Cottorino Madonna della Neve, abbiamo chiesto di spostare dal primo piano al piano terra gli uffici circoscrizionali per consentirne un utilizzo migliore da parte di disabili e anziani. Non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. In provincia ci sono numerose situazioni di questo tipo che, in alcuni casi, raggiungono la gravità degli ospiti del centro per disabili Eureka a Piedimonte S. Germano, che presenta locali inadatti ad ospitare dignitosamente un servizio del genere. I genitori si sono rivolti anche al presidente Marrazzo per denunciare le condizioni di vita di questi ragazzi costretti, ad esempio, per carenze strutturali, a fare il riposino su un materassino appoggiato sul pavimento”. Dal nord al sud della provincia la situazione non cambia molto. “Gli interventi diretti e indiretti, a fronte di decine di migliaia di disabili – stigmatizzano le associazioni di volontariato – riguardano una piccolissima fetta di popolazione (circa l’1%)”. Per affrontare questi argomenti, domani, alle sedici e trenta, presso la Casa del Volontariato di Frosinone, su iniziativa di un gruppo di associazioni (Aipa-cobas scuola, Legambiente, Oltre l’occidente, Unitalsi, Vivere Frosinone, Wellness, Tribunale del malato) si terrà una iniziativa sui diritti umani delle persone con disabilità alla quale sono stati invitati i sindaci, gli assessori comunali e regionale ai servizi sociali e la direzione generale della Asl. Nel corso dell’incontro verrà promossa una raccolta firme per la riapertura della vasca idroterapica della Asl chiusa diversi anni fa.
via Il Messaggero
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