Informazioni sulla Social Card.
Informazioni sulla social card governativa. Le fornisce Antonio Vecchione, responsabile zona di Azione Sociale. “Molti cittadini – ha scritto – a causa di una campagna informativa del Governo ancora incerta, si stanno ponendo numerose domande in merito alla Carta Acquisti, cosiddetta “Social Card.” La Carta Acquisti si presenta come una normale carta di pagamento elettronico, uguale a quelle già in circolazione e ampiamente diffuse nel nostro paese. A differenza di queste, però, le spese effettuate con la Carta Acquisti, verranno addebitate non al titolare della carta, bensì direttamente allo Stato. La Carta potrà essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi abilitati. Con la Carta si potranno anche avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma “Carta Acquisti”. Tramite la Carta, si potrà accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata. Ulteriori benefici e agevolazioni sono in corso di studio. La Carta Acquisti vale 40 € al mese. Per le domande fatte prima del 31 dicembre, la Carta sarà inizialmente caricata con 120€, relativi ai mesi ottobre, novembre e dicembre 2008. Successivamente, nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni due mesi con 80€, sulla base degli stanziamenti via via disponibili. Per avere la Carta Acquisti occorre presentare una domanda.A tutti i possibili beneficiari verrà inviata una lettera con la spiegazione su come ottenere la Carta.Per avere informazioni si può contattare il numero verde 800.666.888.
Chi ne ha diritto?
Due sono le categorie aventi diritto alla Carta Acquisti.
Anziani con 65 anni o più.
- cittadini residenti in Italia;
- con età tra i 65 e 69 anni e redditi o trattamenti pensionistici fino a 6.000 € l’anni;
- con età pari o superiore a 70 anni e redditi e trattamenti pensionistici fino a 8.000 € euro l’anno;
- con redditi personali tali da non comportare il pagamento di alcuna imposta;
- proprietari – da soli o insieme al coniuge – di una sola casa di abitazione;
- titolari da – soli o insieme al coniuge – di una sola utenza elettrica e di una sola utenza del gas;
- titolari – da soli o insieme al coniuge – di un solo autoveicolo;
- con meno di 15.000 € di risparmi in Banca,le Poste etc. – da soli o insieme al coniuge -,la cui famiglia ha un indicatore ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente della situazione economica complessiva fino a 6.000€.
Famiglie con bambini piccoli.
- con figli sotto i 3 anni,cittadini residenti in Italia (nel caso di più figli sotto i tre anni,gli accrediti si sommano);
- proprietari di una sola casa di abitazione;
- Titolari di una sola utenza elettrica a uso domestica;
- titolari Titolari di due utenze del gas;
- Proprietarie di al massimo due autoveicoli;
- con meno di 15.000€ di risparmi in Banca,Poste eccetera;
- con un indicatore ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) della situazione economica complessiva fino a 6.000€.
Come e dove ottenerla?
Per ottenere la Carta bisognerà recarsi, a partire da dicembre, in un ufficio postale abilitato (quindi non in comune né negli uffici postali non abilitati), portando con se:
- modulo della richiesta (disponibile sul sito del MEF) compilato in ogni sua parte con i relativi allegati (in particolare un’attestazione ISEE in corso di validità);
- originale e fotocopia del documento d’identità.
Nella generalità dei casi verrà consegnata subito una Carta Acquisti. Qualora non venisse consegnata subito il cittadino potrà scegliere se ritirarla successivamente nello stesso ufficio e se farsela racapitare a casa.La Carta,a meno di riscontri negativi nei database dell’Amministazione sulle dichiarazioni effettuate nel modulo di richiesta,sarà utilizzabile già nel secondo giorno lavorativo successivo alla consegna.”
via CiociariaOggi
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1. mario massa - 21 dicembre 2008 - 16:42
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2. italo - 21 dicembre 2008 - 12:16
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3. Paolo B. - 20 dicembre 2008 - 13:58
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4. FrancescoP - 20 dicembre 2008 - 11:06
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5. linnominato - 19 dicembre 2008 - 22:45
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6. mario massa - 19 dicembre 2008 - 21:35
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7. Paoletto Caira - 19 dicembre 2008 - 19:50
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8. italo - 19 dicembre 2008 - 16:17
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9. Paolo B. - 19 dicembre 2008 - 15:38
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10. mario massa - 18 dicembre 2008 - 15:39
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11. italo - 17 dicembre 2008 - 23:02
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12. eiopago - 17 dicembre 2008 - 19:11
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13. Paolo B. - 17 dicembre 2008 - 17:22
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14. italo - 17 dicembre 2008 - 16:26
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15. FrancescoP - 17 dicembre 2008 - 14:34
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16. mario massa - 17 dicembre 2008 - 13:51
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17. mario massa - 17 dicembre 2008 - 12:51
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18. Paolo B. - 17 dicembre 2008 - 12:21
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19. Paoletto Caira - 17 dicembre 2008 - 10:11
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20. italo - 16 dicembre 2008 - 20:27
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21. Paolo B. - 16 dicembre 2008 - 18:52
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22. italo - 16 dicembre 2008 - 17:07
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23. Woz - 16 dicembre 2008 - 16:24
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24. Paolo B. - 16 dicembre 2008 - 16:21
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25. kdonak - 16 dicembre 2008 - 16:01
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26. italo - 16 dicembre 2008 - 15:42
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,Italo ci riporta con i piedi per terra.Che cos’è questa crisi, dove sono finiti i soldi?
In un libro uscito nel 2006 “Der Crash komt” (Arriva il crac) il tedesco Max Otte, spiegava che cosa stava accadendo e che cosa sarebbe successo nel mondo finanziario ed economico. Come vedete qualcuno ce lo diceva ma come affermava Aristotele la gente non vuole sapere ma credere. La più antica idea commerciale del capitalismo, il credito,si trasforma in una Waterloo per il liberismo economico che facendo la fortuna di pochi ha creato povertà ,disoccupazione e sottoccupazione. In breve, il privato A si fa prestare dalla banca B soldi per comprare una casa,denaro che A restituisce a B con interesse. Conviene a tutti e due, a condizione che A possa restituire il prestito. In questo dare/avere si inserisce la Toll Brothers che costruisce una citta fantasma di 22 mila case nei pressi di Las Vegas. Si crea una colossale offerta che fa crollare il mercato e milioni di americani non ottengono prestiti per finanziare i vecchji muti. A questo punto Lewis Ranieri, banchiere di origine italiana, cambia le carte in tavola. Trasforma il prestito del privato A ottenuto dalla banca B in titolo di borsa che poteva comprare una banca tedesca C, una banca italiana D o una banca E inglese. Nascono le famose Merchant Bank, le cosiddette banche di investimento. Sembra ancora un buon affare per tutti, a condizione che i prezzi delle proprità immobiliari continuassero ad aumentare, ma così non è stato
Nel frattempo, nelle tasche delll’attuale Segretario del Tesoro americano, Henry Paulson, ex presidente della Goldman Sachs, la più famosa e ricca delle Merchant Bank, sono finiti 38,3 milioni di dollari. Una bella fetta dei soldi che chiede agli americani per salvare l’economia sono nelle sue mani !
Ma che c’entrano i consumatori che il nostro Presidente del Consiglio chiama a raccolta per ri solvere la crisi ? C’entrano,c’entrano !
Ad Ottobre, in piena crisi borsistica, Silvio Berlusconi compra a prezzi stracciati, azioni Mediaset per un valore complessivo di 16 milioni di euro.A crisi conclusa, grazie ai nostri consumi e al “marxista Tremonti che getterà sul piatto soldi statali (cioè nostri), con la borsa che ripartirà come un Tgv, quel valore sarà quintuplicato,ad essere pessimista.
Ora tutti sperano che in economia e nel mondo della finanza avvenga una sorta di rivoluzione etica. La chiedono tutti ma sicuramente avverrà che ad essere riscattati saranno quelli che la crisi l’hanno provocata e non il povero consumatore.
Mi viene da rispondere, da pessimista, come rispose Harold McMillan: ” Se volete l’etica, rivolgetevi al vescovo”.
LE PRIVATIZZAZIONI?
In Italia si sono sempre privatizzati i profitti e socializzati i debiti.
La crisi porterà ad una rivoluzione?
Lo spero, ma ho molti dubbi, dati gli assetti tendenziali nazionali ed internazionali.
Queste crisi cicliche del capitale, seguite dal crollo della produzione e conseguente disoccupazione, portano, in una prima fase alla sfiducia nel liberismo e all’adozione di politiche keynesiane di sostegno pubblico oppure a soluzioni rivoluzionarie ma, successivamente, per reazione, come successe 80 anni fa, anche alla nascita di regimi autoritari e totalitari, come il nazismo.
La speranza è che oggi, finalmente, si comprenda il fallimento di questo sistema economico-sociale e si capisca che un altro modo di produrre e di consumare è possibile. Un mondo dove venga messo al centro l’uomo e non il mercato.
Prima di tutto voglio registrare il fatto che si parli di queste cose, che ci sia dibattito, che ognuno possa dire la propria e confrontarci, già questa è una rivoluzione.
Credo che siamo testimoni forse inconsapevoli anche di un’altra rivoluzione sia economica che politica mondiale, che riscriverà le regole dell’economia e della finanza.
Sulle privatizzazioni (mancate liberalizzazioni) osservavo che si sono trasferiti monopoli dallo Stato a gruppi privati sostenuti da banche.
Ogni settore ha una storia a sè e vanno fatte diverse valutazioni. Per alcuni settori bisognerebbe separare le reti dai servizi, per cui i metanodotti, i cavi, le linee ferroviarie, gli acquedotti, le linee telefoniche devono rimanere in mano pubblica mentre i servizi che “viaggiano” su di esse devono essere assegnati a privati con parità di accesso tra gli operatori in modo che ci sia concorrenza e si riducano le tariffe e i prezzi.
Le infrastrutture che hanno dei costi molto alti per la realizzazione, i cosiddetti “monopoli naturali” hanno bisogno di un unico gestore e deve essere pubblico.
Per fare alcuni esempi:
Le autostrade sono state date in concessione quando per fortuna erano già state ammortizzate, gli investimenti concordati non sono stati fatti e i pedaggi pagavano il debito Benetton, adesso le tariffe devono essere proporzionate agli investimenti(iniziativa di Tremonti confermata da Di Pietro e adesso in attuazione). Visto che producono solo utili se tornassero in mano pubblica ………
La rete ad Alta velocità fresca fresca, costata quattro volte che nel resto d’Europa ha visto subito la NTV di Montezemolo e altri fiondarsi sull’affare, può andare bene purchè la rete rimanga in mano pubblica e le concessioni abbiano un giusto prezzo (che se proporzionato ai costi dell’infrastruttura non vedrebbe nessuno).
Un prossimo mercato saranno le reti in fibra ottica, e qui il comune di Atina insieme all’Università potrebbe valutare la possibilità di cablare il nostro paese agganciandoci alla linea appena terminata. Le procedure burocratiche sono state molto semplificate e per ridurre i costi e prevista la possibilità di passare i cavi anche nelle fogne (con una possibile risvolto su un’altro problema!!!!!! ingegneria giuridica)
Poi c’è il caso dell’ENI in cui lo Stato è maggiore azionista ed ha il monopolio dell’energia una multinazionale tra le più grandi in Europa,fa extraprofitti, ma l’antitrust nemmeno se lo sogna di ridurlo perchè l’Italia ha bisogno dell’Eni per andare a trovare il petrolio e per trattarne l’acquisto.La situazione è complicata…
Per non parlare dell’acqua dove c’è stato un espropio degli acquedotti ai comuni.
Ogni ramo dai servizi pubblici locali ai grandi servizi nazionali ha differenti valutazioni e possibili soluzioni non semplici. Dove lo Stato riesce a garantire un servizio efficiente per i cittadini che lo faccia lui oltre che sia il privato in regime di concorrenza. Alla politica spetta segnare questo limite preoccupandosi di gestire più il primo che ha intermediare sul secondo, indirizzandolo dove fa comodo.
Poi esprimo una mia idea tutta personale, per cui i soldi per una riduzione delle tasse ci sarebbero ma forse si aspetta che arrivi la marea per essere pronti a reagire, ma speriamo non arrivi.
P.S. avete sentito parlare Tremonti dell’Alitalia, forse l’ha dovuta ingoiare, ma questo è un’altra situazione molto ingarbugliata.
Oggi, per governare l’Italia, ci vorrebbero i filosofi, come diceva Platone, ma ciò è impossibile.
Bisognerebbe fare piazza pulita, di tutti, con nuove regole
Sinceramente non vedo luce. Vi faccio notare che gli scandali, ormai giornalieri, sono sia di destra che di sinistra e così le corruzioni, gli imbrogli, le truffe.
Non vedo nessun personaggio capace di aiutare il Paese a sollevarsi in fretta. Si parla, parla, parla, ma noi italiani abbiamo bisogno di “mazzate”, di destra o di sinistra, di gente “forte” per eliminare corruzione, ristabilire Giustizia, eccetera eccetera. Ci rendiamo conto dello sfacelo che sta intorno a noi?. Politici immorali, giudici corrotti e corruttori, imprenditori senza scrupoli, assassini non puniti, cittadini non educati ai più semplici elementi di vita comune.
Qualcuno disse: “meglio una buona dittatura che una cattiva democrazia”, ma perfino questa frase oggi non ha più valore. Neanche i dittatori ci sono più.
Caro Paolo B., nulla contro di te ,ma il mio intervento aveva solo lo scopo di evidenziare le tue contradizioni. In particolare quella,per sentito dire, sulla Thatcher che mi ha fatto ricordare una famosa “Intervista impossibile” che Italo Calvino fece all’uomo di Neanderthal in cui lo “accusava” di essere diventato uno degli uomini più famosi della storia senza aver fatto niente di importante.
E il Neanderthal subito risponde :”Te lo dici tu. C’eri tu? Io si che c’ero. Mica tu…”
L’epoca della Thatcher e del sodale Reagan ,che la destra berlusconiana venera, io l’ho vissuta ed ho visto quello che hanno combinato contro la classe operaia.
X PaoloB. Scusa se mi permetto di darti del tu ma sul blog è usuale. Mi fa piacere che usi nel tuo ultimo intervento “pacatamente e serenamente” perchè nel penultimo non era esattamente così. Abbiamo appurato che non tutti la pensiamo nello stesso modo. E meno male, sai che noia mandarsi ragione reciprocamente. Che tu possa essere un sostenitore di Tremonti non ci trovo nulla di strano, però ha la stessa dignità chi non la pensa così, senza arrivare a dire che vuole stravolgere la realtà e vuole dare lezioni. Anche perchè in risposta al mio intervento mi hai subito consigliato un libro (SIC). Adesso con tutto il rispetto, non credo che il Tremonti pensiero in campo economico, sia così rilevante. Potrei anche io consigliarti una bibliografia completa con qualche premio Nobel, ma mi guardo bene dal farlo. Nel mio intervento mi sono limitato a commentare le condizioni per l’accesso alla S. card, usando il paradosso (è un vizio che ho). E’ vero che un poveraccio che vive con €461 al mese, se ha la sfiga di avere un garage oltre la prima casa, se la prende in quel posto.
La domanda che ho rivolto a Tremonti non riguarda solo lui, anche parte del centro sinistra. Tutti quelli che hanno sostenuto negli ultimi anni che la ricetta magica era la deregulation e il libero mercato. Quelli che sostenevano che l’economia era ingessata da contratti di lavoro rigidi, quindi bisognava precarizzare. Tutti i paesi a capitalismo avanzato che pensavano di aver trovato la panacea di tutti i mali con la globalizzazione che, in sostanza, era la delocalizzazione in paesi dove i salari sono una miseria, per poter accumulare maggiori profitti. E’ stato un boomerang. Son dovuti ritornare a Keynes. Implorano aiuto dallo Stato alla faccia del liberismo. Che cosa sono i 40 euro se non un tentativo demagogico di sostenere la domanda?
Il bello è che questi teorici del liberismo, Tremonti in testa, oltre ad invitarci a consumare, sempre per sostenere la domanda (con quali soldi?), sono obbligati a perdere la faccia e a propagandare queste iniziative.
1)Non ho capito se sei favorevole o meno alle privatizzazioni. Io personalmente dico che alcuni beni e servizi essenziali (acqua, istruzione, treni) non vanno privatizzati.
2) La crisi, non è una crisi finanziaria. Per intenderci non riguarda le fonti. Lo Stato patrimoniale non c’entra nulla. E’ il Conto Economico generale che è in tilt per mancati ricavi . Non si vende. E’ una crisi di sovraproduzione. Dopo che hanno licenziato, precarizzato con quali soldi si dovrebbe consumare?
Producono in Asia e vogliono vendere in Europa. A chi?
3) La famiglia, l’ordine, che ritieni importanti per risolvere la crisi, sono sovrastrutture che non incidono minimamente nei rapporti di produzione e nell’economia. In Italia anche sotto quest’aspetto siamo messi maluccio visto che abbiamo un Presidente e un Vice Presidente del Consiglio che sono divorziati e risposati. Quindi si dovrebbe parlare più che di famigliA di famigliE.
Non prendiamoci in giro PaoloB, si vede benissimo che ti piace Tremonti, la Thatcher e Berlusca ed invece disprezzi Visco, D’Alema e Prodi.
Non c’è niente di male, essere di parte. Anch’io sono di parte, non della stessa.
Però bisogna essere coerenti. Le privatizzazioni ti piacciono o no? Se le fa la sinistra, non ti piacciono, se le fa la destra, si.
E nell’incoerenza hai ragione, infatti la sinistra dovrebbe fare le nazionalizzazioni.
Per quanto riguarda il Comune di Atina, vorrei saperne di più, comunque ciò sta a dimostrare che l’istituto della delega è sbagliato. Io sto vendendo un mio terreno(anche se in misura di 1/4000 del totale) e non so nulla?
Caro Mario, abbiamo la fortuna di non conoscerci, capisco le tue difficoltà, io non trovo nessuna difficoltà nel confrontarmi, questi blog servono “anche” a questo, non sono certo io che ti ho chiamato in causa e poi non capisco perchè devi rispondere facendone quasi una questione personale, forse siamo dello stesso paese, ma su questi blog di solito capita di discutere, serenamente e pacatamente, senza preoccuparsi troppo di conoscersi…… e stando molto lontano “si vede anche all’estero” .
Partiamo dal fatto che non hai capito chi sono, forse perchè non riesci a inquadrarmi nei vecchi schemi di pensiero per darne una lettura politico ideologica.
Dalle mie parole emerge quindi una certa distanza dalle contrapposizioni obsolete, forse perchè c’è una certa lungimiranza (non come previdenza).
Quella lungimiranza che Max Weber definisce capacità di mantenere una certa distanza tra le cose e gli uomini e, così, valutare la realtà circostante.
Cioè la capacità di far agire su di se la realtà con la distanza dalle cose e dagli uomini, e che aiuta anche a distinguersi “dall’agitatore sterile”.
C’è una difficoltà di sussunzione.
Si cerca di confondere l’essere, ciò che è (Sein) col dover essere (Sollen), l’ idealismo con il realismo.
Da erano 40 euro erano pochi ma buoni siamo passati alla Thatcher e alle privatizzazioni.
Delle posizioni di Tremonti abbastanza note e di anni fa, molto prima della crisi, non di ora, ci sono i suoi libri.
Sulle privatizzazioni e mancate liberalizzazioni dicevo del metodo, come e a chi regalavano.
Sulla crisi forse c’è stato un giudizio troppo leggero e semplicistico dato che economisti e premi nobel non hanno capito nemmeno loro cosa stesse accadendo.
Di solito cerco di osservare la realtà, analizzandola in maniera oggettiva e libera da posizioni preconcette, e in questo caso si contrapponeva ad alcune posizioni, senza configurarsi necessariamente in teorie economico-politiche passate o recenti.
Movimenti e teorie (di tutti i tipi) che oggi in una realtà complessa e in costante evoluzione sembrano difficili da seguire e che bisogna invece ricostruire.
Scusate….
Sulle privatizzazioni sarò ben lieto di parlare di quelle del Comune di Atina che nemmeno a farlo apposta stanno avvenendo in questi giorni, forse la maggiore vendita di suolo pubblico che il centro storico di Atina abbia mai visto.
Caro Paolo B., sei tutta una contradizione !
Già mi trovo in grosse difficoltà quando devo rispondere ad un blogger che non so chi sia, figurati quando lo stesso blogger in un intervento esalta Tremonti come campione dell’antiglobalismo (SIC!); in un’altro stigmatizza Prodi per le sue privatizzazioni, in un’altro esalta la politica thacheriana (ne ha sentito parlare) che delle privatizzazioni, della globalizzazione, della riduzione dei posti di lavoro, della deregulation e della nascita delle Merchant Bank ( che tu tanto ora deplori)è stata la campionessa incontrastata.La crisi che stiamo vivendo non è dovuta ad un eccesso di giochi finanziari, come dici, ma al crollo di un sistema economico di cui hanno fatto parte anche il tuo caro “ora marxista” Tremonti e la tua cara liberista Thatcher.
Facci capire chi sei. E’ troppo facile ,oggi,schierarsi contro la sinistra perfettamente a suo agio con le persone schifosamente ricche e attaccare,ieri, la stessa sinistra perchè contraria alle persone schifosamente ricche.
I RICCHI (i famosi della cruna dell’ago) vorrebbero lavarsi l’anima con le elemosine.
INVECE SI DEVE AVERE RISPETTO DEI BISOGNI E DELLA DIGNITA’ UMANA.
GESÙ PARLAVA DEL PROSSIMO, MARX PARLAVA DI PROLETARIO.
Bisogna smascherare le sanguisughe e tutti quelli che pretendono di essere più uguali degli altri.
E’ SU QUESTO CHE SI DEVONO GIUDICARE I NOSTRI CAMPIONI POLITICI DI DESTRA, DI SINISTRA E DI CENTRO.
Al compagno Tremonti che parla di valori rispondo:
1. Chi ha lasciato lievitare i prezzi, buttando nel lastrico milioni di lavoratori, disoccupati e pensionati.
2. NON VOGLIAMO AUMENTI DI SALARIO MA IL RIPRISTINO DEL SUO VALORE REALE.
3. Chi ha distrutto la FAMIGLIA se non quelli che hanno creato i precari?
4. Chi ha permesso la COLONIZZAZIONE CULTURALE americana, distruggendo le nostre identità?
“Ordine, autorità e responsabilità” LE ODIO sono le parole d’ordine del DUX.
Federalismo è sinonimo di egoismo.
Cari signori è possibile che dopo migliaia di anni di storia succedono sempre gli stessi casini, colpa di chi ha attuato una teoria invece di un’altra, colpa di un pensiero attuato invece di un altro e così via…….! Secondo il mio modesto parere in qualsiasi campo ciò che conta sono le giuste regole scritte ma rispettate, perché la causa di tutti i mali è proprio non rispettare le leggi , eppure il nostro corpo per funzionare deve rispettarle altrimenti che ne sarebbe dell’uomo se il cuore stufo di fare la propria funzione invidioso di quella dei reni cercasse di imitarli? DIO ci ha donati un cervello per ragionare ma a quanto pare più si va avanti, più si và verso la fine….! Berlusconi ha ragione solo a metà quando dice che il 50% degli italiani sono coglioni, io dico che tutti gli italiani sono coglioni .
Dai toni usati si può capire l’appartenenza a quella corrente che presume di essere portatrice sana di tutte le verità e che rovescia la realtà.
E’ la stessa storia della questione morale, sempre a dare lezioni senza guardasi in casa.
Ho sentito parlare delle politiche tacheriane, politiche che riguardarono soprattutto l’economia reale e che hanno portato progresso e un miglioramento delle condizioni sociali in quei paesi in cui sono state adottate, e che anche la sinistra ha seguito.
Forse sono migliori quei sistemi (regimi) che qualcuno rimpiange che hanno prodotto solo fame e miseria dovunque sono passati.
Sulle privatizzazioni chiedete a Prodi e compagni.
Forse negli anni novanta non eravate in Italia quando i vari governi Prodi D’alema e Comp, privatizzavano o meglio regalavano la Telecom, le Autostrade e Banche a grossi finanzieri che compravano a debito senza cacciare una lira, oppure anni prima all’IRI con la SME ecc..
Forse le politiche di Visco, Padoa Scioppa ( le tasse sono belle) con l’economia che cresceva e loro continuavano ad aumentare le tasse, erano migliori.
Quando D’alema e Fassino festeggiavano perchè c’avevano la loro Banca.
Per non parlare degli affari di oggi, mazzette e appalti truccati.
Almeno l’onestà intellettuale, che molti studiosi hanno riconosciuto a qualcuno che tra pochissimi l’aveva previsto.
La crisi è partita dall’America per un eccesso di giochi finanziari, da parte di Merchant Bank senza scrupoli e a quanto pare non coinvolge eccessivamente il nostro sistema bancario.
Sono d’accordo con la detassazione dei salari e bassi stipendi e sono sicuro che arriverà….
Meglio questo che niente (che le tasse di Prodi)..
Non hanno mai dato un lira alla povera gente anzi gli hanno dato solo tasse e adesso danno lezioni…
Il caro socialista Tremonti che si crede Karl Marx, sforna teorie di economia politica e spara contro il ’68.
Questo sessantotto bistrattato sia da destra sia da sinistra che ha fatto di male, oltre a distruggere gli ultimi liccioli feudali dando più libertà al capitalismo e ai tanti Berlusconi?
Il discorso è molto più semplice e riguarda il liberismo e l’anarchia dell’economia di mercato che a lungo andare ci porta alla rovina e porta alla rovina l’intero pianeta.
Il capitalismo può sì rinascere dalle sue ceneri come la fenice, ma sempre ai danni della maggior parte della popolazione e depredando sempre di più le risorse naturali.
La Social Card se la potevano risparmiare, è un orrore in tutti i sensi. Una politica sprecona, spendacciona, ladra cerca di ridare valore agli euro, che loro guadagnano in grande quantità e in modo improduttivo, in misura di 40 al mese!
Si vergognino, piuttosto. Che abolissero le provincie, le comodità montane e il numero dei parlamentari, piuttosto.
Caro Paolo B. ci manca solo la riscoperta della lotta di classe e poi abbiamo trovato il leader del partito comunista italiano, anzi europeo, anzi mondiale, forse intergalattico.
Bravo Paolo ! Ora rispondo a Paolo B. il quale dice che “ci sono teorie economiche che sotengono..etc,etc.”
Questa è la cosiddetta “Supply side economy” (Paolè scusami per l’inglese ma quand c’ vò c’ vò !) di reganiana e thacheriana memoria e di cui la destra berlusconiana si è fatta paladina per circa 20 anni solo per motivi propagandistici ed elettorali, nonostante il suo fallimento e di cui paghiamo lo scotto anche con questa crisi.
Paolo B. ci propone una versione all’amatriciana della Curva di Laffer affermando che la crisi dei consumi va risolta con i 40 euro elargiti ai redditi fino a 6.000 euro. Questa è una fascia di reddito che continuerà a consumare come prima (e forse anche meno di prima). ….E basta con questa storia ..che è meglio questo che niente!
Le teorie economiche serie ci dicono che le crisi di consumo vanno risolte con la detassazione dei redditi da lavoro molto superiori a quelli dei poveri pensionati. Purtroppo l’incompetenza e la paculaggine di questo governo non ci fa ben sperare.
Suggerico a tutti la lettura di questo libro:
” La paura e la speranza”
Europa: La crisi globale che si avvicina e la via per superarla.
di Giulio Tremonti
finito di stampare nel marzo 2008.
Copertina:
” Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. In un mondo rovesciato, oggi il superfluo costa meno del necessario. Vai a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l’età dell’oro, non è così.Sale il costo della vita, dal pane alle bollette;i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie; stiamo consumando le risorse del pianeta; e dal mondo non vengono segnali di pace.
Giulio Tremonti ha da tempo compreso ciò che sta emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro, fatto di disoccupazione e bassi salari, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l’Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono sia i numeri della popolazione, sia i numeri della produzione. Tremonti racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le SPIETATE dinamiche della finanza internazionale, delineando i contorni della crisi globale di cui ogni giorno vediamo singoli episodi. Ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento e vincere la paura. La pianta della speranza non può nascere solo sul terreno dell’economia, ma su quello della morale e dei principi. Si tratta di rifondare la politica europea a partire da sette parole d’ordine: valori, famiglia e identità; autorità; ordine; responsabilità; federalismo. E in tutti questi campi bisogna ritornare alle radici dell’identità europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria rispetto al ’68 e ai suoi errori.
Questo libro è il ,manuale di montaggio della fortezza Europa contro l’attacco dell’Asia e contro la tempesta, sempre più violenta, che sta arrivando dalla globalizzazione.”
Qualcuno l’aveva previsto…….
Di tanti da chiamare in causa………
Chiamando le cose in inglese si pensa che acquistino dignità. Perchè una cosa destinata a persone italiane, deve essere chiamata in Inglese?
Semplicemente perchè se chiamata in italiano avrebbe ricordato le tessere annonarie, oppure il famoso CAROPANE, distribuito nei comuni da un famoso ente, l’ECA. Vi ricordate? Le liste dei poveri.
Ma in Italia non ci sono poveri, va tutto bene, ci sono persone (quante?) che avranno la social card, che fa pensare ad una mastercard, carta si. No caropane. Invece si tratta proprio di poveri, ma poveri poveri, almeno da quanto stabilito per l’accesso al CAROPANE, in inglese EXPENSIVE BREAD CARD. Suona meglio? America me senti? (diceva Sordi in un famoso film).
Condizioni per l’accesso alla card dal Sole24ore:
1) Ultra 65enne con reddito al di sotto di 6000 euro (non si capisce se lordi o nertti). 6000:13= 461 euro mensili. Il Pensionato deve essere single perchè se la moglie ha, anche lei, 461 euro sono fuori. Chi ha la minima dell’INPS è fuori.
2) Oltre la prima casa, il patrimonio immobiliare non può superare i 15.000 euro. Quindi se il pensionato single e non vedovo, avrebbe la reversibilità del coniuge, ha la sfiga di avere un orto vicino casa, è fuori.
3) Famiglie con lo stesso limite di reddito ma non di età se con figli minori di tre anni. (Non riuscendo ad abolire la menopausa hanno tolto il limite di età). In 3 con € 461 al mese. Ci si riferisce a famiglie che sopravvivono, praticando l’ascetismo in caverne, mangiando radici e bacche. Pensate a quanto si paga solo di tasse comunali, luce, gas etc.
Le stime del Sole24ore parlano di decine di migliaia e non di milioni di persone. E meno male.
Dulcis in fundo, la famosa card potrà essere utilizzata solo in centri di distribuzione che, guarda caso, indicherà il Governo.
Chiedo a Tremonti: e la libertà di mercato dove è finita? la deregulation? la globalizzazione? Il mercato che si autoregolamenta? Siete diventati Keynesiani? (Per i non addetti ai lavori Keynes sostiene cose completamente diverse da quelle sostenute fino ad ora dal centrodestra in materia economica)
Come si dice? Chi s’accontenta GODE! E gli altri si arricchiscono sempre di più.
Il ragionamento andrebbe fatto a 360 gradi sull’inflazione, sugli stipendi,su tutto il welfare allora.
Qui si parla di una iniziativa che
è stata finanziata con la tassazione ai petrolieri e con finanziamenti di due grandi società energetiche italiane, quindi con un sistema innovativo e solidale di ridistribuzione, tra chi aveva guadagnato troppo facendo extraprofitti e chi ha poco.
40 euro saranno pochi, a qualcuno fanno schifo, ma il bilancio dello stato è quello e non se la passa bene.
La situazione attuale, sembra che ci sia una crisi economica molto dura che sta mettendo in discussione molti cardini delle politiche economiche e soprattutto finanziarie che sono state adottate negli ultimi anni, richiede delle politiche straordinarie.
Tra il benaltrismo e il realismo scelgo il secondo.
P.S La card ha un costo di produzione di 50 centesimi a pezzo.
ANCORA C’è gente che si lascia abbindolare dal valore nominale della cartamoneta (un feticcio) e non considera il VALORE REALE, cioè quello che effettivamente ci puoi comprare quando vai al supermercato.
Tutto può far comodo PaoloB, ma bisogna farsi restituire il maltorto e non accontentarsi dell’elemosina.
Ormai siamo talmente sommersi e ubriacati in questa società di mercato, che perdiamo i lumi della ragione.
una cretinata mostruosa!!
40 euro al mese non servono proprio a niente!!
i milioni di euro che sono stati spesi per la produzione della card e che si spenderanno per il mantenimento della stessa potevano essere usati in modo più costruttivo e intelligente per risollevare l’economia italiana, questo ci si aspetterebbe da un governo che vuol governare seriamente e risolvere i problemi dei cittadini!
come al solito è stata un’ottima campagna pubblicitaria.
40 euro possono essere poche ma per persone a basso reddito fanno comunque comodo. La scelta della tessera è stata fatta perchè nella precedente esperienza di governo fu fatta una riduzione fiscale alle fasce più basse con l’intento di incentivare i consumi ma questo non comportò un aumento dei consumi ma dei risparmi ecco perchè si chiama carta acquisti è un sistema usato in altri paesi per sostenere gli acquisti della gente a basso reddito.
Ci sono teorie economiche che sostengono che una riduzione fiscale su alcune fasce può essere a costo zero perchè comporta un maggor gettito di IVA oltre all’effetto moltiplicatore sugli investimenti.
caro governo italiano, gestito da persone umane,con tante difficolta’ke abbiamo in italia,tra la crisi,ela burocrazia di diritti negati,ci mankava,per completare il caos LA SOCIA CARD tanto dekantata,,,ma veramente si vuole offendere l”intelligenza dell’onesto cittadino italiano….andare ankora nella complicazione,ma percke’ non si dava realmente,sulla penzione stu misero aumento,e’ ci sarebbe stato un risparmio….secondome’ il popolo deve leggersi bene LA CASTA….oltre i problemi meschini che ogni cittadino vive tutti i giorni,nel comune di cui si risiede…..bella trasparenza,bei servizi…..se’ il popolo italiano non si sveglia,e’ si fa’ ingannare da elemosine,vedi la tessera del dopo guerra,,siamo kuasi alla fine…..mi auguro,spero che il S. Natale,faccia riflettere le coscienze dei nostri amministratori parlamentari…l’italia va male,i disoccupati aumentano giorno per giorno,,le aziende kiudono……sta tessera come puo’ rilanciare economia…………speriamo in un 2009..kon speranze,ke kualkosa kambi….auguri…
NON SI VERGOGNANO!
Siamo tornati alle tessere annonarie del dopoguerra.
Prima hanno permesso un furto gigantesco del valore reale di salari, stipendi e pensioni e poi FANNO LA L’MOS’NA agli’ c’cat’.
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