Atina, Silvio Mancini sulla questione del 118.
Questione del 118. Interviene sulla vicenda il presidente del consiglio comunale Silvio Mancini, a cui abbiamo rivolto alcune domande.
Presidente, addirittura una convocazione straordinaria del consiglio, come mai?
“Beh, vede, il miope atteggiamento della Dirigenza Sanitaria Provinciale e Regionale, la strumentalizzazione artatamente messa in scena e finalizzata alla definitiva spoliazione degli ultimi baluardi di servizi sanitari essenziali, a questo punto, non possono e non devono oltremodo essere tollerati.
Nessuno avrebbe mai pensato di veder ancora attentare alla nostra locale struttura sanitaria, oramai sventrata e declassificata: nessuno avrebbe immaginato che l’ultimo presidio concreto ed efficiente sul territorio, il pronto intervento per l’emergenza sanitaria (più noto come 118) sarebbe stato a rischio di essere sradicato da Atina, e, per di più, con metodi al limite della legalità; se non oltre i limiti della legalità.”
Parole molto dure, le sue.
“Per forza. Anche per chi non ha vissuto in prima linea la vita amministrativa e politica della città, la sensazione, l’atmosfera che in questi giorni hanno pervaso la nostra quotidianità di amministratori è stata di assoluto rifiuto.
Un fatto è comunque certo: ci troviamo di fronte ad un tentativo maldestro, inferto con metodi non consoni a questo territorio.
Il nostro paese è ora chiamato a una solidarietà più stretta con tutti gli altri paesi valligiani perché si sta mettendo in atto una violazione del diritto fondamentale alla salute.
Adesso bisogna cambiare il passo. Adesso, come non mai, occorre un chiaro, fermo e deciso atteggiamento di tutela e salvaguardia dei valori che sono alla base della convivenza civile.”
Cosa farete, dunque?
“Il tentativo di estirpare prima da Atina e poi, forse anche dalla Valle, il servizio di emergenza sanitaria, deve avere una risposta, che non può essere affidata solo ad una ritorsione contro i colpevoli, ma deve vedere una forte e vigorosa ripresa del dialogo politico ed amministrativo a livello provinciale e regionale, volto soprattutto a risolvere il nodo della Sanità nei territori montani.Siamo costretti, per avere voce, a fare questo.”
Bene, e dal consiglio cosa è emerso di pratico per risolvere la situazione?
“ In primo luogo sul Servizio 118 ed in secondo luogo per il ripristino di un servizio sanitario adeguato e funzionale abbiamo deciso di chiedere ostinatamente, ancora, di rispettare gli impegni assunti con il territorio, le dichiarazioni fatte, le regole e gli atti istituzionali: in parole semplici: si dia corso al piano aziendale e con esso al distretto montano.
In un territorio dove abitano oltre 20.000 abitanti che quasi raddoppiano nei periodi estivi, un presidio sanitario dotato di mezzi e risorse in grado di gestire un soccorso efficiente è vitale!
In un paese, con una politica normale, il vecchio presidio ospedaliero che tutti noi ricordiamo, sarebbe stato un fiore all’occhiello, da valorizzare e garantire, così come hanno fatto, in passato, tanti nostri illustri concittadini ed amministratori. Non è questo il momento di ricordare né di scaricare le responsabilità, che hanno provocato, esclusivamente, la distruzione di uno straordinario patrimonio di uomini e di mezzi.
Troppo spesso si è accettato in silenzio il depotenziamento prima e lo smantellamento poi, dei servizi ospedalieri, ma ora, se stessimo zitti, soprattutto noi chiamati ad amministrare il territorio, saremmo dei semplici “occupanti abusivi” di questa sala, incapaci di difendere il bene pubblico.”
via CiociariaOggi


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1. gabriella - 28 dicembre 2008 - 20:46
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,Aprezzo le parole di Silvio Mancini nel difendere o tentare di difendere quel poco che è rimasto del presidio sanitario in Atina centro ma non mi è chiaro quali sarebbero gli atti da compiere per questa difesa. Cioè cosa, prima lui come Presidende del Consiglio comunale e poi noi come cittadini possiamo fare c o n c r e t a m e n t e. Le parole volano.
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