Atina, Chiude la postazione di primo soccorso.
Un altro pezzo del glorioso ospedale della Croce di Atina lascia la sua decennale postazione per essere trasferito altrove. Stavolta tocca al posto di primo soccorso dotato di autoambulanza che aveva il suo punto d’appoggio proprio presso l’ormai ex ospedale situato nel centro storico del paese. Entro le 24 di ieri venerdì il comune di Atina doveva provvedere a sistemare diversamente i locali del punto di primo soccorso. Tutto ciò in virtù di una disposizione della procura che riteneva i locali dell’ex ospedale privi delle necessarie norme di sicurezza. Per tutta la giornata di ieri l’amministrazione del sindaco Lancia ha cercato di trovare i locali all’altezza della situazione creatasi.
Dapprima si pensava ai locali della delegazione comunale di piazza Volsci a Ponte Melfa, ma ci si accorgeva che lì mancava una normale dotazione di bagni. Poi si è pensato all’edificio che ospitava l’ex scuola elementare della contrada di Settignano. Ma ciò non toglie che l’ennesima spoliazione delle strutture sanitarie ubicate nel centro storico di Atina sono state delocate nel silenzio delle autorità, e trattata come una faccenda clandestina. Il 2008 verrà ricordata dalla sanità della Valcomino come uno degli anni peggiori, tutto ascrivibile a ben precise determinazioni, riconducibili a personaggi politici che delle vacue promesse e degli impegni stracciati ha fatto il suo modo di governare.
via Il Tempo
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1. linnominato - 10 gennaio 2009 - 15:43
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2. linnominato - 29 dicembre 2008 - 20:11
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3. ivan filippo tavolieri - 29 dicembre 2008 - 17:46
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4. avv. - 24 dicembre 2008 - 15:09
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5. linnominato - 24 dicembre 2008 - 10:21
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6. ivan filippo tavolieri - 24 dicembre 2008 - 00:15
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7. Iv@n@ - 23 dicembre 2008 - 22:18
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8. italo - 23 dicembre 2008 - 19:39
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9. linnominato - 23 dicembre 2008 - 18:44
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10. Paolo B. - 23 dicembre 2008 - 11:36
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11. ivan filippo tavolieri - 23 dicembre 2008 - 10:12
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,Ivan, aspetto una tua risposta alla mia richiesta fatta il 29 dicembre, perchè non mi dai delle spiegazioni e vai a commentare altri articoli?
Caro Ivan, a verifica della tua dichiarata trasparenza e indipendenza vantata su questo blog qualche mese fa, ti chiedo il significato che dai alla frase :
” inizialmente movente politico”.
Ovviamente ammetti nel tuo contributo che é stata effettuata una scelta politica, quindi:
qual’è stata questa scelta e chi l’ha condivisa?
Questa domanda mi viene spontanea avendo letto sul giornale la dichiarazione del vostro assessore
alle politiche sociali che ammetteva di essere all’oscuro di tutto.
Aspetto a breve la tua risposta. Grazie.
caro avv. devo darti ragione solo in parte, inizialmente il movente politico ha disposto un’altra dislocazione alla ludoteca, probabilmente sottovalutando gli effetti che ciò avrebbe causato con ricadute piuttosto negative su coloro che ne usufruivano.
tutta questa situazione però ha fatto emergere una serie di problematiche anche strutturali, dei luoghi dove la stessa ludoteca doveva svolgersi o si svolgeva prima, per cui ora stiamo in attesa di alcune sistemazioni burocratiche e cartacee che permettono a tutti di stae tranquilli!
insomma, ancora un po’ di pazienza
“non mi pare sia corretto quello che dici, intanto la ludoteca non la tolta di sicuro il comune”… Sarà un intervento fuori tema, ma permettimi di dirti caro Ivan (visto che conosco approfonditamente la situazione e potremmo parlaren per ore) che le colpe della chiusura della Ludoteca appartengono al 200% solo ed esclusivamente al Comune e a tutti gli amministratori che lo rappresentano, in particolare quelli del Centro Storico che nulla hanno fatto in merito, anzi….. E’ stato letteralmente distrutto ed annientato uno dei pochi servizi GRATUITI, RIBADISCO GRATUITI PER LA FAMIGLIE, che funzionava alla perfezione e CHE AL COMUNE NON COSTAVA ASSOLUTAMENTE NULLA, RIBADISCO COSTO ZERO. Buon Natale a tutti
Ivan, la colpa non so di chi sia, certo non della casalinga, dell’operaio o del “semplice” elettore.
Il fatto è che il servizio non c’è più e chi comanda è assente o impotente, fai tu.
Auguri.
forse chi di voi a centrato un po’ di più l’obbiettivo è proprio paolo!
intanto ti preciso che i trenta giorni ancora non sono scaduti ma se non saglio scadono intorno verso fine gennaio,
ma la nostra preoccupazione è proprio quella che l’ASL o la Regione voglia liberare quei locali per chissà quale altro progetto, ad esempio vendere il bene immobile per fare cassa.
è proprio quello che vorremmo sapere anche noi cittadini.
un’altro punto su cui lavorare è sapere perchè l’ASL di Fr non accoglie il 118 nei locali dell’ospedale nuovo, accorpando cpme dice italo i servizi.
credo inoltre che sia obbligo del comune far si che un servizio di pubblica utilità quale il 118 rimanga ad Atina e quindi il comune stesso debba seguire la vicenda in prima persona, mobilitando anche la popolazione qualora sia necessario, oppure soltanto rendendosi disponibile a concedere in uso dei locali di proprietà.
linnominato dice:
“in sei mesi al Centro Storico di Atina sono venuti a mancare: Ludoteca e Pronto Soccorso, due servizi sociali a servizio del cittadino”
non mi pare sia corretto quello che dici, intanto la ludoteca non la tolta di sicuro il comune e poi il pronto soccorso sono gia svariati anni che non si trova più al Centro Storico…mi piadrebbe sapere dove vuoi arrivare con queste affermazioni tanto polemiche ma poco costruttive!!!
Io posso solo dire che, non più di due mesi fa, una persona a me cara ha dovuto recarsi nel suddetto centro di primo soccorso dove non è stato possibile (a detta della dottoressa di turno) praticare una iniezione in quanto mancava il disinfettante!!!!
Allora, mentre mi recavo a Sora, mi chiesi: ” Ma che senso ha tenerlo ancora aperto?”
Ora mi chiedo, possibile che nessuno sapesse prima d’ora in che condizioni versa quella struttura? E’ logico, era logico già da prima, che andavano fatti i dovuti adeguamenti!
Mi trovo in accordo con Italo, perchè non riunire tutti i servizi in un unica struttura?
Non ho approfondito bene la questione e rischio di dire cazzate.
Mi ricordo delle lotte per far restare l’spedale nel centro storico, ma adesso che è stato spostato a Guazzoli, non è meglio riunire tutti i servizi in un unico edificio?
Non ho capito, rispondendo ad Ivan, perché si va in cerca di locali per le contrade.
Se il servizio può funzionare autonomamente, perché non si usano altri locali pubblici del centro storico. Per esempio il convento dei francescani?
Ragazzi miei, io penso che si sapeva già da tempo che l’attuale postazione dell’ares 118 non era idonea e che si sarebbe dovuto provvedere a trovare un’ altra sistemazione, o questa notizia è arrivata come ” fulmine a ciel sereno”?
Altra domanda. Chi doveva preoccuparsi di non far perdere ( spero di no) ai cittadini e alla città un così prezioso servizio e non arrivare a questo punto?
In questi casi l’amministratore fa la differenza, intervenendo anticipatamente e risolvendo il caso in tempo, evitando disastri o consigli d’urgenza.
In sei mesi al Centro Storico di Atina sono venuti a mancare: Ludoteca e Pronto Soccorso, due servizi sociali a servizio del cittadino.
Il vecchio progetto, dopo due amministrazioni Cerri,
di “annientamento del Centro Storico” è attivo; e se in un semestre hanno prodotto questo danno, figuriamoci cosa succederà fino alla fine.
Di nuovo, di cuore a Voi atinati, buona fortuna.
Non si è capito se i trenta giorni sono scaduti e per questo si è convocato un consiglio straordinario o c’è ancora qualche giorno.
Se i locali dell’ex ospedale Santa Croce dove si trova attualmente in affitto la postazione ARES sono di propietà dell’Asl non spetta a questa l’adeguamento alle normative?
Ultimamente la Regione Lazio ha proceduto all’acquisizione di unita’immobiliari e terreni che appartenevano alla comunione delle Asl del Lazio per permettere alle casse regionali di ottenere introiti considerevoli. Forse anche qui, si tratta di uno sfratto funzionale all’acquisizione dell’immobile dell’ ex ospedale perchè bisogna fare cassa.
Molte postazioni l’ARES le sta ristrutturando e adeguando alle normative con propri fondi o della regione e perchè non lo fa anche ad Atina?
Sarebbe bene coinvolgere i cittadini per difendere la postazione di primo soccorso alzando la voce con l’Asl di Frosinone o con la Regione.
è bene fare informazione ma quando questa sia oculata e reale, quando invece, pur di fare notizia, si trascendono particolari strumentalizzando politicamente fatti che, come in questo caso sono anche importanti, allora non si fa informazione, ma si pensa di fare politica.
forse prima di scrivere articoli che riguardano argomenti importanti, e come nel caso del 118, di pubblica utilità, occorre quanto meno chiamare il primo cittadino del propiro paese e chiedere delucidazioni in merito.
intanto occorre precisare che il Comune di Atina non è stato intimato da nessuno a cercare entro 24 ore una postazione più idonea al 118.
il Comune di Atina invece si è messo a disposizione dell’Ares 118 per trovare una postazione, sempre nel territorio comunale, più consona a quelle che sono le caratteristiche previste dalla legge 626 in materia di sicurezza sul lavoro e sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, luoghi che devono rispondere a specifici parametri strutturali e, come in questo caso anche logistici.
per tanto il sindaco Lancia e altri membri dell’amministrazione, si sono messi a disposizioni dei dirigendi dell’Ares per trovare un posto idoneo ad accogliere la postazione che attualmente è localizata nei locali dell’ex ospedale Santa Croce di Atina ma che, per precise disposizioni prescritte a seguito di sopralluogo da parte di organismi preposti al rispetto delle norme di sicurezza sui posti di lavoro, non vengono considerati più idonei allo stazionamento di personale medico e paramendico(in base ai contratti di lavoro) per cui nell’arco di trenta giorni occorre porre rimedio al problema.
come?
o adeguando la vecchia struttura, cosa praticamente impossibile visto le caratteristiche strutturali in cui si trova attualmente quella struttura, oppure trovare una location nuova, che in un mese possa essere messa a norma e che risponda a caratteristiche precise ai fini della sicurezza e della vivibilità nei luoghi di lavoro.
si è pensato in un primo momento all’ex scuola di Settignano(che è stata visitata), ai locali sottostanti gli uffici comunali di piazza Volsci (che sono stati visitati) e per ultimo ad alcuni locali presenti nella nuova struttura ospedaliera di Atina.
domani 24 dicembre nella seduta straordinaria del consiglio comunale si cercherà di discutere appunto su questa situazione, imminente ed importante, cercando così di determinazioni utinele e risolutive,permettendo all’ares 118 di restare ad atina e soprattutto di continuare a garantire un servizio di prima necessita su territorio Valligiano.
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