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Coldiretti, allarme tubercolosi bufalina.

In merito all’allarme tubercolosi bufalina l’assessore provinciale all’agricoltura Fabio Celletti ed direttore della Coldiretti di Frosinone, Gianni Lisi, impegnati in una riunione fuori provincia e raggiunti telefonicamente, hanno dichiarato che non è utile creare allarmismo e che quanto accaduto dimostra ancora una volta l’efficienza dell’Asl e dei controlli nella nostra provincia anche se, ovviamente sono dispiaciuti per la perdita che l’allevamento interessato sembra dovrà subire. “La serietà del servizio veterinario della nostra provincia – ha commentato Celletti – rappresenta una garanzia per gli imprenditori agricoli e per i consumatori. Quest’ultimi devono comprendere bene la situazione che va e deve essere letta senza alcuna strumentalizzazione. Pur comprendendo bene le difficoltà dell’impresa coinvolta, alla quale esprimiamo solidarietà e manifestiamo la nostra disponibilità per qualsiasi necessità – hanno detto Celletti e Lisi – occorre fare chiarezza nella comunicazione di un evento che è circoscritto e che è tenuto sotto controllo. La sicurezza alimentare – ha aggiunto Lisi – rappresenta per la nostra organizzazione uno degli asset dove da anni si poggiamo le nostre progettualità. Ovviamente in questo caso, una volta che la situazione sarà chiara e delineata, si dovrà decidere il da farsi, fermo restando che, grazie alla solerzia dei controlli e alla abnegazione di quanti ogni giorno garantiscono i percorsi di salubrità dei prodotti da portare poi alla vendita, mi sento di tranquillizzare l’opinione pubblica. Torno a chiedere attenzione per la scarsa redditività degli allevamenti da latte bufalino che come problema deve trovare spazio sui media per individuare una strategia che in sinergia possa permettere al comparto di affermarsi senza dover registrare crisi profonde. Dobbiamo stigmatizzare atteggiamenti dei titolari di alcuni stabilimenti che non assecondano le richieste dei produttori che vedono disattesi gli impegni assunti con ripercussioni negative per i propri redditi che potrebbero mettere in ginocchio il settore. Le malattie come la tubercolosi, purtroppo, non sono certo prevedibili ma, in virtù dell’azione di controllo e prevenzione si possono contrastare con gli strumenti più idonei mentre su questi problemi il più delle volte non si trova spazio sui media e volontà comune per delle soluzioni. Resta – hanno concluso Celletti e Lisi – importante comunque per il settore concretizzare un percorso virtuoso utile a delineare le azioni di tutela per le imprese bufaline ciociare che possono contare di produzioni certe e di verifiche scrupolose circa la provenienza del prodotto.

via Coldiretti



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