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Fiat Cassino, a dicembre si lavorerà solo 7 giorni.

E’ crisi profonda nella Fiat per le vendite delle auto in calo. A dicembre nello stabilimento di Cassino si lavorerà una sola settimana mentre per il resto sarà cassa integrazione per tutti i lavoratori. Tutta colpa della recessione economica che sta facendo calare i consumi a partire da quelli di prima necessità e che pertanto si sta riversando in maniera pericolosa anche nel settore metalmeccanico. Ieri la Fiat ha annunciato ai sindacati il calendario della cig fino a fine anno per alcuni dei suoi impianti. Il provvedimento coinvolge anche la Mi.To a Mirafiori per una settimana, l’ultima di novembre. Mirafiori ferma i lavori anche la prima settimana di dicembre (esclusa la Mi.To) e dal 22 dicembre all’11 gennaio 2009. Cassino a dicembre lavorerà solo nella settimana dal 15 al 19, per fermarsi dall’1 al 14 e dal 22 dicembre all’11 gennaio. Per Pomigliano la cassa integrazione andrà dall’8 dicembre all’11 gennaio. Il calendario della cig prevista per Termini e Melfi sarà reso noto lunedì prossimo. E’ la prima volta che nello stabilimento cassinate la produzione viene bloccata per un periodo così lungo. Si fermeranno le linee della Croma, della Bravo e della Delta. Preoccupazione tra i lavoratori e i sindacati per questa crisi che coinvolge quasi tutti i settori. «Ormai si naviga a vista – avverte Mario Spigola, segretario provinciale della Fim-Cisl – perché non sappiamo più quanto potrà durare questa recessione. Secondo gli economisti ci vorranno ancora altri sei mesi. E in questo periodo le aziende e di conseguenza i lavoratori rimangono in allarme. La Fiat, comunque, dovrebbe conservare il piano industriale che prevede altri investimenti su Cassino e la produzione dell’Alfa 149 per il 2009. Sul futuro rimaniamo fiduciosi»
Intanto, all’indomani dell’annuncio della proclamazione dello sciopero generale provinciale del 28 novembre da parte di Cgil, Cisl e Uil, il segretario provinciale Cgil, Domenico De Santis, ha sottolineato i rischi della mancanza di fondi per la Cigs in deroga. «Da settembre a oggi il ricorso alla Cig e alla mobilità in Ciociaria è aumentato del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo vuol dire rischio di perdere il posto di lavoro per circa 5000 operai» ha esordito De Santis. «Nella nostra Provincia il 95% delle aziende ha meno di 15 dipendenti. Le piccole aziende possono ottene la Cig solo per deroga. Ora c’è il problema che i fondi per la Deroga sono quasi terminati per cui altri posti di lavoro sono a rischio. I settori che preoccupano di più sono il commercio e l’artigianato». Un altro problema che sta riguardando le aziende ciociare è quello della questione del credito. «Le banche in crisi stanno richiedendo i crediti agli imprenditori che non riescono più a restituire il prestito. In molti stanno finendo in ginocchio. Bisogna assolutamente fare qualcosa ad iniziare dal sostegno al credito inserendo la Ciociaria nella zona “cuscinetto” che può permettere aiuti governativi». Poi c’è il problema degli interinali, arrivati ormai a 2500.

via Il Messaggero



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