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Ciociaria, disoccupazione in salita.

«La crisi sta investendo soprattutto il manifatturiero e le filiere». spiega il segretario della Cisl, Pietro Maceroni. «Ma negli ultimi tempi la crisi sta investendo anche il settore chimico e in particolare quello farmaceutico che fino a qualche anno fa era il nostro fiore all’occhiello. Complessivamente entro un anno la ciociaria potrebbe avere ben 5.000 lavoratori a rischio Cigs o Mobilità. Viviamo con ben 16.000 lavoratori precari, mentre la percentuale di disoccupazione delle donne è del 35,1%”. Secondo i dati in possesso del sindacato, c’è un tasso di povertà relativo pari al 9%, mentre su 116.000 pensionati, oltre 21.000 vivono con una pensione fino a 250 euro, 54.000 arrivano a 500 euro mensili e 22.000 a 750 euro al mese. Il Pil per quanto riguarda il terziario negli ultimi due anni è diminuito del 20%, il chimico del 15,8, mentre il metalmeccanico va un po’ meglio».
Tra i problemi che attanagliano la Ciociaria Maceroni non dimentica la sanità. «Abbiamo solo 2,4 posti letto ogni 1000 abitanti- una vergogna- in più le liste d’attesa sono lunghissime e ben 400 lavoratori del settore rischiano il posto. Per questo mercoledì dalle ore 9 saremo davanti alla Asl per uno sciopero».
«Non vedo fattori positivi, purtroppo – incalza il leader Cisl – basti pensare che le richieste per nuovi insediamenti produttivi sono ben 100, ma con possibilità di assumere al massimo 400 persone, una miseria. Mancano le infrastrutture e politiche industriali e turistiche vere».
Cosa pensate di fare per uscire da questa crisi? «Innanzitutto chiederemo una task force governativa nella quale il Governo con i rappresentanti locali trovino insieme soluzioni. Chiederemo lo stato di crisi proponendo il modello irlandese ovvero vantaggi fiscali e defiscalizzare gli utili delle imprese fino al 20-25%. Dobbiamo creare le condizioni perché sia conveniente investire in ciociaria”. Tra le aziende in crisi soprattutto la Videocon. “Gran parte dello sciopero generale sarà incentrato su questa vertenza. E’ assurdo che malgrado tante promesse ed iniziative non siamo ancora stati convocati dal Governo».

via Il Messaggero



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