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Università in Ciociaria, la protesta ora dilaga.

Anche le facoltà di Economia e Giurisprudenza, e gli studenti del corso di laurea in Scienze della Comunicazione di Sora, si sono riuniti nella giornata di ieri in assemblea per decidere le iniziative da mettere in cantiere per protestare contro i tagli imposti alle università italiane dalla legge Finanziaria approvata dal governo Berlusconi. Ieri pomeriggio, nell’aula magna della Facoltà di Legge, un paio di centinaia di persone fra studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, al termine dell’incontro, convocato dai componenti del Senato studentesco, hanno deciso sul da farsi. Subito una manifestazione per le vie della città di Cassino (che si terrà con molta probabilità all’inizio della prossima settimana, cercando di coinvolgere anche gli istituti superiori), partecipazione in massa al corteo del 14 novembre che si terrà a Roma e, da lunedì mattina, lezioni all’aperto. Ad Economia e Giurisprudenza, a differenza della Facoltà di Ingegneria, riunitasi l’altro ieri in assemblea, non si è parlato di alcuna forma di occupazione della struttura universitaria di via Folcara. In molti si sono pronunciati dichiarandosi non favorevoli al blocco della didattica, occupando. Diversi sono stati i contributi e le proposte di studenti e docenti che hanno discusso democraticamente in aula per quasi tutto il pomeriggio di ieri. Qualche intervento, però, è andato decisamente fuori binario. In assemblea ci si era riuniti per parlare della Legge 133 e dei danni che la stessa arrecherà alle accademie italiane. Va ricordato che la Finanziaria taglierà agli Atenei, per i prossimi cinque anni, finanziamenti per circa un miliardo e mezzo di euro. Ad infastidire la popolazione accademica riunita in assemblea è stato l’intervento di Niki Dragonetti. L’ex universitario cassinate, giovane espone politico di centrodestra, a metà riunione ha preso la parola e, in rappresentanza di un gruppo di studenti, ha iniziato a lanciare strali polemici contro i vertici dell’Università, responsabili, a suo dire, “di una serie di sperperi fatti in questi ultimi anni nella gestione dell’Ateneo di Cassino”. Il suo intervento è stato ricoperto dai fischi e dalle urla di quasi tutte le persone che si trovavano in aula in quel momento.
A Sora in agitazione la facoltà di Scienze della Comunicazione in agitazione. Megafono alla mano ieri un nutrito gruppo di universitari ha dimostrato pacificamente fuori la sede del Polo didattico di Sora. In via Napoli sotto i portici della sede distaccata dell’ateneo di Cassino gli studenti hanno fatto volantinaggio («L’università a Sora è una risorsa soprattutto per i sorani, difendetela insieme a noi»), raccolto firme, scritto striscioni (“1 legge 3menda che ci fa 3mare” e “No alla prostituzione del sapere”). Poi alle 13.30 la lezione all’aperto della professoressa Fiorenza Taricone. «Questa legge – ha detto la docente di Storia delle Dottrine Politiche – è contro di voi, contro i giovani, contro il vostro futuro». Il timore che il Polo didattico di Sora chiuda in seguito all’attuazione dei tagli da parte delle università è palpabile tra i manifestanti. «I primi tagli che effettuerà l’Università di Cassino graveranno sul corso di laurea in Scienze della comunicazione. Qui non parliamo solo della scomparsa del corso ma della soppressione delle sede di Sora, cosa che porterà un grave danno economico alla città», racconta uno studente di Sora. Vicino a lui l’universitario Alan De Biasio, laureando di Teano (Caserta) domiciliato a Sora da tre anni, conclude: “Manifesteremo ad oltranza senza violenza con lezioni all’aperto sino a quando non modificheranno la legge».

Venti di rivolta anche all’Università a Sora. La facoltà di Scienze della comunicazione, infatti, scende in campo contro la legge 133 del 6 agosto 2008, legge che dovrebbe portare l’attuazione di vari tagli di spesa negli atenei italiani. Gli studenti del polo didattico di Sora, sede distaccata dell’Università di Cassino, hanno distribuito in giro per la città un volantino in cui spiegano il loro dissenso nei confronti della legge e le preoccupazioni per i danni che potrebbe arrecare ai loro concittadini. Il comunicato afferma che «…uno dei primi tagli che molto probabilmente effettuerà l’Università degli studi di Cassino graverà sul corso di Laurea in Scienze della comunicazione, pertanto non parliamo della scomparsa del corso, ma della soppressione della sede di Sora, che porterà ingenti danni economici alla città. Sappiate tutti che se chiudono fisicamente la nostra sede chi ci rimetterà non saremo solo noi studenti, ma saranno anche i titolari degli esercizi comerciali, i proprietari delle case affittate agli universitari ed in ultima analisi le famiglie, che dovranno sobbarcarsi costi più ingenti per mandare i figli a studiare a Cassino o in altre località più lontane…».
Un appello, quindi, rivolto alla cittadinanza di Sora affinchè si adoperi, nel caso venga messa in forse, per la sopravvivenza della facoltà di Scienze della comunicazione, una realtà sempre più importante per il territorio. Il pericolo non si sa quanto sia reale, poiché di passi ufficiali da parte delle autorità ancora non ce ne sono stati, ma il timore esiste e va a sommarsi al clima di protesta da parte del modo dell’istruzione nei confronti degli ultimi provvedimenti governativi. Ricordiamo che il polo didattico di Sora è attivo da circa 5 anni e che l’amministrazione comunale, dopo tante difficoltà incontrate, sta facendo costruire un nuovo palazzo degli studi nella zona adiacente l’ex Tomassi. La speranza è che non venga terminato nel momento in cui non ci sarà più una facoltà da ospitare.

via Il Messaggero



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