Atinablog

Il blog del comune di Atina.

Internet per gli Italiani è un gadget.

Il problema dell’uso di Internet in Italia potrebbe non essere il digital divide ma il culture divide. Significa che gli italiani usano Internet in modo inconsapevole. Insomma, la Rete in Italia è ancora un fine e non un mezzo. Non siamo competenti. Usiamo il computer con lo stesso approccio con cui guaradiamo la Tv, ascoltiamo la radio, un cd o leggiamo un libro stampato. Lo dice il rapporto 2008 dell’Osservatorio permanente contenuti digitali, secondo cui gli italiani che usano abitualme Internet non solo sarebbero solo il 31 per cento contro un 65 per cento ancora legato agli strumenti tecnologici tradizionali. Ma il rapporto dice che anche quelli che non sanno fare più a meno della Rete la usano in modo quasi inconsapevole. Non provano curiosità, usano lo strumento senza essere sostenuti da una cultura, né da una formazione o da uno studio. Per l’Osservatoirio questo significa che il nostro gap più che digitale potrebbe presto essere di un altro tipo, culturale. E se ora l’Italia è in coda all’Europa in quanto a sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie presto potrebbe esserlo anche in quanto all’uso dei contenuti digitali. Nell’immediato futuro, dunque, potremmo diventare una massa di Technofan.

Comunque non c’è da preoccuparsi. «Anche la popolazione più avanzata dal punto di vista tecnologico, assume però comportamenti differenti nell’utilizzo dei diversi devise e contenuti digitali disponibili – spiegano dall’Osservatorio. La Rete diventa un luogo dove si possono fare attività molto diversificate tra loro ed in grado di rispondere alle diverse esigenze di chi la utilizza». Ecco allora che Internet può essere «un valore», «un gioco» o «una community». Per gli italiani, però, vale anche un’altra distinzione, quella tra Technofan ed Eclettici.

I primi – quelli per i quali la Rete costituisce appunto «un gioco» – dice il rapporto – la usano «come svago, prediligono contenuti ludici e ralazionali, sono multitasking, usano la tecnologia più evoluta applicando la filosofia “usa e getta” e una logica strumentale». Gli Eclettici, invece – sempre a detta dell’Osservatorio – «fanno della tecnolgia un uso integrato all’interno della loro vita quotidiana, la concepiscono come uno strumento al servizio dei loro interessi, per le loro attività sociali e lavorative, e per accedere a contenuti culturali e di itrattenimento». La suddivisione, intoltre, stando alle risposte date dagli intevistati risiederebbe nel grado di cultura delle persone. «Sembra che sia la discriminante culturale a permettere e orientare verso un utilizzo attivo o passivo delle nuove tecnologie» dice il rapporto. Ecco che molto fa il «cultur divide». Due modi diversi di vedere il mondo. Se, infatti, gli eclettici hanno dichiarato: «Mi piace imparare, arricchire le mie conoscenze,» oppure «sarei disposto a fare dei sacrifici e ad avere meno comodità pur di rispettare l’ambiente» e mi sento «cittadino del mondo». I Tecnofan, hanno confessato di pensare che: «Per avere successo è meglio trovare un buon lavoro che perdere tempo a studiare» che è «giusto che in famiglia l’uomo guadagni più della donna» o: «Credo che la nostra vita sia guidata dal destino».

Quanto alla distinzione per età, invece, il rapporto evidenzia una crescita di accesso ad internet nella fascia d’età compresa tra i 35 e 54 anni «ancora minoritaria, solo il 37 per cento, rispetto alla popolazione che ha più di 55 anni ancora in forte ritardo tecnologico». In più i bambini italiani sono ancora «a dieta» di Internet e continuano a guardare la Tv o a giocare con i videogiochi più ore di quante ne passino davanti ad un pc. Per quanto riguarda la “Digital Generation”, invece, la «dieta mediatica giornaliera» è molto diverisificata. «Si affermano sempre di più i social netweork, i forum, i blog, la messagistica istantanea e il fenomeno degli user generated content».

Il vero dramma riguarda la trasmissione del sapere. Il figlio di un Technofan segue le orme dei genitori. E, il figlio di un Eclettico tende a diventare Tecnofan. Questo perché il passaparola tra coetanei, anche se in Internet, funziona. Così, dice l’inchiesta – «nonostante vi sia da parte delle famiglie una grande attenzione nella formazione dei loro figli, i ragazzi preferiscono prendere come modello di riferimento i coetanei o comunque le fasce di età a loro più vicine».

Insomma, «se questi trend dovessero essere confermati, l’Italia del domani sarà prevalentemente Technofan aprendo così scenari nuovi sia sul fronte delle nuove tecnologie, sia per l’industria dei contenuti, sia per lo sviluppo futuro del Paese» precisa il rapporto.

via l’Unità



Lascia un commento »

Trackback | RSS 2.0

nessun commento - vuoi essere il primo?

Di' la tua »





Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,
scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
Lo staff di Atinablog.it si riserva il diritto di moderare i commenti qualora questo invito non venga colto.

Ogni opinione espressa nei commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L’utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Atinablog.it ed i suoi collaboratori manlevati ed indenni da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.