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Sanità, nessuna riconversione per le cliniche private.

Come anticipato qualche settimana fa, le quattro cliniche private della provincia colpite dal decreto regionale per il rientro dal debito sanitario hanno confermato ieri, nell’incontro tenutosi ieri mattina nella sede dell’Unione industriale, il licenziamento di alcune figure professionali. Quelle cioé che «non sarebbero ricollocabili nelle stesse dopo la riconversione in quanto con competenze specifiche acquisite nel corso degli anni che in gran parte non sarebbero compatibili con i nuovi indirizzi che la Regione ha previsto per le strutture stesse». La parte privata non si limita a questo provvedimento in quanto ritiene che la richiesta della Regione di procedere alla riconversione delle strutture da ricoveri per acuti a residenze sanitarie assistenziali, hospice più acuti cliclo un giorno non può essere accolta. «Le disposizioni regionali sono irricevibili», dichiara il presidente della sezione Sanità di Confindustria Frosinone Roberto Pacitto», che così motiva la presa di posizione: «Questo perché in provincia di Frosinone vi è carenza di posti letto per acuti, non già di RSA, come previsto dalla bozza del Piano sanitario regionale. Riconvertendo in questo modo le cliniche, non solo avremmo un danno per le imprese e per i lavoratori ma soprattutto nell’offerta sanitaria ai cittadini della provincia di Frosinone e al loro diritto alla salute. Per tale motivo chiediamo un tavolo tecnico a livello provinciale che dovrebbe essere coordinato dal presidente dell’Amministrazione provinciale e al quale dovrebbero partecipare gli attori della provincia. Tutto questo al fine di risolvere l’emergenza attuale anche per ridare una sanità efficiente e di qualità ai cittadini». Alla riunione di ieri mattina sono intervenuti, tra gli altri, anche i rappresentanti delle cliniche private S. Teresa, S. Anna, Villa Gioia e Villa Serena. Il sindacato, da parte sua, ha voluto sottolineare come la riconversione proposta dalla Regione, non garantisca, in ogni caso, la sopravvivenza delle strutture. All’incontro ha preso parte anche una delegazione dei lavoratori delle quattro cliniche private. Com’è noto, il presidente della giunta regionale, Piero Marrazzo, in qualità di commissario «ad acta» per la sanità, ha detto che se le case di cura private non accetteranno la riconversione, la convenzione non avrà più valore da gennaio 2009.

via Il Tempo



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