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Asl e Cgil Frosinone, lotta agli incidenti sul lavoro.

Frosinone non sembra una provincia con un particolare numero di infortuni sul lavoro rispetto alla media nazionale, ma il dato non conforta chi è in prima linea nella lotta agli incidenti. « Stando all’analisi dei dati che ho fatto appena tre giorni fa – spiega Giancarlo Pizzutelli direttore del dipartimento prevenzione infortuni della Asl – la situazione sembrerebbe in lieve miglioramento. Gli infortuni rispetto al 2007 scendono del 4%. Non è molto ma fa capire che il trend è positivo. Detto questo non significa che siamo soddisfatti, lo scopo è quello di arrivare a quota “0”. Il fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro, allo stato attuale, non è drammatico ma l’imperativo è continuare nei controlli sui luoghi di lavoro. Ma questa attività da sola non basta, non è sufficiente fare controlli a tappeto, bisogna creare una mentalità nuova che sia un nuovo, diverso approccio alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Attualmente siamo distanti da questa forma mentis, si mettono i lavoratori in sicurezza solo perchè si temono i controlli e non perchè si reputi effettivamente utile far lavorare i dipendenti in tranquillità. Quello che si deve fare è arrivare a cambiare la mentalità nelle aziende a tutti i costi. Attualmente – aggiunge Pizzutelli – la media nazionale parla di 20 infortuni su un milione di ore lavorate, e noi in provincia ci avvicinano molto a questo dato. Ma, ripeto, bisogna migliorare.
«La situazione non migliora – spiega Domenico De Santis, segretario generale della Cgil Frosinone. Non aiuta – dice – in tutto ciò la crisi generale che spinge i lavoratori ad accettare anche situazioni di maggior rischio perchè potrebbero perdere il lavoro. La provincia, quanto a numero di infortunati, è nella triste media nazionale, non si registrano casi eclatanti ma questo non basta. C’è bisogno che il Governo crei i presupposti giusti affinché le aziende applichino con rigore le norme sulla sicurezza. Solo in questo modo si potrà evitare che si continuino a registrare episodi incresciosi come accaduto nei gironi scorsi».

via Il Messaggero



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