Atinablog

Il blog del comune di Atina.

Acque, in Ciociaria le tariffe più alte della Regione.

Grandi risorse, ma anche grandi costi. Da una indagine di Cittadinanzattiva emerge che siamo la ventesima città più cara d’Italia per le tarriffe dell’acqua. Nel centrosud pagano di più solo in Puglia, poi arriva la Ciociaria con i suoi 279 euro l’anno. Una sola consolazione: siano una delle 33 provincie dove non ci sono stati aumenti tra il 2006 e il 2007. «I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone – spiegano da Cittadinanzattiva – con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua e sono comprensivi di Iva al 10%». E’ già qualcosa visto che ad Agrigento si è passati da 322 a 445, aumento record del 38%.
Quella di Frosinone, dall’indagine, risulta anche la tariffa più alta del Lazio. Nettamente la più esosa per l’acquedotto: 181 euro, più del doppio di Roma (80 euro), quasi il doppio di Viterbo (94 euro), più cara di Latina (100 euro) e di Rieti (117 euro). Siamo secondi a Roma sia per fognatura che depurazione. Nel primo caso la gestione delle fogne cosa ai romani 74 euro l’anno contro i 71 di Frosinone, i 67 di Latina, i 56 di Rieti e i 55 di Viterbo. L’unica nota positiva arriva dalla quota fissa: a Frosinone è di 3 euro, a Latina di 45, in mezzo le altre provincie tra i 9 di Rieti e Viterbo e i 12 di Roma. Il dato finale è sconfortante: i Ciociari pagano 279 euro l’anno, 68 in più della media provinciale, 50 euro in più della media nazionale. Eppure, secondo i dati forniti dall’indagine Legambiente Ecosistema urbano del 2007 le perdite di rete in Ciociaria sono precipitate al 19%, quando a Latina sono del 70%, a Rieti del 56%, a Roma del 35%. Solo Viterbo ha saputo far meglio con perdite pari appena al 4%.
Ma intanto, ieri, l’Acea Ato 5 e l’Università di cassino hanno ianugurato il Laboratorio di Ingegneria delle Acque a S.Vittore del Lazio. «Evento di straordinaria importanza per tutta la Ciociaria poiché arricchisce di un punto d’eccellenza le strutture didattiche e di ricerca già oggi presenti», ha spiegato Luca Matrecano, amministratore delegato di Acea Ato 5. «Un’azienda come la nostra che gestisce il Servizio Idrico Integrato, da una struttura come questa di alto valore scientifico, dedicata, tra l’altro allo studio delle problematiche riguardanti l’intero ciclo integrato delle acque, non può che trarre vantaggio, oltre che nuovi stimoli a migliorare la qualità del servizio erogato».
Tra l’altro il laboratorio «è stato già protagonista dello studio sulle opere di presa dell’Acquedotto della Campania Occidentale – continua Matrecano – Mentre con l’Università di Cassino esiste già una intensa collaborazione, basti pensare al Progetto Glewip, dedicato alla telesorveglianza e il monitoraggio in tempo reale dell’acquedotto “Valcanneto – Asta principale ramo Aurunci”».

via Il Messaggero



Lascia un commento »

Trackback | RSS 2.0

nessun commento - vuoi essere il primo?

Di' la tua »





Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,
scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
Lo staff di Atinablog.it si riserva il diritto di moderare i commenti qualora questo invito non venga colto.

Ogni opinione espressa nei commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L’utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Atinablog.it ed i suoi collaboratori manlevati ed indenni da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.