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Frosinone, fatture false: truffata la UE.

Scoperta dalla finanza una truffa ai danni dell’Unione Europea per 226 mila euro, l’operazione ha portato alla denuncia di sei imprenditori frusinati e due funzionari pubblici. I finanzieri hanno accertato che gli illeciti sarebbero stati commessi nell’ambito dei finanziamenti erogati per sostenere il piano di sviluppo rurale della Regione Lazio. Si tratta di un’indagine che le fiamme gialle hanno svolto in merito ai cofinanziamenti nazionali e comunitari del Feoga, erogate nell’ambito di investimenti nelle aziende agricole. La frode si è concretizzata attraverso una società fantasma, con sede a Veroli, che ha emesso fatture per operazioni inesistenti per un ammontare di circa un milione e mezzo di euro, utilizzate da diverse società per accedere ed ottenere illecitamente i finanziamenti pubblici attraverso la presentazione di fatture che attestavano l’esecuzione di lavori edili, in realtà mai eseguiti o realizzati in economia a costi decisamente inferiori. L’indagine ha accertato che la società era in realtà una «cartiera», operante solo in questo settore e non nell’ambito edile. Le fatture false sono state utilizzate da quattro imprese agricole della provincia di Frosinone ed altre aventi sede fuori regione, per accedere ai finanziamenti Regione destinati all’ambito rurale. I due funzionari pubblici sono coinvolti perchè hanno certificato l’avvenuta realizzazione di opere mai state eseguite. L’utilizzo delle fatture fittizie ha consentito alle aziende agricole di percepire, indebitamente, finanziamenti pubblici per 226.448 euro di cui 88.575 erogati dal Fondo europeo agricolo e di garanzia il cui fine è finanziare migliorie alle strutture di produzione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli. Sono state quindi avviate le procedure di revoca dei finanziamenti concessi e il recupero delle somme intascate dai beneficiari. I reati contestati agli indagati vanno dal falso materiale alla truffa aggravata all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. «Siamo partiti – ha spiegato il capitano Gaetano Maragliulo che ha condotto l’operazione delle fiamme gialle di Frosinone dirette dal colonnello Giancostabile Salato (nella foto) - da un input info investigativo su una società di Veroli, che aveva delle anomalie. Da qui, dopo un anno di indagini, abbiamo ricostruito i particolari della truffa».

via Il Messaggero



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