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Cassino, per la Fiat gravi disagi dopo l’incendio.

Dovrebbe ripartire, salvo imprevisti, dal primo turno di questa mattina la produzione allo stabilimento Fiat di Cassino rimasta ferma ieri per la mancanza di pezzi per l’assemblaggio dei modelli Croma, Bravo e Delta. L’incendio dei capannoni della Sde, dove erano depositati i pezzi arrivati dai fornitori, ha concorso al blocco produttivo oltre che al fermo dei tir. Ieri si è lavorato a tutto ritmo nelle aziende dell’indotto, sia del cassinate che di altre parti d’Italia, per produrre i componenti in plastica e i tappeti per le tre vetture. I rifornimenti dovrebbero arrivare in nottata al massimo in mattinata e questo dovrebbe consentire la ripresa dell’attività nelle officine dello stabilimento. In caso di ulteriori ritardi si era pensato anche di anticipare i periodi di cassa integrazione che,invece, rimangono confermati quelli già comunicati in precedenza dalla direzione torinese. Dopo ottobre anche a novembre lo stabilimento cassinate si fermerà per due settimane di cassa integrazione al pari di Mirafiori. Il blocco produttivo per Bravo, Croma e Delta ci sarà dal 3 al 16 novembre. Per questo mese il fermo per la Croma è terminato venerdi scorso. Un periodo di cassa integrazione dovrebbe riguardare anche dicembre. La fabbrica poi dovrebbe rimanere chiusa dal 22 dicembre al 5 gennaio tra festività, ferie e recuperi giorni festivi.
Comunque la crisi dei mercati finanziari sta facendo ristagnare il mercato dell’auto che negli ultimi mesi è calato vistosamente nelle vendite. Per le notizie negative che arrivano dai concessionari la Fiat ha deciso di ricorrere alla cassa integrazione. Il provvedimento colpisce i 3500 lavoratori del sito di Cassino ma anche tutto l’indotto collegato alla casa torinese pari a circa 10 mila unità. A farne le spese per ora sono i 300 lavoratori interinali sospesi un anno fa per la ristrutturazione dello stabilimento cassinate e non ancora riassunti. “La negatività dei mercati – dice Francesco Giangrande, segretario provinciale della Uilm – non consente di progettare per il futuro. Il rientro degli interinali è sicuro ma non la data.” Se ne riparlerà, probabilmente, a gennaio. In crisi a Cassino anche la fabbrica svedese SKF, leader per i cuscinetti a sfera. Sia a settembre che a ottobre la produzione è stata rallentata dalla cassa integrazione.

via Il Messaggero



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