Cassino, macchinisti a giudizio per il treno tamponato.
Macchinisti a giudizio e udienza fissata per il 24 febbraio del prossimo anno. Così ha deciso il Gup del Tribunale di Cassino nell’udienza preliminare in cui è stato rievocato il disastro del 20 dicembre del 2005 alla stazione di Roccasecca, quando un treno tamponò un altro convoglio fermo. In seguito all’incidente persero la vita due molisani, Francesco Martino e Antonio Vallillo, mentre decine furono i feriti. Ieri i due macchinisti, assistiti dagli avvocati Calogero Nobile e Fabio Tanzilli, non erano in aula ma continuano a a ribadire la tesi della prima ora; ossia del semaforo verde quando sono entrati nello scalo di Roccasecca.
Una anomalia tecnica che si verificò anche il 26 dicembre, esattamente sei giorni dopo il disastro. Il giorno di Santo Stefano, infatti, due macchinisti in transito sulla Roma-Cassino, segnalarono al capostazione di Roccasecca che nello stesso tratto in cui la settimana prima era accaduto l’incidente, il semaforo non funzionava. O meglio: indicava verde, quando invece le apparecchiature di bordo davano il rosso.
Combinazione, questa, identica a quella sostenuta dinanzi al magistrato dai due macchinisti (oggi imputati) Mario Mangano 44 anni di Benevento, e Gabriele Venditti 41 anni di Isernia (che devono rispondere di disastro colposo e omicidio colposo) i quali erano ai posti di comando del maledetto treno Roma-Campobasso che il 20 dicembre ha travolto il Roma-Cassino-Caserta fermo sui binari della stazione di Roccasecca.
Per la cronaca ieri in aula c’erano solo gli avvocati, compresi quelli delle Ferrovie dello Stato. Da parte loro i parenti delle due vittime hanno ritirato la parte civile essendo state risarcite dall’Assicurazione (Generali). Molti dei feriti stanno ora trattando per il risarcimento e potrebbero, anche loro, ritirare la costituzione di parte civile.
Da parte sua l’avvocato dei due imputati, Calogero Nobile, ha avanzato serie perplessità sulla consulenza tecnica ordinata dalla Procura. Consulenza che individua in un errore umano (e, dunque, degli imputati) la causa del disastro.
via Il Messaggero
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