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Cassino, l’ateneo pensa all’occupazione.

La protesta studentesca dilaga anche nell’Ateneo di Cassino, dove da ieri si inizia a respirare aria di occupazione. Almeno questo, in maniera non ancora ufficiale, è emerso nel corso di una prima assemblea che ha avuto come location, nella mattinata di ieri, l’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di via Zamosch, gremita di studenti, docenti e personale tecnico amministrativo. All’incontro hanno preso parte anche il preside Sebastiano Gentile, l’ex prorettore vicario Paolo De Paolis, il Comitato dei dipendenti precari dell’università, una trentina di docenti, oltre a duecento studenti e alcuni loro rappresentanti provenienti anche da altre Facoltà e dai poli decentrati. Il mirino è puntato contro i pesantissimi tagli imposti dal ministero dell’Economia, tramite la Legge Finanziaria, la n. 133 del 6 agosto 2008. Da Nord a Sud della Penisola, isole comprese, si sta assistendo ad un pullulare di assemblee, occupazioni, lezioni all’aperto e iniziative di ogni genere. Ma nell’Ateneo di Cassino, da quello che si è potuto capire dagli interventi di ieri mattina, studenti, docenti e personale, in merito, sono in ritardo rispetto ad altre realtà accademiche nazionali. Almeno per ora di manifestazioni in strada, occupazioni di facoltà, aule, biblioteche e quant’altro serva per dimostrare il dissenso contro la legge approvata dall’attuale governo, se ne sta solo parlando, non c’è ancora un piano d’azione chiaro. Nel frattempo, però, in tutta Italia, decine di migliaia di studenti e docenti si stanno mobilitando, unendosi nella protesta contro la Legge Finanziaria che sta imponendo la riforma della scuola e dell’università che, nelle intenzioni dell’esecutivo Berlusconi, dovrebbe portare ad una “razionalizzazione delle risorse e ad una maggiore efficienza”. Ieri mattina il seme della protesta è stato piantato. E’ la prima volta, dalla fondazione ad oggi, che gli studenti cassinati si interrogano sul futuro dell’Ateneo. L’assemblea di ieri mattina è servita a far arrivare un messaggio chiaro ai vertici dell’Università. Gli studenti chiedono una posizione ufficiale in merito all’articolo 16 della Finanziaria, quello, per intenderci, che dà via libera a tutte le Accademie italiane di trasformarsi in fondazioni. Ed ancora, di costituire a Cassino, in tempi brevi, un tavolo paritetico permanente, utile a monitorare le spese ed i tagli imposti alle Università dalla Finanziaria. Anche questa mattina, alla facoltà di Ingegneria, si terrà una seconda assemblea nella quale si continuerà a discutere sui tagli previsti dalla Legge 133. Non si esclude che nei prossimi giorni vengano organizzate manifestazioni e atti di protesta nei confronti del governo come, ad esempio, lezioni all’aperto.

via Il Messaggero



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