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La camorra arriva nell’alta Ciociaria.

I tentacoli della camorra vanno oltre, trapassano il cassinate e cercano di “abbracciare” anche il nord della Provincia di Frosinone. La dimostrazione è giunta di nuovo nella giornata di ieri, ad appena ventiquattro ore da una precedente operazione della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea che ha fatto di nuovo emergere che Cassino e il suo hinterland (Pontecorvo nello specifico) da tempo sono meta degli affari sporchi di clan e famiglie affiliate, che gestiscono appalti e riciclano ingenti quantità di denaro proveniente dalle numerose attività illecite.
Ieri mattina, a seguito di complicate e corpose indagini portate avanti dalla guardia di finanza del comando provinciale di Frosinone, nell’ambito di una vasta operazione nazionale antimafia, disposta e coordinata sempre dalla Dda di Napoli, le fiamme gialle hanno sequestrato una ditta individuale che si occupava della lavorazione di materiali, con sede a Cassino, e quote di società di capitali di una srl di Paliano. Il tutto, fra la Città Martire e il Comune a nord del capoluogo ciociaro, era gestito da un campano che, guarda caso, per diverso tempo ha vissuto proprio a Cassino e che attualmente è ristretto in carcere per traffico di stupefacenti. La persona in questione, ora anche indagata per associazione a delinquere di stampo mafioso, a quanto è dato sapere, è risultata essere un affiliato di primo piano dell’organizzazione camorrista, al cui vertice vi sono i Casalesi. Ieri i finanzieri cassinati hanno effettuato anche una serie di perquisizioni domiciliari, mentre quelli del capoluogo hanno scoperto che a Paliano, la srl in odor di camorra, aveva solo un recapito, risultato poi dal controllo fittizio.
Per ora i vertici provinciali della gdf mantengono il massimo riserbo sull’operazione. Non è escluso, però, che i finanzieri stiano portando avanti ulteriori indagini, che sicuramente apriranno a nuovi sviluppi e ad altri scenari. L’operazione anti-camorra di ieri ha visto un grosso dispiegamento di forze dell’ordine. Oltre cinquecento agenti di polizia hanno operato su cinque province, mentre i reparti di prevenzione della guardia di finanza hanno lavorato su tredici regioni italiane per completare la vasta operazione coordinata della Dda di Napoli. Sono state eseguite in totale 107 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 76 notificate in varie carceri italiane ad altrettante persone ritenute capi o gregari delle varie fazioni del clan camorristico dei Casalesi. Tra le 26 persone arrestate ieri mattina, anche Giuseppina Nappa, 48 anni, moglie di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, una “vecchia conoscenza” di Cassino, camorrista che ha soggiornato per diverso tempo in città, che si trova in carcere da circa dieci anni e che è ancora ritenuto a capo dell’organizzazione malavitosa. Ed ancora. La gdf, in totale, è riuscita a mettere sotto sequestro preventivo al clan beni mobili ed immobili oltre a quote societarie per un valore stimato dagli inquirenti di oltre 100 milioni di euro.

via Il Messaggero



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