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Trevi nel Lazio, ancora polemiche per il centro immigrati.

Gli uni stanno vivendo un sogno, gli altri sono assaliti dalla preoccupazioni. Passano i giorni ma agli Altipiani di Arcinazzo Romano non si placano le polemiche per l’arrivo degli immigrati ospitati da un’associazione cattolica nelle stanze dell’albergo Il Caminetto con il placet dell’amministrazione comunale di Trevi nel Lazio. Il sindaco, Silvio Grazioli, sembra non pensarla in questo modo: «A distanza di pochi giorni ormai – dichiara Grazioli – la situazione si è normalizzata, le persone hanno capito e c’è una grande partecipazione di tutta la collettività perché si sono colti gli aspetti positivi di questa vicenda». Le rimproverano di aver agito all’oscuro dei cittadini. «La rapidità con cui si sono svolti i fatti tra lunedì e mercoledì mattina consigliava prudenza – spiega Grazioli – anche perché la prefettura non aveva diramato la notizia per motivi di sicurezza ed è per questo che non l’ho comunicato al consiglio martedì scorso».
La mattinata di ieri, intanto, è stata scandita dalla visita del deputato del Pdl Antonello Iannarilli che si è recato agli Altipiani con il capitano Massimiliano Mengasini, comandante della compagnia dei carabinieri di Alatri. «La situazione internamente è tranquilla, il problema è all’esterno. La gente è preoccupata per le conseguenze e pare ci siano già segnali di chi vuole vendere o non acquistare più. Un altro aspetto serio che abbiamo appreso oggi – sono le parole dell’onorevole Iannarilli – riguarda la struttura che pare non sia a norma con le disposizioni sulla sicurezza. Domani (oggi ndr.) scriverò alla Asl per una verifica. Questa non è una città razzista ma la scelta di inserire quelle persone in un contesto piccolo e turistico crea disagi notevoli. Farò un’interrogazione parlamentare sull’argomento – annuncia Iannarilli – per conoscere l’iter e i tempi».
Dalla prefettura, intanto, si precisa che la visita del prefetto Piero Cesari alla struttura La Fragoletta (trasformata in un centro gestito da una società dei Castelli romani per giovani con problemi psichici) non è in alcun modo legata alla presunta ricerca di altri posti letto. E anche gli operatori del centro tornano a sottolinearlo: «E’ stata una visita di cortesia visto che non aveva potuto partecipare all’inaugurazione della casa soggiorno. Tra l’altro durante la visita non si è fatto cenno ad un possibile utilizzo diverso della struttura». Dentro Il Caminetto, intanto, i 94 uomini e le sei donne giunti mercoledì da Lampedusa hanno ripreso a vivere lontano dalle guerre che hanno lascito nei loro paesi d’origine (soprattutto Eritrea e Somalia).
«Finora – ci dicono gli operatori – non abbiamo avuto problemi». C’è chi gioca a scacchi, chi conversa e chi sta in camera: per quanti sono vissuti nella miseria e tra i conflitti è una condizione da sogno che li “traghetterà” verso lo status di rifugiato politico. Una delle sale dell’albergo verrà trasformata in punto internet per gli ospiti e per i cittadini degli Altipiani che vorranno utilizzarlo. Ma non è tutto. Allo studio dei tecnici dell’associazione che sta attuando il programma definito con il Ministero dell’Interno e che rigetta le voci sulla inadeguatezza rispetto alle norme sulla sicurezza c’è un piano di ristrutturazione che comprende anche il ripristino della piscina. Investimenti considerevoli che, evidentemente, in futuro potrebbero portare anche ad un utilizzo diverso da quello attuale.

via Il Messaggero



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