Legambiente, Ecosistema Urbano 2009, Frosinone ultima.
Ecosistema Urbano rappresenta e valuta i carichi ambientali, la qualità delle risorse e la capacità di gestione e tutela ambientale dei 103 comuni capoluogo italiani. Gli indicatori utilizzati servono dunque a pesare la sostenibilità ambientale della città e quindi, in particolare, il carico che le attività economiche e gli stili di vita generano sulle risorse ambientali e la qualità delle risposte messe in atto. Nel corso degli ultimi anni l’insieme delle città italiane ha mostrato un leggero miglioramento sulla gran parte dei parametri relativi alla qualità ambientale ed alla gestione, mentre sono incrementati i carichi ambientali, in particolare consumi energetici, carburanti e rifiuti.
E’ fondamentale, però, ricordare che la complessiva “qualità ambientale” di una città include una molteplicità di fattori non sempre misurabili. Si pensi, ad esempio, a tutta una serie di aspetti – come la struttura urbanistica, l’integrazione tra spazi verdi ed edificato, la qualità e l’aspetto degli edifici, il clima – che sono difficilmente riconducibili ad un indicatore numerico.
L’obiettivo sostanziale che si pone Ecosistema Urbano è quello di misurare in qualche modo la “febbre” ambientale delle città e l’efficacia delle prescrizioni messe in atto: lungi dal rappresentare un Oscar assegnato alla qualità ambientale complessiva di un’area, esso vuole essere una sorta di “termometro” della sostenibilità.
Sale la media
Un aspetto positivo merita comunque di essere sottolineato: la media complessiva passa da un valore di 50,55 (su un totale di 100 che verrebbe attributo alla città ideale) a uno di 51,96, quasi un punto e mezzo in più. Migliorano i risultati della raccolta differenziata dei rifiuti, ma si torna a produrre più spazzatura: l’aumento medio per abitante è di un solo chilogrammo, è vero, ma – come fanno rilevare i curatori del rapporto – alla luce di una situazione che era già drammatica si tratta di un chilo assai pesante. Il parco auto si rinnova, con una maggiore quota di Euro3 ed Euro4; nel frattempo, però, cresce ancora il numero di vetture in circolazione. Va meglio per le emissioni di biossido di azoto e peggio per quelle di ozono. Sono solo alcuni casi all’interno di una contraddizione globale.
La geografia
Belluno si afferma per la seconda volta consecutiva, mentre Trento e Bolzano sono rispettivamente terza e sesta. L’arco alpino, insomma, è ben rappresentato nella “top ten”, dalla quale invece sparisce la Lombardia, regione che spesso aveva espresso la città leader: ora la sua migliore esponente è Mantova, 12ª. Tra le prime dieci ci sono anche due toscane (Siena, che sale in seconda posizione, e Prato, ottava) e due liguri (Savona, settima, e La Spezia, nona). Venezia, al decimo posto, è la seconda della sua regione. A Piemonte ed Emilia Romagna vanno rispettivamente la quarta e la quinta piazza con Verbania e Parma.
In genere, il Meridione rimane indietro. La novità è che questa volta l’ultimo capoluogo in assoluto, Frosinone, appartiene al Centro (era già avvenuto nove anni fa con Latina), ma la sostanza cambia poco. Sud e Isole fanno la loro prima comparsa grazie a Cagliari, 35ª, e occupano 15 delle ultime 20 posizioni. Tuttavia, se si passa dalla classifica generale a quelle “di tappa”, ecco qualche indicatore in controtendenza: Catania stravince nella nuova classifica che riguarda la quasi inesistente emissione di anidride carbonica da parte dei mezzi pubblici e Cosenza ha i migliori valori medi annui nelle polveri sottili; a Caserta, Nuoro e Teramo il rischio ozono è lontano, mentre non ci sono nitrati nell’acqua di Vibo Valentia; Benevento è prima per l’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici comunali.
I grandi centri
Un’occhiata, infine, alle città più grandi, quelle oltre i 200mila abitanti. Si notano, innanzitutto, il passo avanti di Milano (dal 58° al 49° posto della classifica generale) e quello indietro di Roma (dal 55° al 70°). Venezia e Genova, le migliori, occupano il 10° e l’11° gradino, mentre la peggiore, Catania, è 101ª.
Gli sforzi compiuti vengono in parte premiati. Tra i 14 centri più popolosi, 11 fanno registrare un miglioramento, il più delle volte modesto e in alcuni casi più consistente: il salto maggiore (22 posizioni guadagnate) lo fa Bari, che ora è 60ª.
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1. walter-ego - 13 ottobre 2008 - 18:24
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2. Woz - 13 ottobre 2008 - 16:11
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3. Bionico - 13 ottobre 2008 - 14:30
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4. Simo - 13 ottobre 2008 - 13:47
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,“perchè è convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone” è lunga la storia del pregiudizio nei confronti di questa città e di tutta la Ciociaria.
Le statistiche purtroppo continuano a darle ragione.
Non siamo considerati neanche da serie B forse prima categoria (e il calcio non c’entra nulla).
I nostri amministratori ma anche tutti noi cittadini dovremmo fare una profonda analisi.
Perchè:
“NON SEMO ROMANI SEMO CIOCIARI DAMOSE DA FA’ E VOLEMOSE BENE”
Comunque io sono convinto che ZARATE possa passare al Frosinone.
Chisà magari un giorno non si sa mai.
mmhhmmhmh andiamo bene! e ricordiamoci che la provincia di frosinone è tra gli ultimi posti anche in altre classifiche…
infatti, proprio una bella figuraccia!!
E’ davvero vergognoso….bella pubblicità per Frosinone.
Raccolta differenziata, più spazi verdi, trasporto pubblico efficiente, piste ciclabili, energie rinnovabili e risparmio energetico…Cari amministratori è davvero così difficle mettere in atto tutto ciò?????
scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
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