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Frosinone, i perchè del disastro…

Nella qualità di vita ambientale Frosinone si “aggiudica” l’ultimo posto in classifica. La graduatoria stilata da Legambiente in base ai dati forniti dagli stessi comuni, e pubblicata ieri da Il Sole 24 ore, vede il capoluogo ciociaro desolatamente ultimo su 103 città italiane con il punteggio di 28,04 ed una media italiana di 51,96. Belluno Siena e Trento sono le città dove c’è maggior rispetto dell’ambiente Catania, Ragusa e per l’appunto Frosinone chiudono la graduatoria. Ultimi, ovviamente, anche nel Lazio con la vicina Latina al 95 esimo posto, Viterbo (85 esimo), Roma (70 esima) e Rieti (27 esima). A colpire è l’enorme passo all’indietro che il capoluogo ciociaro ha realizzato. Solo due anni fa eravamo all’88 esimo posto mentre nel 2005 eravamo addirittura 85 esimi. Ciò può spiegarsi in due modi: o Frosinone peggiora a vista d’occhio oppure, seppur migliorando alcuni parametri, le altre città compiono passi in avanti più lunghi. L’inchiesta, va precisato, seppur denominata ecosistema urbano 2009 fa riferimento ai dati del 2007. Ciò non allieva le problematiche anche se il sindaco Marini e l’assessore all’Ambiente, Roberto Spaziani, non ci stanno a passare per ultimi. «Bisogna intanto capire – spiega l’assessore Spaziani – come sono stati forniti i dati e come vengono controllati. Non ci riteniamo ultimi anche perché in questi anni stiamo facendo passi in avanti. La classifica tiene conto del 2007 e l’amministrazione Marini si era appena insediata con la differenziata che è partita solo nel mese di novembre. Pertanto riteniamo che già i dati del 2008 ci faranno risalire di molto la graduatoria. Questa è una città che da un anno è una delle più pulite d’Italia». Ci sono poi comuni virtuosi che forniscono tutti i dati ed altri meno: in questo modo i dati peggiori potrebbero non venir fuori. Insomma una graduatoria che va presa con le molle anche se la situazione non può certo soddisfare. E così anche se Frosinone, per uno dei motivi sopra elencati, non dovesse essere proprio il fanalino di coda di certo saremo comunque tra le ultime d’Italia.
Ma dov’è che il capoluogo segna maggiormente il passo rispetto alle altre realtà? Siamo ultimi come pianificazione e partecipazione ambientale, siamo centesimi su 103 per tasso di motorizzazione con 73 auto ogni 100 abitanti, 91 esimi per emissioni di anidride carbonica del trasporto pubblico, e 94 esimi per la raccolta differenziata con 6,8%. E proprio su questo dato che l’amministrazione ripone maggiore fiducia dichiarando che, attualmente, il valore della differenziata sta attestato intorno al 15%. A determinare la bocciatura pesa non poco la presenza di Pm 10 (polveri sottili) con una media annua di 58,4 microgrammi al metro cubo.
Pecchiamo anche in consumi di carburante ed in impianti di depurazione (siamo 82 esimi). Male anche per zone a traffico limitato e piste ciclabili.
Non tutto è da buttare. Per pannelli fotovoltaici su edifici comunali siamo in un ottima terza posizione così come per consumi di elettricità domestica con 1005 Kwh pro capite che ci colloca al 13 esimo posto. Ma la strada per risalire la classifica è ancora lunga: occorre un cambio di marcia per evitare figure simili anche nel futuro.

via Il Messaggero



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