Cassino, quella copertura di amianto va smantellata.
Per lo smantellamento di una copertura in eternit in un edificio di via degli Eroi, parte la guerra a suon di carte bollate. Le copertura di eternit si trova su di un capannone di proprietà dell’Acquedotto degli Aurunci, ormai in disuso, la cui struttura è coperta da lastre di amianto. Da mesi gli abitanti della zona reclamano; sono state anche raccolte delle firme, ma inutilmente.
Ora l’assessore all’ambiente del comune di Cassino, Ciro Rivieccio, è sceso in campo ed ha inviato un sollecito all’Acquedotto degli Aurunci affinchè risolva il problema dell’inquinamento e della pericolosità avviando le procedure di smaltimento dell’amianto. “Se così non sarà entro 15 giorni – ha dichiarato Rivieccio – sarò costretto a rivolgermi alla Procura della Repubblica per chiedere provvedimenti da parte dell’autorità giudiziaria. Si tratta di un atto dovuto ai cittadini e necessario per il rispetto dell’ambiente.
Se non sono gli enti statali o parastatali ad agire secondo la legge, perchè i cittadini dovrebbero farlo?.
” Non è la prima volta che in città viene segnalata la presenza di edifici con copertura in amianto.
Circa un anno fa il comune di Cassino ha provveduto alla rimozione di materiale in amianto sul tetto della scuola elementare di via D’Annunzio.
I lavori vennero eseguiti alla presenza di personale dell’ASL che provvide anche verificare lo stato dei luoghi successivamente ai lavori, constatando la rimozione completa di tutti i materiali contenenti la sostanza nociva.
I rappresentanti delle associazioni ambientaliste che operano in città hanno ricordato che in altri stabili della città sono state registrate presenze di materiale in amianto. Secondo Fare Verde e Legambiente, che tempo fa sollecitarono un intervento dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, tracce di materiale nocivo per la salute sarebbero state riscontrate nell’area della vecchia cartiera Thermosac, dove da anni giacciono abbandonati calcinacci e materiale edilizio distaccatosi dall’edificio, in alcune costruzioni site nel rione San Silvestro e in un altro edificio scolastico ubicato nel quartiere Colosseo.
Sempre in quest’ultimo rione il problema è stato sollevata da alcune famiglie che abitano nelle case UNRRA, costruite nell’immediato dopoguerra con i contributi del governo statunitense.
Sotto accuse sono soprattutto le grondaie costruite con materiali che in Italia non vengono più utilizzati da decenni.
L’usura del tempo sta gradualmente erodendo le grondaie che giornalmente liberano una striscia di polveri che gli abitanti sostengono che da informazioni assunte risultano assai nocive.
Ormai sono note a tutti le complicazioni che si possono avere a livello respiratorio a causa delle esalazioni di amiaanto. Una sostanza cancerogene che può uccidere. Si corra ai ripari.
via Il Tempo
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