Atinablog

Il blog del comune di Atina.

“Situazione” della Sanità regionale.

Come è noto la situazione della sanità nella Regione Lazio è estremamente precaria. Dopo l’allegra e truffaldina gestione della giunta Storace, con ingenti regalie, lecite ed illecite, alla sanità privata, vedi il caso di Anna Iannuzzi, alias Lady ASL, imprenditrice sanitaria, che non considerando congrue le mazzette erogate dalla regione, per mantenerla in un lussuoso albergo della capitale, ha sollevato il vespaio delle corruttele relative alle convenzione con le cliniche private, al grido di ‘MUOIA SANSONE CON TUTTI I FLISTEI’, il buco di tremontiana memoria è diventato una voragine.

E’ curioso, che , un governo nazionale, neghi fondi per 5 miliardi di euro ad un’amministrazione regionale per un eccessivo indebitamento, causato da una pregressa e dissennata gestione guidata da un suo, all’epoca dei fatti, emissario e da un sistema ritenuto ancora oggi efficiente pur nella oggettiva constatazione dei disastri prodotti.

E’ di fatto evidente, che l’attuale governatore del Lazio, Piero Marrazzo per risanare i buchi prodotti da post fascisti, amici degli amici di ex fascisti, rigenerati dalla salvifica cura di Fiuggi, è costretto, grazie anche ai tagli alla spesa sociale operati da un governo nazionale inetto e fazioso a pianificare un programma di ridimensionamento del servizio sanitario pubblico, danneggiando gli abitanti della regione proprio nel diritto essenziale di tutela della salute. Razionalmente dovendo prevedere un piano di tagli, sarebbe corretto iniziare dal settore che ha prodotto più danni, sia in termini di indebitamento che di scorretta gestione. E’ del tutto evidente che tale settore è identificabile nelle convenzioni con le strutture sanitarie private.

Queste devono essere evidentemente riorganizzate anche in virtù del fatto che oggi alle cliniche convenzionate viene riconosciuto un rimborso a prestazione pari al costo che la stessa prestazione avrebbe se fornita in una struttura pubblica. In termini di valutazione costi/benefici ciò è sbagliato, perché un intervento di appendicite effettuato in un nosocomio pubblico, che può offrire strutture per l’ emergenza, apparecchiature diagnostiche e servizi più efficaci di fronte alla situazioni gravi, non può avere gli stessi oneri se effettuato in una struttura privata, non ugualmente attrezzate con le apparecchiature per la gestione delle emergenze. Poi, ma solo poi, si dovrebbe mettere mano a quelle strutture pubbliche che presentano voci di spesa troppo elevate.

Purtroppo il presidente Piero Marrazzo ha proceduto al contrario o quantomeno in parallelo Ha falcidiato prima le strutture pubbliche chiudendo gli ospedali ; “San Giacomo”, il “nuovo Regina Elena” ,il “Forlanini” più diversi altri ospedali presenti nei piccoli comuni , che assicuravano assistenza agli abitanti delle piccole città. Le proteste degli operatori sanitari che prestano servizio in questi centri, a parte il personale del San Giacomo, sono state trascurate, nessun amministratore locale si è mosso, tanto questi lavoratori non verranno licenziati, bensì destinati ad altro incarico anche se meno remunerativo . Dopodiché inevitabilmente si è messo mano alla convenzioni con le strutture private. Si è deciso di interrompere il rapporto con quelle strutture che hanno una disponibilità inferiore ai 90 posti letto.

APRITI CIELO !!! e’ iniziata la rivoluzione dei medici manager proprietari di cliniche private. Gente con lo yacht attraccato nel porticciolo esclusivo, che abita in mega ville, che gira con il SUV, ma ha la Ferrari parcheggiata in garage e che ormai ha disimparato a fare il medico, posto che l’abbia mai saputo fare , ma sa fare benissimo il manager. Questi signori oltre che spartirsi una cospicua parte di contributi pagati da noi cittadini , 2 milardi di euro per il triennio, 2006-2008, continuano a fare soldi praticando il ricatto immorale della prontezza d’intervento in cambio di una congrua contropartita in denaro .

Oppure praticando aborti clandestini o effettuando interventi non necessari alla salute del paziente ma necessari alle casse della clinica. Anche in Ciociaria, si è registrata la sollevazione . Il dott. Fabio Miacci, proprietario della Clinica Santa Teresa di Isola Liri e la dottoressa Maria Grazia Nota proprietaria della clinica Villa Gioia di Sora, due strutture finite sotto la mannaia di Marrazzo, che è l’esecutore di una sentenza emessa per colpa di Storace e dell’attuale governo Berlusconi, gaglioffi probabilmente votati da questi manager, si sono immediatamente rivolti ai pubblici amministratori, denunciando l’insostenibilità del piano. Hanno ventilato il solito ricatto dei tagli al personale in mancanza del rinnovo della convenzione, questa pratica di scaricare i rischi d’impresa sui dipendenti è immorale, ma ormai consolidata, e i si stanno recando oggi a Roma per discutere con Piero Marrazzo. Tutto ciò con l’ampio appoggio bypartizan del sindaco di Isola Liri , Vincenzo Quadrini, della parlamentare UDC , Anna Teresa Formisano, e il sindaco di Sora Casinelli con i consiglieri Roberto Di Ruscio, Natalino Coletta, Nazzareno Cioffi, Andrea Petricca, gli assessori Pietro Facchini e Angelo Ianni e il presidente del consiglio comunale Antonio Lombardi che saranno anche loro presenti oggi in regione. C’è stato ieri un incontro urgente fra il presidente della provincia Scalia, i proprietari delle cliniche e i sindacati, per studiare le forme di mobilitazione previste per oggi sotto l’ufficio di Marrazzo. MAGARI TANTA SOLERZIA si fosse registrata per la Videocn, che ,a parte qualche lettera di moderata protesta inviate a Berlusconi da Scalia, ha visto solo la mobilitazione del “COMPAGNO” Di Pietro.

In realtà, nel piano non è ventilata l’interruzione ,sic et sempliciter, della convenzione, questa potrà essere mantenuta a fronte di un riassetto della struttura verso prestazioni diverse da quelle erogate fino ad ora . Ad esempio fornire servizi per la riabilitazione, riconvertirsi in residenze sanitarie per anziani. Ma il percorso è complicato sia per la riconversione delle strutture, sia per la ricollocazione dei dipendenti. Ad ogni prestazione infatti corrispondono determinati parametri relativi a spazi e personale da impiegare, inutile dire che sono molto diversi a seconda delle specialità. E quindi gli imprenditori, nel caso accettassero l’accordo di modificare la propria vocazione dovrebbero sicuramente investire per riadattare gli spazi. Un esempio? I posti letto per la riabilitazione necessitano di spazi maggiori e del bagno in camera e dunque parliamo di investimenti cospicui. E figuriamoci se oggi l’imprenditore medico che fa incetta di contributi ed agevolazioni statali, è disponibile a investire un solo obolo per la comunità ?

HA APPENA STACCATO UN ASSEGNO di 300.000 euro al concessionario Bentley per l’acquisto di una fiammante spider Continental GT 2 GR CABRIO TWIN TURBO !

Qualcuno potrà obbiettare che questo è odio di classe, che non tutti i medici proprietari di cliniche private sono così . E’ possibile che si tratti di “ODIO DI CLASSE”. Ma quando Renato Brunetta sostiene che i dipendenti statali sono tutti fannulloni (salvo rare eccezioni), non disponendo di prove certe, se non le solite lamentele “di pancia” sentite al Bar, non pratica “ODIO DI CLASSE” ? Anche noi allora ci appropriamo del diritto di affermare che tutti i proprietari di cliniche private sono sanguisughe (SALVO RARE ECCEZIONI) , disponendo di qualche prova certa: LE VICENDE LOMBARDE DELLA CLINICA SANTA RITA , E DEL POLICLINICO SAN DONATO, e altri episodi ancora riguardanti ad esempio la situazione sanitaria abruzzese.

di Luciano Granieri

via P41



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