Sanità frusinate, chiuderanno tutte le cliniche.
Alla fine di quest’anno scomparirà dal panorama sanitario frusinate praticamente tutta l’assistenza erogata dalle cliniche private. Ed anche l’ospedale di Ceccano. Qualcosa come più di 250 posti-letto per acuti che vanno ad assottigliare ancora di più la dotazione complessiva dei 7 presìdi ospedalieri in termini di posti-letto. Contrariamente alle previsioni, dunque, la mannaia della riduzione delle strutture a causa del piano di rientro dal debito sanitario regionale si è abbattuta anche sulla nostra provincia. La doccia fredda è arrivata dalla riunione di ieri della commissione regionale Sanità, presieduta da Luigi Canali, nel corso della quale il vicepresidente della giunta Montino ha illustrato l’ultima revisione del piano predisposto dal commissario Marrazzo. Tra le altre cose, è prevista la scomparsa di tutte le strutture pubbliche e private con meno di 90 posti-letto. Per quanto riguarda le strutture private saranno cancellate le 4 cliniche rimaste (la «S. Antonio» di Frosinone da tempo è stata trasformata in Rsa): S. Anna (59 pl.) e Villa Serena (62) di Cassino, Villa Gioia (40) di Sora e S. Teresa (40 pl.) di Isola Liri. Saltano complessivamente entro il 2008 201 posti-letto per acuti. L’ospedale di Ceccano sarà trasformato in struttura cosiddetta di prossimità che assicurerà continuità assistenziale anche con servizi di telemedicina. «Il futuro dei piccoli ospedali – ha detto il presidente della Regione Marrazzo – sarà discusso con le Asl, i cittadini e le amministrazioni locali perché vogliamo che siano a misura dei bisogni dei cittadini». «Per la prima volta – ha dichiarato Luigi Canali – si passa dalle parole ai fatti. Dopo tanti annunci, il commissario “ad acta” è finalmente intervenuto con atti concreti per riportare ordine nel nostro sistema sanitario regionale. La soppressione dei posti-letto passa finalmente per criteri precisi: sono soppresse le strutture minime, al di sotto dei 90 posti-letto e poco utilizzate, con la riconversione di strutture e personale ad altre finalità. Nel settore pubblico si libereranno risorse importanti nel settore infermieristico. Gli esuberi per parte dei dipendenti di strutture private saranno affrontati con opportuni ammortizzatori sociali».
via Il Tempo
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