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Sanità Ciociara, settimana di fuoco.

Questa mattina in Provincia si riunisce infatti il tavolo convocato dal presidente Francesco Scalia per affrontare il nodo delle quattro cliniche private che la Regione ha chiuso per decreto. Alla vigilia della manifestazione di Roma, prevista per domani sotto la sede del Governo, Scalia si confronterà con i titolari delle quattro case di cusa di Cassino, Isola e Sora, con i sindacati (per la Cisl ci saranno Maceroni e D’Amico, per la Cgil De Santis e Moretti) e nel tentativo di trovare un percorso per la riconversione delle strutture. Il decreto infatti prevede lo stop ai ricoveri per acuti dal primo gennaio prossimo, ma la Asl ha fatto capire che c’è la possibilità di continuare ad utilizzare le cliniche per altri servizi, ad esempio per la riabilitazione o come residenze sanitarie per anziani. Ma il percorso è complicato sia per la riconversione delle strutture, sia per la ricollocazione dei dipendenti. Ad ongi prestazione infatti corrispondono determinati parametri relativi a spazi e personale da impiegare, inutile dire che sono molto diversi a seconda delle specialità. E quindi gli imprenditori, nel caso accettassero l’accordo di modificare la propria vocazione dovrebbero sicuramente investire per riadattare gli spazi. En esempio? I posti letto per la riabilitazione ad esempio necessitano di spazi maggiori e del bagno in camera e dunque parliamo di investimenti cospicui. L’altro problema riguarda il personale, anche qui i parametri tra ricovero per acuti e altre specialità prevedono numeri diversi per le figure professionali e dunque non è detto che la riconversione possa tutelare tutti i dipendenti. Probabilmente quest’oggi verrà istituito un tavolo permanente perché la discussione si annuncia lunga e complicata.
Ma non è tutto. Sempre oggi alla Asl inizia il confronto sulla mobilità del personale tra ziende e sigle sindacali. «L’intento è quello di realizzare una migliore distribuzione del personale, anche in relazione alle unità operative che dovranno essere dismesse, assegnando gli operatori con limitazioni funzionali a posti di minor aggravio e recuperando quelli validi per le condizioni di lavoro più impegnative», spiegano dall’Azienda. Mercoledì, poi, altra riunione su un argomento di scottante attualità: il reclutamento di lavoratori precari. «La procedura di stabilizzazione di 35 lavoratori precari, infatti, è stata contestata da una organizzazione sindacale autonoma e numerosi sono i problemi creati dall’applicazione degli accordi siglati con Cgil, Cisl e Uil – spiega Giulio Rossi della Uil – La nota dolente è rappresentata dalla scadenza del 30 ottobre per i contratti a termine stipulati a partire dal primo giugno 2008. Scadranno contemporaneamente centinaia di contratti conferiti nelle more di procedure di stabilizzazione che per alcune qualifiche non sono mai iniziate e che non hanno avuto la stessa durata, realizzando un pasticcio che rischia di stravolgere completamente le graduatorie».

via Il Messaggero



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