Sora, lettera aperta di Maurizio D’Andria (italia dei Valori)
Come sapete, l’Italia dei Valori (4° Partito nazionale in termini di rappresentanza elettorale) siamo presenti a Sora soltanto dal mese di luglio scorso. La nostra “gioventù” è perciò fonte per noi di entusiasmo e di errori ma non di meno, l’esperienza politica accumulata ci porta a considerare fondamentale il processo di analisi e di autocritica che sempre ci ha contraddistinto dagli altri partiti, rappresentando un grande patrimonio della cultura della Sinistra italiana. Ricorderete quanto gli italiani e noi stessi ci siamo indignati allorquando scoprimmo che il PSI altro non era diventato che una centrale affaristica “di governo semi clandestina”. Io personalmente ricordo la delusione stampata in faccia a mio padre, ex partigiano combattente e sempre simpatizzante PSI, nel vedere in TV la gente tirare addosso a Craxi le monetine all’uscita del suo albergo romano. Lungi dal voler fare il moralista e il moralizzatore a tutti i costi non posso però esimermi dal fare questa riflessione politica che vorrei condividere (in senso cristiano) con tutti voi oggi e cioè se non ritenete possibile fare un paragone, una similitudine, un ponte (seppur con tutti i limiti e i distinguo del caso) tra quegli anni 80/90, per quei fenomeni definiti “di mala politica”, e gli anni di oggi. Con l’avvento del PD nazionale, regionale e provinciale, sembra aver preso piede “allegramente” anche a Sora, una certa “faciloneria” politica ed amministrativa tipica dei periodi di “assalto alla spesa pubblica” , dello “spendere è bello” e dei facili rapporti clientelari a sfondo politico/amministrativo.
Alcuni giorni fa ho partecipato all’incontro provinciale di coordinamento del centro sinistra in previsione delle prossime elezioni, e vi posso assicurare che mancava soltanto Gesù Cristo con la frusta. Gli altri personaggi del racconto c’erano tutti. Non è un caso perciò che molti opinion leader locali si lamentino della trasparenza negli atti amministrativi pari a zero, di proposte amministrative di valore urbano pari a zero, di entusiasmo della città alla “cosa pubblica” pari a zero. In questo contesto locale, solo l’interesse “politico/privato” risulta essere molto elevato (ma mi posso sbagliare). In questo frangente di disponibilità alla “spesa politica” assicurata dall’assessore regionale De Angelis (non molto coerente per questo, a mio avviso, con la sua appartenenza politica), a Sora sta maturando un clima di arroganza politica che ci spinge a sollevare dubbi sulla coerenza politica e sulla buona fede dei nostri amministratori. I sorani sono sconcertati dagli atteggiamenti e dell’operato di quelle persone “di partito” che intendono l’incarico pubblico come un “diritto divino”, una “investitura” e non più un mandato in rappresentanza del popolo elettore (perciò, a scadenza e soggetta al ritiro). Costoro che si considerano a torto una “casta” locale, rischiano di pregiudicare irrimediabilmente la credibilità (anche futura) di tutto il centro sinistra, portandoci politicamente tutti indietro di 100 anni almeno. Non saprei come definire questo “disagio” mostrato verso il rispetto dei valori del Partito tanto da voler “scappare” ogni volta, il prima possibile verso altri lidi. Io denuncio questo modo di fare politica sempre meno attento alla appartenenza partitica/ideologica e sempre più attento invece alla formula commerciale, pronti in ogni momento al cambiamento in nome di un solo interesse …LA SPESA PUBBLICA. E di spesa pubblica in programma ce ne è in abbondanza, come non mai. Ci sono infatti i 5 milioni di euro del distretto tessile ( 600.000 euro forse sono già andati nelle tasche di “strani” consulenti). Ci sono i 9 milioni di euro dei contratti di quartiere. In questo conteggio, ci metterei anche la spesa privata dei 22 milioni di euro del progetto turbogas della Cartiera del Sole (passata all’unanimità in consiglio comunale) ed altri appalti pubblici. Cosa unisce le cose e cosa può permettere che il gioco politico si svolga come pianificato? A mio avviso due cose: (a) l’assessore De Angelis (e suoi mandatari) e (b) la PAX politica assicurata dalla ricercata convergenza in consiglio provinciale e comunale con l’ UDC che pare ben accettare i movimenti “scambisti”, fatte salve le apparenze naturalmente. Figuratevi poi allora, a che livelli può arrivare il disorientamento quando si legge di “possibili dimissioni preventive” di alcuni rappresentanti l’Arcobaleno in consiglio e in giunta che lascerebbero così mano libera ai grandi manovratori. So di rischiare di essere tacciato di terrorismo politico (ci sono i precedenti).
So che molte persone “alleate” non vedono l’ora di “pizzicarmi” per denunciarmi o roba simile (intanto, sono sparite le due bacheche di IdV esposte alla villa). Non di meno, nella piena facoltà politica del mio mandato, per il bene che voglio alla “causa” , alla “missione” che i partiti di centro sinistra pure vogliono rappresentare e soprattutto in memoria di tutte quelle persone che per la difesa della giustizia sociale, per l’onestà e per la libertà, prima di noi hanno sempre lottato prendendosi per la difesa di questi valori anche tante manganellate, arresti, denunce, ricatti, licenziamenti e lutti (c’è anche chi è morto). Per questo dicevo, sento il dovere di denunciare tale perversa escalation “all’affare”. Allora la mia domanda è questa: c’è forse una “questione morale” da affrontare a Sora? C’è forse bisogno di ribadire che i nostri ideali non sono in vendita? Siamo sicuri di poter girare a testa alta per Sora perché ognuno di noi ha la coscienza pulita? C’è forse bisogno di ribadire che NOI non siamo uguali agli altri? Che non siamo ricattabili ne per un pezzo di pane ne per un posto di lavoro? Che preferiamo fare l’opposizione “dei giusti e dei puliti” che non stare al governo dei ladri e dei trafficanti di consenso politico? Che non ci basta un posto di lavoro ma che vogliamo il lavoro per tutti? Che oltre al pane, vogliamo la salute? Allora mi chiedo e vi chiedo… se oggi il paragone con la “Milano da bere” regge, domani… saremo forse costretti ad assistere ad una svolta giudiziaria? Siamo forse alla “Sora da bere e da mangiare?” Quale partito questa volta farà la fine del PSI anni 90? Chi sono i personaggi “a rischio”? Come fermarli prima che inneschino il processo di auto distruzione? Oggi a Sora, siamo ancora convinti della necessità di porci contro chi vorrebbe ridurre la politica al solo scambio di favori e silenzi? E come dobbiamo considerare l’ipotesi di un allargamento del governo locale a coloro che sono gli storici avversari politici contro cui ci siamo sempre battuti? Come dobbiamo considerare il PD regionale, provinciale e sorano alla luce degli atti amministrativi emessi per la turbogas della Cartiera del Sole che sempre più risultano essere “illegittimi” e “illegali”? Il PD è un partito “amico” dei cittadini sorani o è per il loro sterminio di massa? Cosa dobbiamo pensare poi, della disponibilità “a fare un passo indietro… per la governabilità…” dell’Assessore La Pietra (PRC + PDCI + SD), dichiarazione fatta alla vigilia delle scadenze di spesa per i contratti di quartiere e del distretto del tessile di Sora? Nella malaugurata circostanza, se ciò veramente dovesse accadere, l’Italia dei Valori di Sora non potrà che gridare “AL TRADIMENTO !” Gli elettori sorani non si sono espressi per una tale nefasta ipotesi di “gross coalition” alla tedesca. Agli elettori sorani va perciò ridata dignità, voce e certezza che il loro voto, peraltro già tradito da diversi esponenti presenti in consiglio comunale prima di opposizione e oggi di maggioranza, non verrà utilizzato contro di loro e senza il loro esplicito consenso. In tale sventurata evenienza dobbiamo gridare all’opinione pubblica sorana che le scelte fatte dal sindaco non sono rappresentative del volere dei suoi elettori. In tale evenienza ci auguriamo che tutti i partiti dell’Arcobaleno (almeno) oltre all’Italia dei Valori, sfiducino il sindaco, chiedendo insieme a noi di tornare alle elezioni”.
Lascia un commento »
Trackback | RSS 2.0
nessun commento - vuoi essere il primo?
Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
Lo staff di Atinablog.it si riserva il diritto di moderare i commenti qualora questo invito non venga colto.
Ogni opinione espressa nei commenti è unicamente quella del suo autore, identificato tramite nickname e di cui si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L’utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Atinablog.it ed i suoi collaboratori manlevati ed indenni da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.