Atinablog

Il blog del comune di Atina.

IdV Sora, Sulla Sanità locale.

Dobbiamo ricordare ai cittadini di Sora e dei paesi limitrofi nonché ad alcuni segretari di partito, come le attuali decisioni regionali in materia di sanità siano scaturite a seguito del deficit sanitario regionale di 11 miliardi di euro provocato dalla passata giunta Storace, come le vicende giudiziarie di “lady ASL” stanno a ricordare. Chi oggi si indigna dei tagli, proviene dallo stesso partito che ne è stata causa e per questo mostra una memoria troppo corta per essere presa per buona. Ciò non significa che siamo contenti di questi tagli ma nemmeno ci indigniamo “a comando”. Sappiamo che è già tutto scritto in Regione per cui, per conoscere i prossimi tagli ai nostri ospedali (perché ci saranno), basterebbe richiedere copia del piano di rientro sanitario previsto dalla Regione. Il fatto grave invece lo riscontriamo nell’incapacità dell’assessore alla sanità sorana (sindaco e consigliere) a progettare una linea di sviluppo e qualificazione delle nostre strutture sanitarie compatibile sia con le esigenze del territorio, sia con il piano regionale, lasciando così mano libera al “boia” che potrebbe (spinto questo sì da rapporti politici “di forza”) far scendere la scure anche su settori nei quali i nostri nosocomi potrebbero vantare e/o acquisire una forte specializzazione ed essere magari maggiormente competitivi rispetto alle altre strutture provinciali. Colpa grave va attribuita anche ai dirigenti ASL e agli stessi medici locali/provinciali (classe medica/dirigente) incapaci di proporci alcun ragionamento su tali problematiche. La domanda da porci allora non è, se ci saranno altri tagli (a cui assisteremo impotenti) ma, quale settore ospedaliero possiamo salvare compatibilmente con la specializzazione sanitaria territoriale disegnata dalla Regione Lazio e con le necessità del territorio. Il male maggiore come sempre è causato dall’incuria perpetua e dall’affidamento delle proprie sorti allo “spirito” (mò santo, mò democratico) altrui, anche quando si chiami Regione Lazio. Auguriamoci (ma volendo, potremmo già saperlo da adesso) che i progetti di razionalizzazione delle risorse aziendali sanitarie previsti in Regione risultino almeno coordinati e coerenti tra loro e tali da garantire la fruizione del servizio sanitario ai residenti in modo funzionale, efficiente e compatibile con il rispetto dei diritti del malato e con le esigenze di assistenza familiare e domiciliare. Ci dicano perciò il nostro assessore alla sanità nonchè sindaco di Sora e il consigliere delegato, quali sono le specializzazioni possibili studiate e previste (?) per i nostri ospedali e se si sta lavorando per assicurare la migliore professionalità degli addetti e delle strutture. Ci dicano anche se i corsi di formazione che si stanno realizzando vanno nella auspicata direzione su detta oppure se essi invece interessano settori sanitari per i quali è già prevista la dismissione. In quest’ultimo caso, rimettano immediatamente il loro mandato.
Quando il dito punta la luna, lo sciocco guarda al naso.

Italia dei Valori (Sora)
Maurizio D’Andria



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