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Cassino, Delitto Matrundola: “Prove deboli…”

Antonio Fraioli e Raffaele Papa, i legali di Claudia Capaldi Fargnoli, la 36enne accusa di omicidio volontario per la morte del suo convivente, Paolo Matrundola, ieri pomeriggio hanno “vuotato il sacco”, criticando le motivazioni che hanno spinto il gip Francesco Mancini ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti della cassinate. «Non ci sono elementi necessari per giustificare una misura così restrittiva nei confronti della donna», hanno tuonato i due. «Claudia Capaldi, per giunta, è madre di una bimba di 4 anni che dal giorno dell’arresto (il 17 settembre) è stata affidata alle cure di due anziani zii di Matrundola». Si tratta, per dovere di cronaca, di parenti del professionista morto che hanno superato di molto gli 80 anni.
Secondo i legali dell’unica accusata per la morte 57enne avvocato, gli inquirenti hanno atteso troppo tempo (14 mesi) prima di emettere l’ordinanza e di accorgersi che Claudia Capaldi – come è saltato fuori dagli atti giudiziari e dalle corpose indagini dei Ris – è un soggetto con una personalità “socialmente pericolosa”. I magistrati hanno giustificato l’esigenza cautelare in carcere anche sui precedenti penali per altri gravi fatti che riguardano la donna. La procura fa riferimento al “vissuto criminale” della Capaldi – come si legge negli atti – che in altre occasioni è riuscita ad evadere dai domiciliari. «Per la procura la donna avrebbe potuto uccidere ancora, per questo – si sono chiesti Fraioli e Papa – l’hanno lasciata libera per ben dodici mesi?». Intanto, domani alle 10, in tribunale si terrà l’interrogatorio di garanzia. I legali della donna stanno lavorando sul ricorso al Riesame.

via Il Messaggero



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