Broccostella, quindicimila trote nel Fibreno.
Quindicimila avannotti di trota macrostigma immessi nel fiume Fibreno. Prosegue e si rinnova l’attività di ripopolamento dei corsi d’acqua presenti nella provincia di Frosinone. Questa volta l’iniziativa, promossa ed organizzata dall’assessorato provinciale all’agricoltura, caccia e pesca, a cui fa capo l’assessore Fabio Celletti, in collaborazione con la Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee), la scorsa domenica ha fatto tappa a Broccostella, sul tratto del fiume Fibreno che scorre in zona San Martino. Importante e significativa novità di questo incontro è stata la partecipazione attiva di altri due comuni situati su bacini idrici limitrofi: erano infatti presenti il sindaco di Picinisco Giancarlo Ferrera, l’assessore Luciano De Marco e il comandante Perella della Polizia municipale. Accorsi per assistere al lancio anche Giancarlo Vacca, assessore al turismo del comune di Sant’Elia Fiumerapido, Franco Di Mambro, responsabile delle guardie ittiche del territorio di Sant’Elia, Armando Quadrini, vice comandante della Polizia provinciale, Antonio Camevale, membro della Consulta provinciale sulla Pesca. A fare gli onori di casa, il sindaco di Broccostella Sergio Cippitelli, il coordinatore territoriale per l’Ardis (Antonio Stefano Carcione), le guardie ittiche, l’igegner Bernardo Bartolomucci, responsabile dell’ associazione brocchese “Macrostigma” gestita dalla Fipsas che è presieduta da Riccardo Fioramonti.
I 15 mila piccoli di macrostigma, la specie autoctona del Fibreno, salvaguardata all’interno dell’incubatoio ittico di Broccostella, sono così stati distribuiti sul corso d’acqua. La gestione del patrimonio idrico e della fauna ittica che vi alberga, costituisce oggi un compito non sempre agevole, assai spesso molto oneroso per gli Enti a ciò preposti. Tutelare i ceppi autoctoni deve essere il fine comune sia della ricerca scientifica che degli Enti preposti alla gestione della fauna ittica. Sul tratto in località san Martino era infatti presente anche il ricercatore Amilcare D’Orsi che da anni si occupa di un particolare studio sul bacino del Fibreno. Dal canto suo l’assessore provinciale Fabio Celletti si è dimostrato particolarmente entusiasta del buon lavoro svolto. «Plaudo alla dedizione di quanti – ha sottolineato Celletti – ogni giorno si dedicano al funzionamento dell’incubatoio e alla salvaguardia ambientale. Si tratta di un progetto che di volta in volta trova nuovi sostenitori, tra i quali i comuni di Sant’Elia Fiumerapido e di Picinisco».
via CiociariaOggi
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1. paolo-r- - 18 settembre 2008 - 13:02
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,bella iniziativa , ma intanto il melfa muore per mancanza di acqua , chiediamolo ai sindaci di picinisco e stettefrati il perche’ , ma le associazioni ambientaliste dove sono ?che fanno? niente ,anzi non servono a niente . che tristezza!!!!!!!!!!!!!!!!!
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