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Provincia, tre strutture private per tanti animali.

La situazione dei canili nella provincia di Frosinone è alquanto critica. Tanto per cominciare non esistono strutture pubbliche, quindi i Comuni si appoggiano a quelle private convenzionate. Il costo di una scarsa cultura animalista, soprattutto l’estate, è rilevante. Il mantenimento di un amico a quattro zampe in un canile costa dai 2 ai 2,30 euro al giorno + Iva. Se si considera che attualmente gli animali che vivono in queste strutture sono oltre 700, si comprende facilmente come le cifre non siano di poco conto. Le strutture attualmente operanti sul territorio insistono sul territorio di Arpino, dove ne esistono due, con capacità ricettiva di 400 e 170 unità, e di Ceccano (una), funzionante dal 2003, che accoglie 150 animali. A metà ottobre del 2007 sono stati, invece, messi sotto sequestro i canili di Giuliano di Roma che ospitava circa 400 amici a quattro zampe e quello di Sgurgola, nato inizialmente con una capienza di 150 posti e poi ampliato di altri 150. Le associazioni animaliste hanno frequentemente denunciato il tasso di mortalità nei canili, giudicato spesso eccessivo. «Per spiegare la mortalità all’interno di queste strutture bisogna considerare vari fattori» spiega Antonio Messore dirigente della struttura complessa sanità animale dei servizi veterinari afferente al dipartimento prevenzione del distretto B della Asl. «Innanzitutto bisogna considerare che il cane che entra in un canile come minimo è denutrito – continua il veterinario – inizialmente viene messo in una zona contumaciale, e poi inserito nel gruppo, ma la storia del cane crea pericoli per la popolazione già esistente. L’animale, ad esempio, può essere portatore di malattie non diagnosticate. Oggi la veterinaria ha raggiunto punte di eccellenza, ma ha bisogno di risorse per poter operare al meglio». Una struttura di eccellenza, almeno sulla carta, dovrebbe essere quella del canile consortile pubblico che dovrebbe nascere all’interno dell’ex mattatoio provinciale, sulla Morolense, con l’impegno della Provincia e dei Comuni di Frosinone, Fumone, Supino, Morolo, Patrica e Ferentino. Al suo interno dovrebbero vedere la luce anche una clinica veterinaria per la degenza e un laboratorio zooprofilattico. Per quanto riguarda il personale da adoperare si pensa alla Multiservizi. Lo scoglio da superare per tradurre la teoria in prassi è quello dei finanziamenti. La Regione vorrebbe che più del 50% del costo dell’operazione fosse coperta dai Comuni. Tra le ipotesi in cantiere anche il project financing.

via Il Tempo



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