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Atina, Ptpr “Un piano dannoso per la nostra città”

Giunge in aula consiliare, ad Atina, il piano territoriale paesaggistico regionale (Ptpr) che sarà così discusso dai consiglieri comunali. Ieri, sull’argomento è intervenuto il capogruppo di An-Risorgimento atinate, Andrea Amata, che, in una nota, ha scritto: «Ritengo che sia un’occasione propizia per respingere il documento urbanistico che privilegia i costrutlori romani e penalizza le province laziali fra cui il frusinate Infatti, se per Roma si prevedono 70 milioni di metri cubi di cemento con colate ad effetto cascata a cui potranno abbeverarsi i grandi gruppi edilizi romani per soddisfare la loro sete di affari, alle province sono riservati trattamenti discriminatori che rischiano di prosciugare le già sofferenti attività economiche. La sinistra sta perdendo il lume della “regione”. Le osservazioni sono plausibili dinanzi ad un piano urbanistico emendabile, cioè migliorabile, ma quello in discussione è irricevibile perché stabilisce una serie di gabbie di inedificabilità soffocanti per lo sviluppo socio-economico del territorio. La sanità regionale è stata commissariata e Marrazzo ha formalmente riconosciuto il fallimento degli obietlivi di risanamento che la sua Giunta si era incaricata di conseguire. Se passasse il Ptpr, cosi come impostato, si aggiungerebbe al dissesto del bilancio regionale il deperimento economico delle attività produttive. Non voglio fare la Cassandra ma, come già altri autorevoli esponenti del Pdl hanno sostenuto, se passasse il Ptpr le conseguenze nefaste per la nostra economia sono immaginabili. Molte imprese saranno costrette a chiudere lasciando una scia di disoccupazinne con effetti sociali problematici, altre imprese verranno attratte dalle effimere opportunità romane con inevitabili squilibri logistici ed economici. Si genererebbe una spirale deprimente che dobbiamo rifiutare nell’interesse del territorio, del commercio, delle imprese locali e di chi vi lavora. Dalla lettura del Ptpr emerge per Atina e per la Valcomino una limitazione di sviluppo inaccettabile con vincoli estesi giustificati anche dal valore storico presunto e non accertato di alcuni siti”. La parola passa ora alla massima assise.

via La Provincia



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