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Isola del Liri, La morte di Jack e la guerra dei manifesti.

Vi ricordate la storia del 55enne di Isola del Liri tovato annegato? Praticamente era un “personaggio” del posto e…

Jack non si sarebbe suicidato, si sarebbe trattato solo di un tragico incidente. Il personaggio cittadino conosciuto come il re dell’hot dog sarebbe scivolato sul costone di roccia che voleva attraversare per raggiungere il pontile che collega le due sponde sul fiume Liri, dalle Remerici a San Sebastiano.
La caduta, secondo l’autopsia, gli sarebbe stata letale. Jack era nato lì, conosceva quel territorio, lui che in Canada era stato aruolato nelle famose Giubbe Rosse e che con i terreni impervi aveva dimestichezza. Inizialmente si era pensato anche all’ipotesi del suicidio, ipotesi comunque parsa agli inquirenti abbastanza strana, perché Jack se avesse voluto farsi inghiottire dalle acque del Liri si sarebbe potuto gettare appena arrivato sul posto. Di fianco la casa dove è stato trovato il corpo c’è un muretto e sotto il fiume, un balzo di 6 metri ed il gioco era fatto. E invece no, voleva raggiungere il pontile delle Remerici, il perché non lo sapremo mai, se lo è portato con se. In città la morte di Giacomo Caringi ha turbato tutti, era il classico personaggio del paese, impossibile non accorgersi della sua presenza. Ora non si parla d’altro ed oltre ai tanti necrologi, che ne testimoniano l’affetto di un’intera comunità, è spuntato un manifesto della locale sezione di AN, che saluta l’amico Jack e punta il dito verso chi ha costretto “un figlio di questa città” ad essre un emarginato, un perseguitato. “Il primo necrologio – ha sostenuto Vitale segretario del locale circolo di AN – affisso ieri era del comune, che diceva “Ciao Jack” e a che titolo? Perché l’amministrazione si è commossa per questa morte? Lo hanno costretto ad elemosinare ed adesso se lo piangono? Il manifesto che Jack voleva far affiggere per le vie del paese e che per certi versi è una sorta di testamento è stato sequestrato dalla Digos ieri prima di essere stampato, ha chiamato in causa tutti i nostri cari amministratori e non solo, forse salutandolo con un necrologio si sono messi le mani avanti”.

via Il Messaggero



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