Atina, Sanità e burocrazia…
Una denuncia pubblica fatta nel corso dell’ultima seduta consiliare ad Atina e che ha visto anche l’interessamento dei carabinieri della locale stazione. È quella fatta dall’ex vicesindaco ed oggi consigliere comunale di minoranza Mario Giannandrea, medico, che al primo cittadino quale massima autorità sanitaria del paese ed al maresciallo Emanule Dell’Orno, presente in sala, ha segnalato l’ennesimo strano caso che si è verificato presso il nosocomio atinate che ospita il reparto di lungodegenza ai danni di un proprio paziente.
Il consigliere, infatti, ha fatto presente che sabato mattina ha dovuto far intervenire personale del 118 per il ricovero di un suo assistito di 71 anni (purtroppo deceduto). L’uomo è stato trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Sora dove i medici di turno hanno richiesto la disponibilità di un posto presso le due strutture di lungodegenza presenti nel polo ospedaliero C: una ad Arpino ed una, appunto, ad Atina. Dal pronto soccorso, sono allora partiti i relativi fax in attesa delia disponibilità a ricevere il paziente. Disponibilità subito manifestata dalla struttura arpinate, mentre quella atinate, città di residenza del 71enne e quindi anche più agevole per i suoi familiari a seguirlo ed assiterlo, non ha ritenuto dover rispondere. «Mi sono interessato alla vicenda – ha spiegato Giannandrea e da Atina mi è stato risposto che non spetta al pronto soccorso richiedere trasferimenti in lungodegenza, ma solo ai reparti. Per cui, il paziente doveva prima essere ricoverato in un’unità specialistica ospedaliera e poi da Iì, valutato il caso, doveva essere eventualmente chiesto il posto per il trasferimento ad Atina. Questa, secondo il personale del Santa Croce, sarebbe la procedura corretta. Per questo non hanno ritenuto di dover rispondere al fax inoltrato dal pronto soccorso sorano». Non è la prima volta che si registrano difficoltà a ricoveri ad Atina ed anche
che si segnalano stranezze nelle procedure. Agli stessi distinguo, a quanto pare, però, non si sono attaccati da Arpino dove alla fine il 71enne è stato ricoverato. Chi ha rispettato la procedura e chi no? Se il pronto soccorso deve “girare” i pazienti ai reparti, perché ha richiesto il ricovero in lungodegenza? Hanno fatto bene da Arpino ad accogliere il paziente o da Atina a “tacere” davanti alla richiesta di un posto? Possibile che la nostra sanità brancoli come sempre tra protocolli ed operatività che pare non tutti conoscano allo stesso modo? Molte domande a cui a questo punto occorre dare immediatamente risposta. Per accertare se vi siano delle responsabilità od omissioni, Giannandrea ha invitato ad indagare anche i carabinieri che già hanno sentito il medico di turno all’ospedale atinate e sono in attesa di parlare con il responsabile delle lungodegenze. Al di là dell’epilogo luttuoso che ha avuto quest’episodio, varrebbe veramente la pena, chiarire una volta per tutte e per tutti, come ci si deve comportare in queste situazioni.
via La Provincia
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1. GS/1200 - 3 luglio 2008 - 16:19
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2. FrancescoP - 3 luglio 2008 - 16:03
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3. Mario Massa - 3 luglio 2008 - 15:26
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Atinablog.it invita i commentatori ad un clima sereno di discussione,In certi casi l’indifferenza si traduce in negligenza o in imperizia e, o poveri o ricchi, essa è penalmente rilevante. Se ne puà discutere.
concordo pienamente, molto bella.
A giorni vi racconterò una storia mostruosa della nostra sanità
Per la morte di Antonio un solo commento,anzi una citazione:”Per il povero a questo mondo ci sono due principali modi di crepare, o per l’idifferenza assoluta degli altri in tempo di pace, o per la loro passione omicida quando viene la guerra”.
scevro da insulti ed attacchi personali ad altri commentatori.
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